
(estr. di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – […] Relazioni pericolose. “Ranucci-Gratteri: che rapporto c’è tra una parte della magistratura e una parte del giornalismo?” (Riformista, 18.7). Ecco cosa c’è di più grave che frequentare faccendieri pregiudicati: frequentare magistrati perbene.
[…]
Polito El Drito. “In effetti Ranucci non è poi da biasimare: credere a Lavitola è più comprensibile che credere a una massaggiatrice uruguaiana” (Antonio Polito, X, 13.8). Ha parlato quello che crede a Dell’Utri.
Forgiamoci e partite. “A tenere gli occhi aperti resta solo la coalizione dei volonterosi di Macron, Merz e Burnham. Ma fino a quando? Difendere l’Ucraina invasa dal tiranno del Cremlino… sarebbe anche l’occasione per forgiare nel fuoco della battaglia un vero progetto di difesa europea. Invece non è così” (Massimo Giannini, Repubblica, 15.8). Mannaggia, proprio adesso che Giannini era pronto a forgiarsi e ad arruolarsi.
I delitti del barlume. “Ranucci ha perso il barlume della ragione” (Mariastella Gelmini, capogruppo Noi Moderati in Senato, Quattro di sera, Rete4, 13.8). Sicura che non sia il paralume?
Le Centurie di Calendamus. “In autunno la Russia testerà la tenuta della Nato con un attacco a uno dei suoi Paesi… Per Putin è l’unica soluzione di sopravvivenza alla guerra… Dopo le elezioni nascerà un governo alla vecchia maniera, per paradosso qualcosa di più serio di quel che si vede oggi” (Carlo Calenda, leader Azione, Stampa, 12.8). Prossimamente darà pure i numeri del Superenalotto.
Un pesce di nome Zanda. “Penso che oggi il centrosinistra non sia in grado di vincere le elezioni politiche. Ma penso anche che il centrodestra sia avviato a perderle” (Luigi Zanda, ex senatore Pd, L’altra voce, 15.8). Ma quindi le vince Zanda?
Gli smemorati di Collegno. “Parlano Violante, Grasso e Ayala: ‘Falcone non avrebbe cenato con Lavitola’” (Foglio, 14.8). Lavorava solo nel governo di Giulio Andreotti.
Maledette democrazie. “Le campagne di Mosca, che lavora sodo per destabilizzare Berlino”, “La corsa all’Eliseo è iniziata col duello sulle interferenze russe” (Foglio, 14.8). Sia la Germania sia la Francia hanno un grosso problema: rischia di vincere le elezioni chi ha più voti.
Ha stato Putin. “Drone di Kiev sconfina in Lettonia: i caccia italiani lo abbattono”, “Crosetto sente la Nato, sospetti sulla Russia: ‘Vuole aprire altri fronti’. Anche stavolta Mosca potrebbe avere avuto un ruolo, dirottando il velivolo. ‘Le provocazioni aumenteranno’” (Repubblica, 15.8). Funziona così: quando il drone è russo, ha stato Putin; quando il drone è ucraino, invece, ha stato Putin.
Ben scavato, vecchia talpa. “Per gli europei è tempo di cercare contatti sotterranei con queste élite putiniane, compromesse ma potenzialmente infedeli. È tempo di offrire loro strade per la defezione in Europa, in modo da indebolire il regime… Noi dobbiamo scavare il terreno sotto i piedi di Putin, minando la fedeltà nel suo sistema” (Federico Fubini, Corriere della sera, 14.8). Forza, genio, comincia a scavare tu, ché noi poi arriviamo.
Agenzia Sticazzi/1. “L’estate caldissima del ‘Kraken’ Renzi: primarie, Katy Perry e la sfida a Vannacci. La battuta: ‘Ma noi non facciamo roar’” (Messaggero, 14.8). “Renzi e la partita del Capo largo (ma anche la festa con Katy Perry). Il leader cerca un candidato per i riformisti… Il testa a testa continuo contro il generale Vannacci, ma anche una serata in Costa Smeralda a cantare Roar con Katy Perry e il suo compagno Justin Trudeau. Un dibattito e proposte ‘forti’ sul congelamento degli ovuli, lanciato dagli Usa anche da Alexandria Ocasio-Cortez. Un libro in uscita a settembre contro la premier Giorgia Meloni. È l’estate ‘a tutto campo’ di Matteo Renzi… che sta presidiando più fronti’” (Corriere della sera, 14.8). Ma mai come le lingue dei giornaloni.
Agenzia Sticazzi/2. “Daria Bignardi: ‘Culurgiones, mazza frissa, come si fa a rinunciare d’estate in Sardegna?’. La giornalista e scrittrice habitué dell’isola: ‘Deve ancora nascere chi mangia moderatamente in un agriturismo sardo’” (Nuova Sardegna, 8.8). Ma non mi dire: mo’ me lo segno.
Cattivoni. “Nessuno di sinistra è andato a trovare mio marito in carcere” (Mariangela Sandrone, moglie del gioielliere-giustiziere Mario Roggero, Giornale, 4.8). Magari temono che spari anche a loro.
[…]
Il metodo Foglio. “Il metodo Ranucci, spiegato… Lo stato e la mafia: nel senso comune il marchio della ‘trattativa’ è rimasto molto più resistente dell’assoluzione” (Foglio, 14.8). Forse perché i primi a chiamarla così furono il generale Mori, il capitano De Donno e i boss di Cosa Nostra, cioè quelli che la trattativa fecero.
Il titolo della settimana/1. “’Ranucci? Ora la sinistra faccia dietrofront’. Parla Borghi (Iv)” (Foglio, 15.8). Stupendo: il centrodestra che decide cosa deve fare la sinistra.
Il titolo della settimana/2. “La denuncia: ‘L’obiettivo di Putin è fare implodere la Ue nel 2026’” (Repubblica, 15.8). Quindi ha lo stesso obiettivo dei leader della Ue. Che siano alleati?
Il titolo della settimana/3. “’Ranucci ha perso la credibilità’. È il parere, o la sentenza critica, di Aldo Grasso” (Foglio, 13.8). Poi c’è chi non rischia di perderla perché non l’ha mai avuta.
Ma mi faccia il piacere
(Di Marco Travaglio) – Relazioni pericolose. “Ranucci-Gratteri: che rapporto c’è tra una parte della magistratura e una parte del giornalismo?” (Riformista, 18.7). Ecco cosa c’è di più grave che frequentare faccendieri pregiudicati: frequentare magistrati perbene.
Polito El Drito. “In effetti Ranucci non è poi da biasimare: credere a Lavitola è più comprensibile che credere a una massaggiatrice uruguaiana” (Antonio Polito, X, 13.8). Ha parlato quello che crede a Dell’Utri.
Forgiamoci e partite. “A tenere gli occhi aperti resta solo la coalizione dei volonterosi di Macron, Merz e Burnham. Ma fino a quando? Difendere l’Ucraina invasa dal tiranno del Cremlino… sarebbe anche l’occasione per forgiare nel fuoco della battaglia un vero progetto di difesa europea. Invece non è così” (Massimo Giannini, Repubblica, 15.8). Mannaggia, proprio adesso che Giannini era pronto a forgiarsi e ad arruolarsi.
I delitti del barlume. “Ranucci ha perso il barlume della ragione” (Mariastella Gelmini, capogruppo Noi Moderati in Senato, Quattro di sera, Rete4, 13.8). Sicura che non sia il paralume?
Le Centurie di Calendamus. “In autunno la Russia testerà la tenuta della Nato con un attacco a uno dei suoi Paesi… Per Putin è l’unica soluzione di sopravvivenza alla guerra… Dopo le elezioni nascerà un governo alla vecchia maniera, per paradosso qualcosa di più serio di quel che si vede oggi” (Carlo Calenda, leader Azione, Stampa, 12.8). Prossimamente darà pure i numeri del Superenalotto.
Un pesce di nome Zanda. “Penso che oggi il centrosinistra non sia in grado di vincere le elezioni politiche. Ma penso anche che il centrodestra sia avviato a perderle” (Luigi Zanda, ex senatore Pd, L’altra voce, 15.8). Ma quindi le vince Zanda?
Gli smemorati di Collegno. “Parlano Violante, Grasso e Ayala: ‘Falcone non avrebbe cenato con Lavitola’” (Foglio, 14.8). Lavorava solo nel governo di Giulio Andreotti.
Maledette democrazie. “Le campagne di Mosca, che lavora sodo per destabilizzare Berlino”, “La corsa all’Eliseo è iniziata col duello sulle interferenze russe” (Foglio, 14.8). Sia la Germania sia la Francia hanno un grosso problema: rischia di vincere le elezioni chi ha più voti.
Ha stato Putin. “Drone di Kiev sconfina in Lettonia: i caccia italiani lo abbattono”, “Crosetto sente la Nato, sospetti sulla Russia: ‘Vuole aprire altri fronti’. Anche stavolta Mosca potrebbe avere avuto un ruolo, dirottando il velivolo. ‘Le provocazioni aumenteranno’” (Repubblica, 15.8). Funziona così: quando il drone è russo, ha stato Putin; quando il drone è ucraino, invece, ha stato Putin.
Ben scavato, vecchia talpa. “Per gli europei è tempo di cercare contatti sotterranei con queste élite putiniane, compromesse ma potenzialmente infedeli. È tempo di offrire loro strade per la defezione in Europa, in modo da indebolire il regime… Noi dobbiamo scavare il terreno sotto i piedi di Putin, minando la fedeltà nel suo sistema” (Federico Fubini, Corriere della sera, 14.8). Forza, genio, comincia a scavare tu, ché noi poi arriviamo.
Agenzia Sticazzi/1. “L’estate caldissima del ‘Kraken’ Renzi: primarie, Katy Perry e la sfida a Vannacci. La battuta: ‘Ma noi non facciamo roar’” (Messaggero, 14.8). “Renzi e la partita del Capo largo (ma anche la festa con Katy Perry). Il leader cerca un candidato per i riformisti… Il testa a testa continuo contro il generale Vannacci, ma anche una serata in Costa Smeralda a cantare Roar con Katy Perry e il suo compagno Justin Trudeau. Un dibattito e proposte ‘forti’ sul congelamento degli ovuli, lanciato dagli Usa anche da Alexandria Ocasio-Cortez. Un libro in uscita a settembre contro la premier Giorgia Meloni. È l’estate ‘a tutto campo’ di Matteo Renzi… che sta presidiando più fronti’” (Corriere della sera, 14.8). Ma mai come le lingue dei giornaloni.
Agenzia Sticazzi/2. “Daria Bignardi: ‘Culurgiones, mazza frissa, come si fa a rinunciare d’estate in Sardegna?’. La giornalista e scrittrice habitué dell’isola: ‘Deve ancora nascere chi mangia moderatamente in un agriturismo sardo’” (Nuova Sardegna, 8.8). Ma non mi dire: mo’ me lo segno.
Cattivoni. “Nessuno di sinistra è andato a trovare mio marito in carcere” (Mariangela Sandrone, moglie del gioielliere-giustiziere Mario Roggero, Giornale, 4.8). Magari temono che spari anche a loro.
Il metodo Foglio. “Il metodo Ranucci, spiegato… Lo stato e la mafia: nel senso comune il marchio della ‘trattativa’ è rimasto molto più resistente dell’assoluzione” (Foglio, 14.8). Forse perché i primi a chiamarla così furono il generale Mori, il capitano De Donno e i boss di Cosa Nostra, cioè quelli che la trattativa fecero.
Il titolo della settimana/1. “’Ranucci? Ora la sinistra faccia dietrofront’. Parla Borghi (Iv)” (Foglio, 15.8). Stupendo: il centrodestra che decide cosa deve fare la sinistra.
Il titolo della settimana/2. “La denuncia: ‘L’obiettivo di Putin è fare implodere la Ue nel 2026’” (Repubblica, 15.8). Quindi ha lo stesso obiettivo dei leader della Ue. Che siano alleati?
Il titolo della settimana/3. “’Ranucci ha perso la credibilità’. È il parere, o la sentenza critica, di Aldo Grasso” (Foglio, 13.8). Poi c’è chi non rischia di perderla perché non l’ha mai avuta.
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Grazie alla Redazione di Infosannio…..
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Ahh, ma non è mica colpa di Grillo se gli ipocriti hanno votato SI’ per il governo Draghi.
Mica mica Grillo era pappa e ciccia con El Drago + Giggino.
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Ma perchè Travaglio non mette mai in relazione, nemmeno per ipotesi, il comportamento di Giuseppe con il destino di Ciro?
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La fregatura della NATO contro la Russia. Il ‘partnenariato per la pace’ che è una farsa che è iniziata nel 1994.
In realtà: prepari gli eserciti dei paesi ‘neutrali’. Poi approfitti della prima occasione utile (tipo la guerra in Ucraina = Finlandia e Svezia entrate nella NATO). Poi dai dei putinisti a chi lo fa notare.
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Bisogna aggiornare l’elenco dei cosiddetti giornalisti, Maniaci protagonisti. Ai Serra, Gramellini e Mieli, aggiorniamo con Massimo Giannini, e l’uomo dall’erre moscia da NY.
Dalla paura di un influenza, adesso tutti in elmetto a combattere. Toni decisamente dannunziani e marinettiani. Arditismo e vittimismo. Lo chiamano europeismo, ma gli ingredienti sono gli stessi del vieto nazionalismo d’antan. La guerra (contro la Russia) come levatrice della vagheggiata e tradita patria europea. Qualcosa che già echeggiava nei risvolti del celebrato sogno spinelliano, nascosto sotto il velo della pace perpetua.
Il Serra si leva dall’amaca, per urlare: “Qui si fa l’Europa o si muore! Europa o muerte!”. (Un grido così forte che lui stesso s’è spaventato). Il Gramellini che invita a non barattare la “libertà con la sicurezza”. Il Mieli, che già s’è imposto il sommo sacrificio: non mangerà mai più i pasticcini all’ambasciata americana. Si comincia con la dieta democratica, con questa sedizione da dessert. Ma è lo Scurati, l’antifascista, che dalle pagine di Repubblica imbraccia la lanterna e tira fuori il coniglio dal cilindro: idiozia fuori contesto, uguale a quella che si è sforzata di vedere nei nazi dell’Azov una nuova brigata partigiana.
Scurati evoca la Resistenza, ma le sue brigate partigiane ricordano piuttosto gli Arditi della prima guerra o i Legionari di D’Annunzio, se non le camicie nere. Reparti autonomi o soldataglie parallele affiancate agli eserciti legali e armate di un’ideologia a priori. Formazioni paramilitari. E qui si vede un approdo naturale una volta imboccata la via dell’interventismo.
Il neoliberismo ha messo al centro l’individuo e i suoi desideri: di identità, autovalorizzazione e godimento personalizzati. Il pacifismo tradotto come consumismo. Il cittadino come consumatore sovrano. Impossibile radunare un esercito di coscritti Manca drammaticamente la carne da macello. Non la mancanza di guerrieri, per quanto la questione demografica in paesi con figli unici abbia il suo peso, ma la carne disposta a farsi macellare.
Il partigiano è un irregolare che combatte per sé. In origine le bande partigiane si formano per scissione: sono sbandati e renitenti alla leva. Ogni lotta partigiana, come ogni rivoluzione di popolo autentica, parte sempre da una diserzione.(*) La guerra nei paesi “civili” è concepibile solo come un’attività di polizia esercitata tramite specialisti professionali e garantita nel successo da una abissale disparità tecnologica. La soglia di tolleranza in termini di perdite umane (quelle di pertinenza, non quelle degli altri, i nemici, che possono morire a milioni…) è vieppiù bassa.
L’arruolamento obbligatorio, è finito con la guerra del Vietnam. I vietnamiti ebbero milioni di morti, ma tennero duro, mentre agli USA bastarono 58.000 caduti per togliere le tende. Gli americani, che pure sono un popolo guerriero nel quale il servizio militare gode sommo prestigio, non hanno mai più vinto una guerra una volta messo piede a terra e ingaggiato un confronto territoriale convenzionale. In Afghanistan hanno lasciato il campo a una torma di fanatici male armati e con gli infradito dopo una lunga occupazione costata solo 2.300 caduti…
Noi dobbiamo scavare il terreno sotto i piedi di Putin, minando la fedeltà nel suo sistema” (Federico Fubini, Corriere della sera, 14.8). Forza, genio, comincia a scavare tu, ché noi poi arriviamo.
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Calenda è invincibile. Nessuno le dice più grosse di lui : è una miniere inesauribile di str…te.
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“sarebbe anche l’occasione per forgiare nel fuoco della battaglia un vero progetto di difesa europea. Invece non è così” (Massimo Giannini, Repubblica, 15.8″
Inizia a prendere forma il contingente italiano per il fronte russo.
Giannini si aggiunge a Calenda ,Tocci, Riotta, Cremonesi, Fontana, Ferrara, Cerasa, Gerardo Greco, Tortora, Giacalone, Mieli, Molinari, Sardoni.
Si può iniziare a forgiare questo plotone.
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Potrebbero anche essere le teste di.. ponte e dare vita all’invasione dell’invasore.
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Se è vero quanto molti affermano che si voterà in aprile, alla faccia della pluri celebrata longevità di questo governo, allora non è azzardato spingersi a previsioni elettorali ragionate.
Intanto dico che nessuna delle coalizioni raggiungerà il 42% della riforma elettorale in gestazione il cui esorbitante premio di maggioranza blinderebbe il completamento del progetto di democratura del paese peraltro garantita da quel po’ po’ di formazione culturale para o post missina dei Sorelli d’Italia… vista la non accettazione (finora) di Vannacci da una parte, e la scombiccherata combriccola dall’altra della serie: l’avete voluto Renzi? Pedalate!… a morir tacendo!
Infatti, se la Melona accettasse il Generale Sturmtruppen, all’interno del cdx molti più elettori sarebbero invogliati tranquillamente a sostenerlo dato che questo travaso non metterebbe in forse la tenuta dell’intero cdx (chiamasi voto utile) anche se la Nana avrebbe meno consensi (il che al solo pensarci la fa imbestialire per la perdita della primazìa, all’origine del solenne rifiuto del pericoloso concorrente cultore della X Mas e ora pure ideatore dell’inedito “patriarcato mediterraneo” della serie a sticaxxi!).
A maggior ragione se dovesse nascere (Dio lo voglia) il fantomatico, introvabile e mitologico Terzo Polo di centro con a capo la Salis.
Particolare da non trascurare nel caso di sposalizio dell’ultimo minuto col Generale: la riforma elettorale, palesemente anti costituzionale, sarà demolita dalla Consulta ma, visto il tempo occorrente, a giochi già fatti! Non è meraviglioso?
Da considerare inoltre che, se anche il suddetto matrimonio incestuoso tra consanguinei non avvenga (come credo), quello che conterà è la sicura entrata in maggioranza della truppa di parlamentari vanacciani, ovviamente con la riconferma della borgatara a Palazzo Chigi.
E per finire, la ciliegina sulla torta: scenderà in campo Di Battista col suo Schierarsi (ma con chi?) esibendosi nel più performante VOTO INUTILE della storia repubblicana??
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Mentre il pollaio nostrano si scatena come una sola gallina contro Ranucci, gli USA salvano lo yen a scapito dell’ euro, acquistando yen giapponesi in cambio di euro, e mettendo l’ euro a rischio svalutazione……da vedere il video di Giacomo Gabellini su “ La spina nel fianco “ di Giannandrea Gaiani. Un precedente risale al 1956 quando gli USA fecero la stessa operazione di cambio con la sterlina, determinandone la svalutazione per punire gli inglesi che avevano aperto la crisi di Suez insieme a francesi ed israeliani ! Quindi sarebbe una roba abbastanza seria da suscitare quantomeno una richiesta di spiegazioni da parte della UE, dove invece tutto tace perché il silenzio è d’ oro……sono tutti impegnati a contare i quattrini del premio obiettivo fedeltà di servizio! Perché non solo l’ Europa è totalmente dipendente per approvvigionamento energetico dagli USA, non solo spende in acquisto di armi americane da usare in una guerra contro la Russia al posto loro, non solo paga il pizzo Nato dove saranno piazzati i camerieri della UE come prosecuzione di carriera di servizio, ma accetta pure rischi sulla propria moneta, perché non sono mica i loro soldi, sono i nostri! Ad aver saputo che fare il cameriere era il volano di ascesa sociale e carriera, avrei fatto l’ alberghiero, invece di liceo e laurea ……Gioggia lo ha capito ed ora è perfettamente integrata nella ditta di catering europea, una garanzia per affidabilità, efficienza e discrezione!
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