
(di Michele Serra – repubblica.it) – Il successo di personaggi che fanno aperta professione di ignobiltà e violenza verbale (blogger, influencer, giornalisti, politici: ci sono esempi arcinoti pure nel nostro piccolo, in Italia) dipende dal fatto che sono effettivamente persone ignobili e violente, oppure dalla richiesta di quel “ruolo in commedia” da parte di un vasto pubblico? Si gioca la parte del mascalzone perché lo si è o perché quella parte ha successo, e rende fama e denaro?
È probabile che l’indole aiuti. Difficile diffondere contenuti di odio se si ha una certa dose di rispetto per gli altri. Ma è sicuro che il successo e il denaro facciano da galvanizzatore. Magari il “cattivo” avrebbe una personalità più composita, ma decide di mettere in risalto il suo lato carogna perché scopre che il pubblico è in visibilio.
Faccio queste considerazioni dopo avere letto (sul Post) un lungo articolo su un documentario di Netflix che indaga sulla “manosfera” (l’ambiente social dove il maschilismo più becero detta legge; molto popolare nella destra americana). Quasi tutte le star della manosfera — maschi bianchi giovani — sembrano relativizzare l’aspetto “etico” e culturale delle porcherie che scrivono.
Le scrivono perché “piacciono alla gente”. Se ne sentono, diciamo così, meno responsabili, perché l’adesione di massa, oltre a renderli ricchi, li rassicura. Se siamo in tanti a pensarla così (per esempio, a pensare che gli omosessuali sono malati, o degenerati) perché non dirlo?
Il famoso “coraggio di andare controcorrente” che molti di costoro sbandierano (anche in Italia), è dunque un alibi. Fare il cattivo serve a procurarsi una folla di follower, anche se raschiata dal fondo del barile. Quella folla non solo garantisce denaro: fa anche sentire protetti, come una scorta virtuale. Le idee (buone o cattive) sono una faccenda strettamente personale: in genere costa fatica farsele. Più comodo assecondare quelle degli altri, che sono già pronte.
😴
.gif)
"Mi piace"Piace a 1 persona
Per piacere a qualcuno sostenendo propaganda e pubblicando vistosamente insulti spontanei della platea è un metodo utilizzato da certi settori dei media non solo dagli omofobi che sentono di soddisfare in questo modo chi prova gli stessi sentimenti ma anche dalle “anime angeliche” che propagandano libertà e democrazia mentre fanno milioni di morti nei paesi non allineati al pensiero liberale,a suon di bombe, missili e droni, di Serra e soci vari. Sarebbe ora che almeno qualche amico ancora desto svegliasse Michelino dal torpore ingenerato dal suo benessere materiale e dal suo appartenere all’ elite pensante ,ma non troppo ,che fa sfoggio di buoni sentimenti falsi e predica male e fa molto molto peggio di tutti gli altri messi insieme.
"Mi piace"Piace a 2 people
Mi sfugge l’etimo di “manosfera”. Cerco su internet:
“La “manosfera” (o maschiosfera) è un eterogeneo arcipelago di comunità digitali e subculture online caratterizzate da posizioni antifemministe, sessiste e, in alcuni casi, apertamente misogine. Include gruppi come gli Incel (celibi involontari), i PUA (artisti del rimorchio) e gli MGTOW (uomini che evitano le relazioni con le donne).”
Ma stiamo facendo derivare “manosfera” da “man”!?!?!? 😳😵
Ero rimasta al latino e al greco…
"Mi piace""Mi piace"