Cosa sono i Flamingo, i nuovi missili low cost (inventati in Ucraina da una start up) con cui Kiev bersaglia la Russia. E perché segnano l’inizio di una nuova era. Sono una versione meno costosa dei Patriot. Hanno una gittata di 3 mila chilometri. E già da qualche mese sono diventati lo spauracchio delle raffinerie e delle basi militari russe

(di Lorenzo Cremonesi – corriere.it) – Caratteristiche principali: ha un raggio d’azione che raggiunge i 3.000 chilometri, porta testate esplosive di 1.150 chili, è relativamente accurato, se ne possono produrre sino a 210 al mese e costa meno dei missili «cugini» occidentali. Basterebbero queste qualità per capire le ragioni per cui politici e militari a Kiev danno grande importanza al nuovo missile FP-5 Flamingo (Fenicottero), che già da qualche mese è diventato lo spauracchio delle raffinerie e delle basi militari russe.
Ma per Zelensky e i suoi generali c’è un punto in particolare che dà un valore inestimabile alla nuova arma: è stata pensata, quasi del tutto disegnata e largamente costruita in Ucraina, la conferma che il Paese sta riuscendo non solo a resistere, ma anche a tenere testa al nemico russo. Un’era diversa e un futuro che promette ottimismo. È finito il tempo dei droni Bayraktar importati dalla Turchia durante i primi mesi di guerra e con esso anche quello delle limitazioni imposte da Biden all’impiego delle armi americane, prima che Trump bloccasse radicalmente l’invio di materiale bellico Usa influenzato anche dalla sua ammirazione per Vladimir Putin.
I successi non si fanno attendere. Già da tempo i portavoce militari ucraini notano quanto le difese antiaeree russe siano relativamente primitive e facili da penetrare per i droni e missili di nuova generazione. Ieri lo stesso Zelensky sui social ha voluto ringraziare gli ideatori del nuovo missile e le unità che lo hanno lanciato. «Grazie agli FP-Flamingo, che oggi hanno colpito uno stabilimento militare a Cheboksary e la raffineria petrolifera a Kuibyshevsky, nella regione di Samara, a 900 chilometri dal fronte», ha detto.
Nelle sue parole si coglie il senso della nuova potenza militare ucraina: sta diventando indipendente, non occorre più chiedere nessun permesso. «Perché mai Putin può colpire Kiev e noi non possiamo rispondere mirando a Mosca?», si chiedeva tra lo stupito e il risentito l’ex ministro degli Esteri Dmytro Kuleba nelle prime settimane della proditoria invasione voluta da Putin il 24 febbraio 2022. Oggi non è più così: gli ucraini minacciano la capitale russa, colpiscono il sistema energetico sino a 2.000 chilometri dal confine tra i due Paesi, danneggiano le fabbriche di armi, obbligano gli aeroporti a chiudere a singhiozzo, gettano lo scompiglio al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo tra lo stupore delle delegazioni straniere.
Il Flamingo è costruito dalla Fire Point, una startup che come tante società militari ucraine viene creata all’ombra degli allarmi e delle bombe alla fine del primo anno della nuova guerra (quella vecchia era iniziata con l’attacco russo del 2014). Si tratta di una bomba aerea trasformata in missile da crociera con un motore jet.
I soci fondatori sono ingegneri neo-laureati, giovani architetti e informatici figli della nuova generazione legata ai sistemi di vita occidentali. Lo stesso vale per le società sorte dal nulla, spesso per iniziativa di un paio di studenti totalmente privi di esperienza militare ma decisi a farsela visitando le prime linee sul Donbass, che adesso vendono i loro droni aerei e terrestri alle monarchie del Golfo bisognose di difendersi dai droni e missili iraniani e cooperano con le migliori società europee.
La Fire Point collabora presto con il gruppo britannico Milanion. I primi modelli di Flamingo, il cui nome e il colore rosa pare siano un riconoscimento alle numerose donne che lavorano al progetto, sono entrati in funzione nell’agosto 2025. Secondo il Financial Times il nuovo modello è una sorta di versione meno costosa dei Patriot anti-missili americani. L’Economist segnala che una parte della produzione è effettuata all’estero, ma il 90 per cento delle componenti viene poi assemblata in Ucraina.

Articolo pessimo, non c’è nessun parere di Orsini.
Bocciato
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L’elogio alle wundervaffen.
Quando vennero impiegate la guerra era ampiamente persa.
Femio, decantaci ancora le gesta de ‘sta Tr0ia.
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Giustamente l’hanno fatta sul progetto di Von Braun
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Solo un sostituto umano della stupidità artificiale può scrivere che sia un sostituto dei Patriot!
Visto che non è un missile antimissile ma un missile da crociera economico per attacchi a lunga gittata fornito in kit di montaggio dall’UK, , semmai è un aggiornamento della V1.
Da notare anche l’aggiornamento della narrazione, gli Ucraini sono in guerra con la Russia dal 2014, comunque non cambia la dinamica aggredito aggressore
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