
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – È commovente il trasporto con cui camerieri, trombettieri e corazzieri si son rimessi sull’attenti al segnale convenuto: è bastato un cenno di Mattarella perché una battuta irresistibilmente comica di per sé – “grazia a Nicole Minetti” – diventasse un serissimo dogma di fede. Sulle gazzette più credulone e quindi più vendute (in tutti i sensi) si leggono peana all’igienista dentale pregiudicata, al suo […]
La figlia di Mubarak
(Di Marco Travaglio) – È commovente il trasporto con cui camerieri, trombettieri e corazzieri si son rimessi sull’attenti al segnale convenuto: è bastato un cenno di Mattarella perché una battuta irresistibilmente comica di per sé – “grazia a Nicole Minetti” – diventasse un serissimo dogma di fede. Sulle gazzette più credulone e quindi più vendute (in tutti i sensi) si leggono peana all’igienista dentale pregiudicata, al suo “sollievo” per lo scampato pericolo (che la legge sia uguale per tutti) e alla simpatica intenzione del compagno Cipriani di “far chiudere il Fatto” con una causa da 250 milioni. Come se la grazia significasse che non ha mai organizzato e animato i bunga-bunga di B. fra colleghe maggiorenni e minorenni, non è mai stata condannata per favoreggiamento della prostituzione e peculato. L’opinione pubblica – cioè i cittadini informati e dunque “apoti” – ha capito benissimo cos’è successo, con la Procura generale che non fa le indagini, non interroga i testimoni che la smentiscono ma solo quelli che li smentiscono, e il capo dello Stato che la ringrazia per aver “disposto accurate verifiche in ogni direzione” (la direzione Minetti). Ma il blocco di poteri fra Colle, governo, Pg e media vive nell’iperuranio e s’illude che tutti questi potenti che si danno ragione da soli e vicenda abbiano convinto i 15 milioni di italiani che al referendum han difeso il principio costituzionale di eguaglianza. E non avverte il senso di schifo che sale dalla società per l’ennesimo remake del Marchese del Grillo: “Io so’ io e voi nun siete un cazzo”.
Siccome la storia ha le sue perfide ironie, tutto avviene nel 15° anniversario del punto più basso toccato dal Parlamento italiano, anzi da uno qualsiasi da quando esistono i parlamenti. Era il 4 aprile 2011, vigilia del processo Ruby, quando la Camera trascinò dinanzi alla Consulta la Procura di Milano (nulla da spartire con l’attuale Procura generale) che osava processare il premier B. per prostituzione minorile sui bunga- bunga di Arcore e per concussione sulle telefonate minatorie di un anno prima alla Questura per far rilasciare Ruby nelle mani della Minetti e della escort brasiliana Michelle Conceicao. La mozione affermava che B. agì nell’esercizio delle funzioni di premier perché fermamente convinto che Ruby, minorenne marocchina senza fissa dimora, fosse un’egiziana, nientemeno che la nipote di Mubarak e il suo arresto per furto minacciasse i rapporti diplomatici fra Italia ed Egitto. L’aula approvò con 314 Sì (Pdl, Lega e centristi) e 302 No (Pd, Idv, Udc e Fli), seguita a stretto giro dal Senato (151 Sì, 129 No). Fra i Sì c’erano La Russa, Meloni e ben 19 membri dell’attuale governo su 64: quasi uno su tre. Oggi B. non c’è più. E neppure Mubarak, però scopriamo che aveva anche una figlia.
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“Fra i Sì c’erano La Russa, Meloni…”
Votò pure la fiducia al governo Monti e la legge Fornero. https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/18/monti-alle-fiducia-alla-camera/171553/
Nel 2011 il governo Berlusconi approvò il Mes. Lei era ministra di quel governo. https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/11/mes-salvini-e-meloni-si-chiamano-fuori-noi-contro-nel-2012-ma-ad-approvarlo-nel-2011-fu-il-governo-con-la-lega-e-meloni-ministra/5767319/
Otto giorni prima delle Politiche disse: “Pronti a tutelare i diritti del Superbonus e a migliorare le agevolazioni edilizie. Sempre dalla parte delle imprese e dei cittadini onesti che si danno da fare per far crescere e migliorare l’Italia”. https://www.fratelli-italia.it/giorgia-meloni-pronti-a-tutelare-i-diritti-del-superbonus-e-a-migliorare-le-agevolazioni-edilizie-video/
Ora è diventato la causa di tutti i mali.
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Non si smentiscono mai. Siamo un paese da operetta. A partire dal Gran capo della tribu’ mummia sicula, che può farla impunito alla grande fuori dal sarcofago. E se non bastano i rotoloni regina del suo spot preferito, trova un mare di lingue felpate pronte a leccargli il cul@ per pulirglelo. Ora Gran capo mummia sicula può tornare a dormire sereno fino alla prossima sua cagat@, coperto e al sicuro sotto una colata di sabbia piovuta dal cielo. E ora dimmi, figlio mio, a chi vuoi più bene, a mamma o a papà? A Pippo Baudo! Ma vaffancul@!
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