(Dott. Paolo Caruso) – Ottant’anni sono trascorsi da quel 2 giugno 1946, ed è oggi che si celebra la ricorrenza della nascita della Repubblica. Non una data occasionale, bensì il giorno del referendum istituzionale che con il libero voto popolare. e con il voto per la prima volta delle donne sancì la fine della monarchia e la nascita della Repubblica italiana. Repubblica nata dalle ceneri del fascismo dopo le sanguinose lotte partigiane e lo sbarco degli alleati anglo americani. Con un referendum istituzionale non privo di polemiche e ombre, che sancì la fine della monarchia, si poté assistere alla nascita della Repubblica democratica e alla stesura della carta costituzionale. Si trattò di un passaggio di grande importanza per la storia d’Italia dopo il “ventennio” e la tragicità della guerra, rappresentando un periodo di riscatto, di vera rinascita morale e economica. Oggi tale ricorrenza celebrativa della nostra identità nazionale unitaria e repubblicana basata sui valori di eguaglianza, di libertà, di solidarietà, si presenta in un momento di forte scontro politico, di rigurgiti neofascisti che mettono a dura prova la tenuta della nostra democrazia. Infatti in questa destra meloniana si ritrovano chiari segni nostalgici di un passato che sembrava bocciato definitivamente dalla Storia. Il tentativo di premierato, l’ insofferenza dell’ Esecutivo a qualsiasi Organo di controllo, la conflittualità costante con la Magistratura, il bavaglio alla Stampa libera e le tante querele temerarie, l’ intolleranza al dissenso e al confronto che hanno portato a un nuovo decreto sicurezza sempre più limitativo delle libertà sociali e individuali, sono segnali inequivocabili di una democrazia malata, di una vera e propria democratura. Una “Res publica” non più del popolo ma svilita dall’ interesse privato, con una sanità pubblica e una scuola di Stato depotenziate secondo esclusive logiche di potere. Oggi nel deserto assoluto di valori, nella mediocrità imbarazzante della politica, questa ricorrenza non può limitarsi all’ esteriorità di una semplice parata militare di per sé fuori luogo e alla retorica dei discorsi roboanti, ma ci deve far riflettere, e ricordare quanto grandi e illuminati siano stati i Padri Costituenti che, rafforzando gli ideali di libertà, portarono a compimento la costruzione di una Italia repubblicana e democratica, Da tempo però si assiste ad un tacito e arrendevole condizionamento, quasi una complicità tra le forze politiche, che picconata dopo picconata cercano di stravolgere per loro interesse i dettami costituzionali. Un tradimento dei valori fondanti della Repubblica che in questa Destra meloniana trova sempre maggiore eco.