
(ilfattoquotidiano.it) – È empiricamente provato: non esiste materia dello scibile politico su cui Calenda non si sia contraddetto. Il suo problema però è che è sempre molto severo con chi non la pensa come lui, esponendosi agli sberleffi di chi gli ricorda le sue posizioni passate (o future). L’ultimo caso è l’adesione dell’Ucraina all’Ue. Calenda ha preso a dare dei putiniani a tutti, soprattutto Lega e M5S (Conte è “l’avvocato del popolo russo”), annunciando senza timore di smentita che “l’Ucraina deve entrare nella Ue con corsia preferenziale perché ha difeso l’Europa”. Peccato che 4 anni fa, a guerra già scoppiata, Calenda fosse pure lui putiniano, arrivando persino a contraddire sua maestà Mario Draghi: “Ha sbagliato, l’Ucraina non ha nessuna delle condizioni che le consentono di entrare nel processo di ammissione nell’Ue. E poi se continuiamo ad allargare non costruiremo mai un’Europa forte, l’abbiamo visto col clamoroso errore dell’allargamento a Est”. Diceva Roberto Ruffilli: ormai siamo tutti troppo vecchi per essere coerenti. Ma in questo Calenda è un enfant prodige.
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Ma soprattutto… “Faccio sempre figure di 💩!” 💪🏼🤣
Che povero disperato. 🤦🏻♂️
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E niente, anche oggi un articolo su Calenda.
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Tiè… beccati anche questa!
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Ricordate?
POLITICA Europee, Calenda torna all’ovile: ipotesi lista unica col Pd per superare lo sbarramento al 4%. Mentre Renzi lancia l’opa su Forza Italia
di F. Q. | 22 AGOSTO 2023
In vista delle elezioni europee Carlo Calenda vuol tornare all’origine: la lista unica con il Pd. Lo scrive il Giornale, ricordando che la soglia di sbarramento al 4% renderebbe difficile per Azione (stimata al momento poco sopra il 3%) eleggere rappresentati a Bruxelles dopo il divorzio da Italia viva. Il (nuovo) tentativo di approccio con +Europa è già fallito per il veto di Emma Bonino, che non si fida più dell’ex ministro dello Sviluppo economico dopo il suo “colpo di testa” dell’estate 2022, quando fece saltare un’alleanza già chiusa. Così, a meno di una riforma della legge elettorale che abbassi lo sbarramento al 3% (su cui al momento sembra non esserci l’intesa politica), la strada è obbligata: “Va aperto subito il forno con il Pd“, è il virgolettato citato dal quotidiano e attribuito ai “fedelissimi” del senatore. “Calenda dice di no. Rassicura tutti che si andrà da soli, che lui punta a superare il 4%. Ma naturalmente non gli crede nessuno: dice una cosa e ne fa sempre un’altra”, dice un big di Azione.
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