‘Essere umano’ al posto di ‘partigiano’? Zero scandalo

Chiara Saraceno: “La ‘nuova’ Bella Ciao? Che si vuole  dai giovani, li abbiamo tutti  traditi…”

(diAntonello Caporale – ilfattoquotidiano.it) – Professoressa Chiara Saraceno, nella piazza del primo maggio il canto dei partigiani è stato evirato – da chi era chiamata sul palco a cantarlo – proprio della parola partigiano.

Non mi scandalizzo, credo nelle buone intenzioni di Delia, la cantante che ha manomesso il testo.

La manomissione del testo dà però il senso di una inconsapevole trascuratezza. Cassare la parola che costituisce il corpo vivo del canto (il “partigiano”) e sostituirla con “essere umano” produce il dubbio che insomma la storia, anche recente, vive una stagione difficile.

Bella Ciao è divenuta nel tempo ovunque un canto di resistenza. Anche in Iran la cantano e magari loro avrebbero più titolo alle sostituzioni.

Colpisce la distanza che separa le nuove generazioni dal resto della società. Colpisce anche il silenzio, oltre le canzoni, della piazza del Concertone.

Non penso che i giovani trascurino l’impegno civile. Invece sono certa che esista una sorta di tradimento civile delle vecchie generazioni nei confronti delle nuove. Se vogliamo parlare di manomissione allora affrontiamo il blocco del sistema di inclusione di una parte della società nel processo produttivo.

La manomissione più grande, l’ostruzione più cieca del potere affluente verso i giovani qual è stata?

Pensi solo al grande programma europeo denominato Next generation you. Una montagna di miliardi investiti dove, per fare cosa, a favore di chi?

In effetti l’occupazione registra un dato favorevole per i cinquantenni.

Le nuove generazioni trascurate come non mai. Senza un progetto, un’idea di inclusione quale rivoluzione sociale, rigenerazione culturale e anche civile può immaginare di produrre?

Siamo alle ultime battute del Pnrr che doveva risollevare le sorti dell’Italia.

Di quali italiani stiamo parlando? Contestiamo il silenzio dei giovani, la loro separatezza dal mondo degli adulti. A parte il fatto che non è così: nel referendum si sono mostrati vivi e vegeti e partecipi. Su Gaza hanno invaso le strade d’Italia.

Il problema è che appaiono e poi scompaiono.

Hanno bisogno di una motivazione forte, la politica deve offrirla chi altri sennò? E la battaglia coinvolge gente, anche chi non è tuo vicino di banco per età e formazione, se è chiaro l’obiettivo, se sai chi sconfiggere, dove andare.

Quindi siamo tutti colpevoli.

Chi è il nostro nemico? Chi è che tradisce i giovani? Il centrodestra ha bruciato le sue occasioni e non ha un progetto di governo che sostenga il lavoro dignitoso e quello giovanile. E il centrosinistra? Ha letto proposte di qualità da parte dell’opposizione?

Lei scruta nebbia fitta da ovunque i lati della valle?

È questa nebbia che produce lo scoramento. E lo scoramento sa che comporta?

La fuga all’estero.

Esattamente: l’esilio. Chi è giovane e ha qualche competenza da far fruttare rifiuta i lavoretti sottopagati, la precarietà infinita e sceglie di trasferirsi dove l’orizzonte è più visibile.

Il precariato è una stagione permanente dell’ingresso nel mondo del lavoro che ha coinvolto tutti.

Anch’io sono stata precaria, anche le mie figlie che ora hanno un’età matura e hanno visto il contratto a tempo indeterminato a quarant’anni. Ma la differenza tra ieri e oggi è che la precarietà aveva un tempo definito, poi sapevi che sarebbe venuto il meglio.

Adesso si aspetta il peggio.

Allo scoramento si aggiunge l’angoscia per questi tempi bui.

L’angoscia per la guerra.

Ho ottant’anni e ricordo, negli anni immediatamente successivi al conflitto mondiale, che vivevamo noi ragazzi nel terrore della bomba atomica. Col tempo quella paura era andata via.

Ora è ritornata.

Ora di nuovo i ragazzi si chiedono: sganceranno la bomba? Il pericolo lo vivono vicino e reale.

La politica non li prende.

Il potere è distante e ostruttivo. Il potere non li vuole.

Sto pensando alla grande abbuffata di soldi del Pnrr. Per la next generation, a cui era intestata la massa miliardaria, zero carbonella.

Zero carbonella.