
(di Michele Serra – repubblica.it) – Nessuno (probabilmente nemmeno Trump) sa quanti soldati americani Trump vorrà ritirare dall’Europa (Germania e Italia in pole position). Avverando il vecchio sogno degli animosi cortei che, mezzo secolo fa, volevano buttare a mare le basi americane: è possibile che ci si buttino da sole, e chi l’avrebbe mai detto.
Ma se l’Europa volesse cogliere la palla al balzo, non c’è momento più adatto di questo per pensare non solo alla famosa “difesa comune”: ma con quali mezzi, con quali fini e spendendo quanti soldi. Tenendo presenti, se possibile, due cose: la prima è che “riarmo” e “difesa” non vogliono dire la stessa cosa. La forza di dissuasione delle armi, soprattutto ultimamente, sembrerebbe funzionare al contrario: più armi ci sono, più si fanno guerre.
La seconda è che la spesa militare europea è molto alta, attorno ai quattrocento miliardi all’anno, ma spezzettata e dispersiva, Stato per Stato, governo per governo. Anche un inesperto di strategia militare è autorizzato a immaginare che unendo e coordinando gli sforzi si potrebbero spendere meno soldi, e meglio.
Quanto ai fini, bisognerebbe che per un eventuale esercito europeo fosse lecito difendersi e vietato aggredire. Un esercito che per statuto difenda i propri cittadini, ma sia impedito ad aggredire altri Paesi, sarebbe meno duro da digerire anche per le forze di pace, associazioni e partiti. E soprattutto le nuove generazioni, che aspettano dalla politica, almeno ogni tanto, un segno di novità.
Impossibile sognare uniformi arcobaleno (suona come un ossimoro). Ma soldati che hanno come (fragile) compito il mantenimento della pace ce ne sono già adesso, e sono i caschi blu.
“Nessuno (probabilmente nemmeno Trump) sa quanti soldati americani Trump vorrà ritirare dall’Europa (Germania e Italia in pole position).”
Non più di 14000 (circa);
essendo la truppa yankee in Ue composta da circa 90mila unità, e tenendo conto della il National Defense Authorization Act (NDAA) 2026, firmato da Trump nel dicembre 2025,che stabilisce. un limite legale che impedisce al Pentagono di ridurre il numero di truppe in Europa al di sotto dei 76.000 soldati, il risultato è molto semplice.
Michelino,ignorantone tale quale a Markolino, ma “senza spocchia giudicante”(superCit) …perlomeno a suo favore.
Andate a raccogliere i pomodori e fate fare giornalismo ai ragazzi del Sahel, del Bangladesh,dell’India… Il paese Italia ne guadagnerebbe.
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Dopo 81 anni sarebbe pure giunto il momento di salutarci ,o meglio ,dirci addio per sempre.
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Serra è uomo di cultura, dovrebbe sapere che non sono mai esistite guerre di aggressione. Tutti hanno fatto sempre guerre difensive.
I romani ci hanno costruito un impero. E gli inglesi pure.
Del resto un altro uomo di cultura (Parenzo) ci ripete continuamente che Israele si sta difendendo.
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Le denunce di abusi sessuali e sfruttamento da parte delle forze di pace dell’ONU, i cosiddetti “caschi blu”, sono un problema noto e documentato da diverse inchieste nel corso degli anni
Inchieste e Denunce: Nel corso del tempo, sono state segnalate numerose denunce di violenze sessuali o sfruttamento commesse da caschi blu in paesi in cui sono in missione, come ad esempio la Repubblica del Congo.
Impunità: Molte di queste denunce, pur essendo numerose (si parla di centinaia di casi nel corso di oltre un decennio), spesso non hanno portato a processi o condanne definitive per i responsabili.
Contesto: Queste violenze avvengono in contesti di guerra e instabilità, dove i caschi blu dovrebbero garantire la sicurezza e la pace.
Coinvolgimento ONU: L’ONU ha in passato istituito commissioni e indagini speciali per affrontare tali problematiche.È un tema complesso che coinvolge la responsabilità delle nazioni che inviano i contingenti e le procedure dell’ONU per gestire tali gravi accuse.
La missione ONU UNPROFOR (1992-1995) nell’ex Jugoslavia ha cercato di proteggere le popolazioni civili, ma è ricordata per l’incapacità di fermare il conflitto e per il fallimento a Srebrenica, dove nel luglio 1995 oltre 8.000 bosgnacchi furono uccisi dalle truppe serbo-bosniache in una zona dichiarata protetta dai caschi blu olandesi.
Fallimento a Srebrenica: Nel luglio 1995, le forze serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladić conquistarono Srebrenica, una zona sicura ONU, deportando e uccidendo oltre 8.000 musulmani bosniaci.
Responsabilità: I caschi blu olandesi (Dutchbat) furono accusati di impotenza e mancata reazione di fronte al genocidio, un evento che ha scosso profondamente la credibilità internazionale dell’ONU.
Contesto: La guerra in Bosnia-Erzegovina (1992-1995) ha visto la comunità internazionale in difficoltà a intervenire efficacemente, portando alla fine del conflitto solo con l’intervento NATO e gli accordi di Dayton.
Eredità: Srebrenica rimane un simbolo delle tragedie dei Balcani e un monito sui limiti delle missioni di pace, con le celebrazioni annuali delle vittime il 11 luglio a Potočari.Il coinvolgimento dei caschi blu ha evidenziato le difficoltà nel mantenere la pace in scenari di guerra aperta e la tragica inefficienza delle regole di ingaggio dell’epoca.
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Oggi la Gioggia ha detto che non condivide l’idea di donald …di ritirare gli USA dalle basi in Italia… aooo… bene che se ne vadano …hanno rotto i @@ da anni… però che si portino pure via anche le Bombe, mica le dobbono lasciare qui… e se no … che addio è!
A casa armi e bagagli!
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