È un ultimo, insperato successo del No al referendum: finora la copertura politica offerta dalla premier ha garantito ogni tipo di incompetenza

(di Antonello Caporale – ilfattoquotidiano.it) – Beatrice Venezi, maestra d’orchestra dalla lingua lunghissima come i treni merci di una volta, ha perso l’immunità meloniana che l’aveva finora tenuta coperta da ogni responsabilità per i comportamenti tenuti con i suoi colleghi de La Fenice. La premier le ha tolto la copertura e fatto sapere che d’ora in avanti ciascuno sarà responsabile delle proprie azioni (sic!).
È un ultimo, insperato successo del No al referendum che ha indebolito l’immunità della destra italiana che non rispondeva della qualità delle proprie prestazioni, diciamo così.
Finora la copertura politica offerta dalla premier, al tempo in cui le sue mosse erano sistematicamente giudicate vincenti e dunque incommentabili per il principio della superiorità della fonte, ha infatti garantito ogni tipo di incompetenza, una per tutti quella del ministro Nordio, ogni grado dell’imbarazzo e dell’inopportunità (vedasi alla voce Delmastro) e ogni altra fanfaluca che l’esecutivo (Adolfo Urso fra tutti) era in grado di generare.
Venezi è stata licenziata dal sovrintendente de La Fenice e il governo, che l’aveva imposta contro ogni evidenza per il curriculum problematico, non ha fiatato.
Bisognerebbe, per dare senso al nuovo corso e uguaglianza tra i profeti del verbo meloniano, annotare il destino del sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano, il primo dei giuristi di Palazzo Chigi promotore del più grande pasticcio legislativo di questi anni: aver scritto e fatto approvare una norma (quella sulla “remigrazione” finanziata per gli avvocati di buon cuore col governo) totalmente e platealmente incostituzionale.
Qui l’articolista entra in contraddizione, se è vero che:
“ha tolto la copertura e fatto sapere che d’ora in avanti ciascuno sarà responsabile delle proprie azioni”
ma allora perchè sono ancora in carica i vari sottosegretari e ministri che ha elencato?
La prima responsabile non è LEI?
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Ma quale protezione sarebbe venuta meno!!!!! Venezi ha deciso di andare allo scontro finale per farsi licenziare, sapendo che nessuno avrebbe potuto licenziare una intera orchestra accusata di tramandare i posti da padre in figlio.
Al momento non risulta che oltre a “esprimere costernazione e amarezza” per le parole della Venezi nessuno le abbia smentite. Forse avrebbe dovuto smentire quelle parole qualche giornalista, ma a quanto pare neanche i giornalisti di inchiesta abbiano avviato qualche indagine
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e tu chi sei?
La volpe o l’uva?
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A differenza tua e di quasi tutti i commentatori che intervengono in questo blog, sono uno che capisce quello che accade.
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E cosa sarebbe accaduto secondo te?
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il fatto stesso che sia stata “cacciata” è la prova provata delle sue farneticanti diffamazioni.
per converso, se le sue calunnie, nei confronti degli orchestrali, erano suffragate da prova avrebbe dovuto esibirle alle autorità competenti…
non rilasciando interviste diffamatorie a destra e a manca…
tertium non datur…
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Venezia è la prima città italiana liberata dai melonisti.
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Sarebbe stato assai più onorevole fare nomi e cognomi, poi la cosa si sarebbe risolta in annose cause con richiesta danni per diffamazione….ma così che senso ha avuto fare accuse vaghe e vacue.
In merito a questo NO referendario, lo stanno tirando in ballo a ogni cambio di vento, quando evidentemente l’aria che si muove è solo a causa del subbuglio gastrointestinale nella pancia del Paese. Le teste che rotolano sono rese dei conti tra bande più o meno armate.
Mi diceva sempre un caro amico “il popolo è acefalo e il volgo è stomaco” e Seneca “” Chi è saggio non segue il volgo”.
Occhio che a forza di cantare il De prufundis della Melona ce la carichiamo sulle spalle per un altro mandato, lei e tutto il carrozzone di famiglie e amichetti.
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