Omnibus in un unico decreto truppe nato e sanità

Sport, bonus e coltelli: non solo Sicurezza, 4 anni di leggi della destra respinte o subito ritirate

(di Lorenzo Giarelli e Ilaria Proietti – ilfattoquotidiano.it) – Il decreto Sicurezza ha meritato il cartellino giallo del Quirinale. Ma è solo l’ultima norma che il governo è costretto a rivedere, tra retromarce imbarazzanti, stroncature degli organismi di controllo e liti interne.

Retromarce banche, sisma&c.

Agosto 2023. La premier si intesta la tassa sugli extra-profitti delle banche, ma basta l’altolà di Marina Berlusconi per la retromarcia: il governo presenta un emendamento che consente alle banche di non pagare, scegliendo in alternativa di accantonare una somma pari due volte e mezza quanto dovuto.

Marzo 2024. Meloni chiude i rubinetti del Superbonus, ma non si accorge di averli chiusi anche ai cantieri post sisma. Risultato: un correttivo per mantenere in Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio il 110%.

Dicembre 2024. Il nuovo Codice della strada punisce la positività ai test per rilevare le sostanze stupefacenti senza porsi il problema di chi usa la cannabis a scopo terapeutico. Per rimediare serve una circolare alle prefetture.

Aprile 2025. Il governo deve fare marcia indietro per sterilizzare il pasticcio derivante dalla riorganizzazione degli scaglioni Irpef a causa del quale 28 milioni di cittadini sarebbero tenuti a pagare un acconto non dovuto, rimborsabile solo nel 2026.

Ottobre 2025. Retromarcia sull’emendamento al dl Concorrenza che prevedeva rincari automatici delle tariffe telefoniche.

Dicembre 2025. Il governo pensa a un’assurda regola che allunga fino a 33 mesi l’addio al lavoro per chi ha riscattato la laurea. Meloni è costretta ad ammettere l’errore. Sempre in manovra, il governo introduce la tassa sui pacchi provenienti da fuori l’Ue, ma poi ci ripensa.

Aprile 2026. Retromarcia sul dl Fiscale con il governo costretto a ripristinare gli incentivi tolti alle imprese e le regole di Transizione 5.0.

Cinque giorni fa. Dietrofront sui coltelli del dl Sicurezza: ridotto il divieto assoluto di porto, che avrebbe punito anche i boyscout.

Obbrobri benzina&c.

Dicembre 2022. Basta il titolo: “Decreto potenziamento Nato, servizio sanitario Calabria e commissione Aifa”. Un “mappazzone”.

Febbraio 2024. L’obbligo di esporre i prezzi medi dei carburanti viene bocciato da Antitrust e Consiglio di Stato per inutilità manifesta.

Ottobre 2024. Inizia il flop dei centri in Albania. Chi fa richiesta di asilo ha il diritto di attendere nel Paese in cui è arrivato, cioè l’Italia. In più, il governo pasticcia coi “Paesi sicuri”. Decine di migranti tornano in Italia.

Aprile 2025. La Consulta boccia il dl Priolo che aveva attribuito al Tribunale di Roma la competenza per l’appello sui sequestri riguardanti aziende di interesse strategico nazionale.

Luglio 2025. La Consulta boccia il decreto Caivano nella parte in cui esclude il reato di spaccio di lieve entità dalla messa alla prova, facendo esplodere il numero di minori reclusi.

Ottobre 2025. Una storia emblematica: a Venezia i borseggiatori devono essere avvisati dell’interrogatorio, grazie alle norme Cartabia-Nordio. Loro spariscono e tanti saluti agli inquirenti.

Quirinale balneari&c.

Febbraio 2023. Via libera al Milleproroghe, ma il Colle segnala “evidenti incompatibilità” col diritto Ue sulle concessioni balneari e critica “l’eccessiva disomogeneità” del testo.

Gennaio 2024. Mattarella promulga il dl Concorrenza, ma scrive a Camere e Meloni: troppo facili e troppo lunghi i rinnovi di alcune concessioni.

Aprile 2025. Uno dei tanti pacchetti Sicurezza arriva in Cdm dopo discussione col Colle. Spariscono varie norme, tra cui una sul carcere per le madri con bambini piccoli e una stretta sulla vendita di Sim ai migranti.

Aprile 2025. Mattarella dà l’ok ai ristori alle famiglie di vittime di crolli stradali, ma invia una lettera alle Camere: non si può discriminare i figli delle vittime in base allo stato civile dei genitori.

Ottobre 2025. Neanche l’istituzione di San Francesco (4 ottobre) come festa nazionale fila liscia. Il testo è scritto male, non è chiaro, perché lo stesso giorno c’è una festività civile per Santa Caterina da Siena.

Gennaio 2026. Dopo moral suasion del Colle, il governo stralcia dal decreto Pnrr lo scudo agli imprenditori che sottopagano i lavoratori.