
(di Gregorio Sorgi – politico.eu) – È improbabile che Giorgia Meloni possa contare sulla leva della spesa pubblica per rafforzare la sua candidatura alla rielezione nel 2027.
Le speranze della presidente del Consiglio di ottenere maggiori margini di spesa hanno subito un duro colpo dopo che, mercoledì, l’ufficio statistico dell’UE Eurostat ha confermato che il deficit di bilancio dell’Italia per il 2025 — la differenza tra quanto un governo spende e quanto incassa in tasse — ha superato i limiti fiscali di Bruxelles.
I dati deludenti arrivano sulla scia di una pesante sconfitta per Meloni nel referendum sulla giustizia dello scorso mese, che ha messo in difficoltà la sua leadership politica.
I dati di Eurostat mostrano che il deficit dell’Italia è stato del 3,1 per cento lo scorso anno, 0,1 punti percentuali sopra la soglia dell’UE, lasciando il governo nella cosiddetta procedura per disavanzo eccessivo (EDP) — un segnale d’allarme che Bruxelles applica ai Paesi che sforano finché non riportano sotto controllo la spesa. Entro la fine di quest’anno l’Italia è destinata a superare la Grecia come Paese più indebitato dell’Unione europea.
Il ministro dell’Economia italiano Giancarlo Giorgetti ha riconosciuto i dati di Eurostat durante una conferenza stampa mercoledì.
«Dunque l’arbitro ha assegnato il rigore», ha dichiarato ai giornalisti a Roma. «Si può essere d’accordo o meno, ma queste sono le regole del gioco».
Roma sperava di uscire dalla procedura EDP — una priorità chiave per il governo Meloni — a giugno, quando la Commissione europea dovrà valutare se i governi rispettano le regole del blocco. Ma è invece probabile che sia costretta a limitare la spesa proprio mentre l’Europa è alle prese con l’impennata dei prezzi del carburante e con le ricadute economiche del conflitto in Iran.
Mercoledì Bruxelles ha offerto ai governi una certa flessibilità per sostenere cittadini e imprese più colpiti dalla crisi. Ma la Commissione ha ripetutamente respinto le richieste di Roma di sospendere le regole fiscali dell’UE per consentire ai governi di spendere per uscire dalla crisi.
Giorgetti non ha escluso ulteriori spese nel caso in cui Bruxelles rifiuti di concedere maggiore margine.
Nessuna via d’uscita facile
Le conseguenze economiche della guerra in Medio Oriente rischiano di rendere più difficile per Roma uscire dal club dei Paesi con spesa eccessiva.
L’impennata dei prezzi del petrolio ha costretto l’Italia a rivedere al ribasso le stime di crescita, e il Paese ha aumentato la spesa nel tentativo di proteggere le famiglie dall’aumento delle bollette energetiche. Secondo due funzionari a conoscenza del dossier, queste misure rischiano di far crescere il deficit negli anni a venire e di scoraggiare la Commissione dal porre fine alla procedura EDP dell’Italia.
Meloni è intenzionata a liberare Roma dalla procedura in vista di un anno elettorale delicato, con la sua coalizione di centrodestra nei sondaggi testa a testa con gli avversari di centrosinistra.
L’uscita dall’EDP sarebbe stata interpretata dai mercati finanziari come un segnale di forza — soprattutto per un Paese come l’Italia, il cui rapporto debito/PIL è stimato al 138 per cento quest’anno. Ancora più importante, avrebbe consentito maggiori margini di spesa al governo per sostenere le famiglie contro il caro energia e aumentare la spesa per la difesa.
Finora l’Italia ha evitato di attivare una clausola di emergenza dell’UE che consentirebbe un aumento della spesa militare, temendo che ciò possa rendere più difficile uscire dalla procedura EDP.
E in tutto questo, il bello è che è in consegna la prima trance con la quale noi poveri idioti italiani, da soli, regaleremo 11 MILIARDI in due anni (2026-2027) al Regime Naziucraino! In perfetto orario con le promesse fatte dalla Casa Del Fascio dell’Unione Europea. D’altra parte quando governano i fasci sappiamo per esperienza che i politici sono ritardati ma almeno i treni sono in orario!.
Avanti così! Quando hai degli imbecilli all’opposizione che ancora sono lì ad asciugarsi le lacrime per le offese portate alla povera Meloni da Solovyov (ma tutti zitti quando il Governo italiano ha rubato due ville italiane al giornalista russo!) è il minimo che ti puoi aspettare.
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