
(Valeria Casolaro – lindipendente.online) – «Non ci sono le condizioni per la sospensione del Patto di Stabilità, ma la Commissione continuerà a coordinarsi tenendo in conto gli interessi europei: vedremo come la crisi si sviluppa»: lo ha ribadito ieri la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, presentando un nuovo pacchetto di iniziative volte ad affontare la crisi energetica seguita alla guerra in Iran e al blocco dello Stretto di Hormuz. Von der Leyen ha così allontanato le richieste dell’Italia, che ha prorogato il taglio delle accise fino al 1° maggio per far fronte al caro carburante, e inviato un messaggio chiaro: i conti vanno tenuti sotto controllo. L’UE, dunque, preferisce attendere e vedere «come si sviluppa la crisi». Secondo alcuni ministri, tra i quali l’italiano Giorgetti, il corso attuale degli eventi non può tuttavia che portare l’economia europea verso la recessione.
Di tutt’altra natura era stata la posizione europea lo scorso anno, quando von der Leyen aveva annunciato l’introduzione di una clausola al Patto per permettere ai Paesi membri di aumentare la propria spesa in armi. In quell’occasione (e per rispondere alle richieste dirette di Trump) non vi erano stati dubbi in merito alla necessità di «conferire maggiore potere fiscale agli Stati membri». Al momento invece, per far fronte alla crisi energetica scatenata dalla guerra in Iran e dal blocco dello Stretto di Hormuz, l’UE preferisce puntare su un pacchetto di norme che prevede rilascio delle scorte di gas e petrolio, revisione dei crediti ETS per abbassare le bollette e investimenti sul nucleare.
Dall’inizio del conflitto, ha spiegato von der Leyen, «la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro». Ignorata dunque la richiesta dell’Italia, che aveva richiesto all’UE una sospensione del Patto proprio perchè, secondo Giorgia Meloni, «se ci sarà una nuova recrudescenza dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia». In quel caso, «non dovrebbe essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di Stabilità e Crescita: non una deroga per singolo Stato membro, ma un provvedimento generalizzato». I ministri dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e delle Imprese, Adolfo Urso, concordano sulla posizione di Meloni. Lo scorso sabato, Giorgetti aveva riferito di conoscere «benissimo» la posizione europea sul Patto: «solo in presenza di una grave recessione». Tuttavia, secondo il ministro, «se la situazione continuerà così sul fronte dell’energia e degli olii combustibili, la recessione arriverà, temo».
Ai desiderata dell’Italia aveva già risposto la scorsa settimana il commissario degli Affari Economici della UE, Valdis Dombrovskis, che aveva negato vi fosse nell’Eurozona una crisi economica grave al punto da dover ricorrere alla sospensione del Patto. «Riteniamo che le attuali regole forniscano l’equilibrio necessario per tenere sotto controllo i conti e stimolare gli investimenti». Ieri, Von der Leyen ha fatto sapere che nel corso di questa settimana avvierà consultazioni con gli Stati membri sulle regole per gli aiuti di Stato, con l’obiettivo di produrre proposte «in occasione del summit informale dei leader della prossima settimana». In ogni caso, per l’UE la risposta alla crisi energetica dovrà essere coordinata e non unilaterale – al contrario di quanto vorrebbe anche la Lega, con il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini che ha dichiarato che «o l’UE cambia il patto di Stabilità, o faremo da soli».
Manicomi chiusi come li stretto di Hormuz.
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Gioggia! ma non era finita la pacchia?
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Siamo ostaggio di una corte di folli.
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