Dopo aver minacciato la fine della civiltà persiana, alludendo a un attacco nucleare all’Iran, Trump ha esibito una spettacolare marcia indietro, accettando come base dei negoziati la proposta di Teheran. Il cessate il fuoco di due settimane permetterà la ripresa dei negoziati a Islamabad. Lo scetticismo è comprensibile, data la qualità dei negoziatori occidentali e le precedenti brusche interruzioni […]

(estr. di Elena Basile – ilfattoquotidiano.it) – […] Dopo aver minacciato la fine della civiltà persiana, alludendo a un attacco nucleare all’Iran, Trump ha esibito una spettacolare marcia indietro, accettando come base dei negoziati la proposta di Teheran. Il cessate il fuoco di due settimane permetterà la ripresa dei negoziati a Islamabad. Lo scetticismo è comprensibile, data la qualità dei negoziatori occidentali e le precedenti brusche interruzioni della diplomazia con nuovi bombardamenti israelo-americani. Questa volta potrebbe tuttavia essere differente. La potenza militare americana è senza paragoni con quella iraniana, ma le guerre asimmetriche si risolvono molte volte con la disfatta del nemico più potente. L’Iran ha l’ambizione di poter dettare le condizioni che per molti aspetti andrebbero condivise dall’Europa e dai cittadini in grado di sostenere pace, stabilità e rispetto del Diritto Internazionale.
[…] Teheran chiede la fine permanente della guerra su tutti i teatri del Medio Oriente, inclusi Gaza e il Libano. La revoca delle sanzioni occidentali e la riparazione dei danni di guerra. Il riconoscimento del diritto all’arricchimento dell’uranio a scopi civili come da Tnp e Carta Onu. E la garanzia internazionale che l’aggressione israelo-statunitense non si ripeta in futuro. Non capisco come un Occidente sano potrebbe rifiutare queste proposte che sono in linea col Diritto Internazionale. Esistono tuttavia altre due condizioni forse negoziabili: il ritiro Usa dalle monarchie del Golfo e la sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz. Washington difficilmente rinuncerà alla sua alleanza coi Paesi sunniti e ai petrodollari, base del sistema di potere della moneta americana. Complicato sarà accettare la sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz, che potrebbe portare a dolorose discriminazioni a vantaggio dei Paesi avversi al blocco occidentale. È stato essenziale il ruolo di Russia e Cina per frenare l’escalation che avrebbe potuto portare a un conflitto nucleare. La diplomazia migliore, discreta e dietro le quinte, ha determinato la ritirata trumpiana e la fine della disperata arroganza di un Occidente in ginocchio. Mosca e Pechino, pur traendo profitto dalla guerra nel breve periodo, sono intervenute in tempo a frenare l’azzardo bellico, schierandosi decisamente a favore dell’aggredito.
Lo Stato terrorista di Israele può essere fermato solo dagli Stati Uniti. Al netto della propaganda, Tel Aviv non teme la minaccia iraniana. Ha solo bisogno di una guerra permanente in grado di evitare alla sua leadership criminale di affrontare la giustizia. La domanda rimossa resta: perché Trump ha ceduto alla richiesta israeliana di iniziare un conflitto suicida, rivolta da almeno un trentennio ai presidenti Usa? Non credo all’alibi della demenza. Trump era al corrente dei rischi bellici, economici e di quanto la sua stessa sopravvivenza politica fosse minacciata. Ma non aveva scelta. Era costretto a obbedire alle lobby da cui il suo destino dipende. Ci siamo assuefatti al governo opaco di oligarchie eterodirette, a poteri invisibili di cui vediamo solo le marionette politiche. Eppure non è questa la fine di ogni speranza democratica? Dovremmo riflettere sulle motivazioni che hanno guidato l’inizio di una guerra apparentemente suicida. Qualche temerario analista avanza l’ipotesi di un piano inteso a rispondere alla carenza di energia e materie prime per assicurare lo sviluppo economico di 8 miliardi di abitanti del pianeta. La distruzione del Medio Oriente, della sua popolazione e delle sue raffinerie, renderebbe il Nord America produttore di energia ed esportatore di prodotti agricoli, nuovamente egemone. Trump sarebbe soltanto il teatrante adatto a portare avanti programmi bellicisti, all’apparenza demenziali, condivisi dai Dem (la tenue opposizione al Congresso ne sarebbe un grave indizio), dai poteri finanziari e dall’intelligence che dai tempi dei Kennedy decide la politica estera statunitense. Non c’è nulla di matematico. I piani delle leadership internazionali sono guidati da mafie differenti, si intersecano con variabili indipendenti, di cui speriamo possa far parte la nostra resistenza civile.
[…]
Non sottovalutiamo, tuttavia, i legami esistenti tra i discorsi di Trump, in violazione non solo del Diritto Internazionale ma di ogni etica civile e umanistica, il sacrificio degli ucraini per accontentare i profitti dei neoconservatori, il genocidio di Gaza, i massacri in Libano e in Iran, l’utilizzo del terrorismo sunnita, la fine del liberalismo in Europa, l’arretramento dei diritti sociali nell’impero neoliberista. Giornali online parlano di “peste putiniana” in relazione al festival del cinema russo. I giovani, economicamente precari e minacciati dalle guerre, per dare vita a un’istanza politica alternativa sono chiamati a ricomporre i vari pezzi del mosaico. I partiti e i movimenti del dissenso, pure.
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Ci sono alcuni analisti, fra cui Giacomo Gabellini, di cui invito a vedere il punto sul suo sito il Contesto, che non crede affatto ad un coinvolgimento USA ob torto collo da parte israeliana, sotto ricatto e minaccia di rivelazioni indicibili, che magari fanno pure parte di una strategia complessiva, come tassello insieme ad altri; pare che esista un documento americano , prodotto da un personaggio con funzione ponte fra USA ed Israele, che parli di un progetto attuativo di quanto poi avvenuto già dal 2009, passando quindi attraverso presidenti statunitensi diversi! Quindi il progetto è lontano, complessivo ed articolato, con un dato certo: il legame profondo e perverso di due paesi, USA ed Israele, che agiscono insieme portando avanti una strategia indipendente dalle marionette di rappresentanza…..c’è da chiedersi di chi sia realmente la regia di avvenimenti che si continua a credere inspiegabili o dettati da momentanea insanita’ mentale! E l’ aspetto preoccupante è che pur passando le menti malate, sempre ammesso che esistano, resta la regia, occulta , che nessuna opposizione civile o dissenso pare in grado di ostacolare …….Il mosaico è molto più oscuro e pericoloso e passa necessariamente da guerre come elemento esistenziale per i veri protagonisti , globali, che noi confondiamo con le maschere gettate funzionalmente sulla scena di un palcoscenico politico e mediatico …..un teatro, dove la vera realtà è solo quella delle vittime, passate, presenti e future, di cui tutti potremmo far parte!
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Ho letto, come esempio, un articolo; questo
L’Italia al centro della Rete del Nuovo Petrolio: da molo del turismo a Hub Geopolitico dei dati
tanto per “pesarlo”.
Il testo è ottimo, ma, come al solito, non si distingue da altri articoli italiani dove si mescolano dati veri a quelli falsi e ad esagerazioni.
Esempio: i dati sono il nuovo petrolio, i cavi sono oleodotti, quindi chi controlla i cavi controlla il potere
Questa affermazione è falsa perchè il valore vero sta nei data center, nell’AI, non nel trasporto.
Esempio gestire l’approdo dei dati garantisce la sovranità digitale
Falso: I cavi sono privati, consortili, non appartengono al paese di passaggio.
Esempio: I cavi, i data center creano occupazione qualificata.
Falso: creano si posti di lavoro qualificati, ma sono POCHI rispetto al valore dell’investimento. I data center sono capital intensive, non labour intensive.
Conclusione: peso piuma ultraleggera.
Ne ho analizzato un altro; questo
Xi: lo yuan-renminbi deve diventare un contrappeso al dollaro
Si, però bisogna saper distinguere tra desideri e realtà.
Questa realtà
https://www.chinadaily.com.cn/business/2012-12/18/content_16027618.htm
2 come campione statistico è limitato; ma 2/2 fa il 100%
Conclusione: meglio lasciare perdere Gabellini.
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“Esempio: i dati sono il nuovo petrolio, i cavi sono oleodotti, quindi chi controlla i cavi controlla il potere”
In effetti il sabotaggio del Nord Stream non è stato di alcun peso nella guerra in Ucraina. 🤣
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In effetti il sabotaggio del Nord Stream non è stato di alcun peso nella guerra in Ucraina
Il nord stream non ha avuto nessun peso nella guerra in Ucraina, se non quello politico o simbolico.
Primo: il nord stream NON ha avuto nessun peso (da specificare cosa TU intendi per peso) nella guerra in Ucraina visto che è stata la Russia ad invadere l’Ucraina e non il viceversa.
Secondo: L’Ucraina continuò a ricevere flussi di gas russo fino al 1 gennaio 2025 quando fu rescisso il contratto tra Gazprom e Naftogaz tramite i gasdotti via terra.
Terzo: il Nord stream era stato interrotto più volte prima del sabotaggio
Nord Stream 1 restarts with fears of reduced capacity | Euronews
Anzi, il sabotaggio fu possibile perchè i gasdotti (1 e 2) erano parzialmente vuoti, altrimenti chi fece il sabotaggio non sarebbe tornato indietro vivo.
Il nord stream fu chiuso definitivamente il 1 settembre del 2022 ed il sabotaggio avvenne il 26 dello stesso mese.
Quindi ?quale peso avrebbe avuto nella guerra in Ucraina?
Il gas russo si è molto ridotto, anche se non azzerato del tutto, rispetto a prima e Putin è da più di 4 anni ormai che sta vincendo la guerra.
L’interruzione dei flussi di gas ha avuto conseguenze sull’economia EU, ed in ogni caso non smentisce la mia affermazione nel commento
Cosi come chi controlla i cavi dei dati NON ha potere; analogamente, chi controlla i gasdotti NON ha potere.
Quindi quale sarebbe questo potere? Può, al limite essere uno strumento di pressione temporaneo visto che è oneroso sia in termini di tempo sia in termini finanziari trovare alternative; ma non è potere.
Le alternative, se esistono, possono essere difficili, non impossibili.
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“Il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream 1 e 2, avvenuto nel settembre 2022 nel Mar Baltico, ha rappresentato un punto di svolta strategico nella guerra in Ucraina, introducendo significative complicazioni geopolitiche, energetiche e militari:
Fine definitiva della dipendenza energetica tedesca dalla Russia: Il sabotaggio ha reso inutilizzabile il Nord Stream 1 e impedito l’entrata in funzione del Nord Stream 2, eliminando di fatto la principale rotta di esportazione del gas russo verso la Germania.
Aumento della tensione e guerra ibrida: L’attacco ha evidenziato la vulnerabilità delle infrastrutture sottomarine critiche, innescando una “guerra dei fondali” che minaccia anche i cavi internet, fondamentali per la rete globale.
Complicazioni nelle indagini e accuse reciproche: Le inchieste, condotte da Germania, Svezia e Danimarca, hanno sollevato sospetti su vari attori, tra cui un coinvolgimento ucraino o di gruppi filoucraini, complicando le relazioni diplomatiche. La Russia ha negato le accuse, mentre l’Ucraina ha sempre smentito un suo coinvolgimento.
Impatto geoeconomico: Il sabotaggio ha avvantaggiato, sul piano delle forniture energetiche, chi esporta gas liquido (come gli USA) e i paesi che vedono ancora passare il gas attraverso le proprie infrastrutture (Polonia, Norvegia), rendendo l’Europa più dipendente da altre fonti.
Danni ambientali e strutturali: Le esplosioni hanno causato massicce fuoriuscite di gas nel Mar Baltico e l’infiltrazione di acqua salata, minacciando di rendere i gasdotti permanentemente inutilizzabili a causa della corrosione.
Questo evento ha reso il Mar Baltico un’area di altissima tensione, specialmente con l’adesione di Svezia e Finlandia alla NATO”
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Si, ma non puoi rispondermi copiando articoli di giornale.
Relativamente al conflitto, la chiusura del nord stream NON ha avuto nessun effetto, punto.
Quanto alle complicazioni economiche e al cambiamento geopolitico non è stato in nord stream in se ad avere effetto, ma la riduzione del quantitativo di gas russo importato è questo dipende non tanto e non solo dai gasdotti, ma anche dall’introduzioni di divieti e sanzioni.
Tanto è vero che, come scritto prima, il Nord stream era già stato chiuso precedentemente al sabotaggio.
Se poi si vuole essere a prova di bomba quando si fanno le affermazioni basta prendere i dati, i numeri; questi
EU Natural Gas – Price – Chart – Historical Data – News
Impostare il timing a 5 anni e si può vedere che il picco del prezzo è del 22 agosto 2022
Tutte le infrastrutture sono critiche, su questo non c’è dubbio, ma un conto è la criticità altra cosa è l’essenzialità che è la vera fonte del potere.
E perfettamente inutile citare la guerra dei fondali; si i cavi sono importanti, ma non essenziali esistono le comunicazioni satellitari (starlink, per intenderci).
Il problema nasce, il potere nasce, quando NON CI SONO ALTERNATIVE.
L’esistenza di alternative, anche se onerose, riduce l’entità del problema e con essa la forza del potere.
i paesi che vedono ancora passare il gas attraverso le proprie infrastrutture (Polonia, Norvegia), rendendo l’Europa più dipendente da altre fonti.
Questa è un’affermazione (copia-incollatura) quanto meno discutibile: NON si possono mettere sullo stesso piano paesi quali la Norvegia e la Polonia, paesi EU/NATO, con la Russia o qualsiasi altro paese al di fuori di essi.
L’affidabilità non è un particolare trascurabile; la collaborazione, la partnership politica ed economica è molto più di un semplice rapporto commerciale.
L’ho scritto altre volte, gli articoli di giornale, così come le risposte che può dare l’AI servono come punto di partenza, non di arrivo.
Le persone adulte usano il cervello come filtro, i bambini come una spugna.
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Insomma poca roba 🙂
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Dimenticavo: se le implicazioni politiche geopolitiche e militari non rappresentano una forma di potere allora possiamo parlare di moda. Se ne sai qualcosa.:-)
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Il controllo del trasporto di qualsiasi forma di energia è probabilmente il più grosso potere in mano a chi lo detiene che ci sia, anche prima di chi la fornisce. Altro che balle.
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Se esiste una regia occulta dietro le varie amministrazioni USA in combutta con i sionisti causa di buona parte dei conflitti degli ultimi decenni,allora bisogna essere contenti che esistano forze che si oppongono a questi “massoni” che utilizzano personaggi spettacolari come Trump e i suoi predecessori ma anche i nostri capetti europei per portare avanti progetti non dichiarabili . Chi sono questi cavalieri ? Basta considerare la lista dei nemici che ci viene volta per volta propagandata dai nostri media .
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“La domanda rimossa resta: perché Trump ha ceduto alla richiesta israeliana di iniziare un conflitto suicida, rivolta da almeno un trentennio ai presidenti Usa? Non credo all’alibi della demenza. Trump era al corrente dei rischi bellici, economici e di quanto la sua stessa sopravvivenza politica fosse minacciata. Ma non aveva scelta. Era costretto a obbedire alle lobby da cui il suo destino dipende.”
“Trump sarebbe soltanto il teatrante adatto a portare avanti programmi bellicisti, all’apparenza demenziali, condivisi dai Dem (la tenue opposizione al Congresso ne sarebbe un grave indizio), dai poteri finanziari e dall’intelligence che dai tempi dei Kennedy decide la politica estera statunitense”
Qui c’è tutta la Elena B. Persona molto intelligente che conosce la verosimile realtà molto bene e da molto prima di tanti (tantissimi)altri, tanto è vero che a volte gli scappa(la verosimile realtà…mannaggia a lei 😄) in alcune mezze frasi,tradita dal suo ego(Tutta l’umanità ha lo stesso problema,sic) e da un non controllato ma naturale senso di amor proprio.
Ma lei,astuta, rimedia subito quando si accorge di ciò, condendo e miscelando con grande perizia le mezze frasi precedenti con corbellerie e putt@nate al gusto nutella di cui va matto il suo uditorio, che lei conosce benissimo. E tutto torna apposto…scampato pericolo…di dire le cose come stanno sul serio😅🫡.
Devo fargliene una colpa?Assolutamente no;infatti è un piacere continuare a leggerla con il cervello acceso a medio regime(superiore rispetto a quando leggiucchio i suoi illustri colleghi), ma con un sorriso continuo sulle labbra mentre scuoto sommessamente la cabeza.
E’ uno duro lavoro ma qualcuno lo deve pur fare,soprattutto se questo qualcuno è in missione per conto di Dio(ops per conto dello Zio…)contro i nazisti dell’Illinois.
Per me rimane un affascinante “case study” da sviscerare e comprendere nei minimi particolari… su come accalappiare le farfalline con il retino,ma sempre con buoni sentimenti,che alla nostra Amelie non mancano di certo.
Un Gin Tonic piacevole al palato,con tanto lime e angostura, e qualche impercettibile goccia di “droga dello stupro…intellettuale” versata e ben shakerata.
Il favoloso mondo di Elena.
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E’ ammirevole quanto venga “venduto” come filologicamente coerente quello che in realtà niente altro che un accumulo di informazioni parziali.
L’articolo è l’esempio “maestro”.
L’articolo espone certezze granitiche.
Ella sta contemporaneamente nella testa di Trump, dei dirigenti residui dell’Iran, della popolazione tutta, dei mediatori internazionali, di Israele, vede e prevede nessun dubbio.
Poi ovviamente la realtà constatabile è altra, ma cosa importa: un altro articolo a cui ne seguiranno altri, non è indispensabile che sia “veritiero”.
La sequela di “c…te” con cui viene descritta una situazione che è ben lungi da essere “conclusa” e che anche continuando con gli errori iniziali può proseguire con “orrori” successivi non potrebbe essere stato partorita in modo più esemplare.
Russia e Cina si schierano a favore dell’aggredito per garantire cosa?
Non lo sa neanche Lei, perchè poi Washington difficilmente accetterebbe un controllo dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran, con i paesi arabi alleati USA che a quel punto si dovrebbero “sganciare” per non essere sottomessi e confidare nel fatto che l’Iran, quel che resta, mai abbia dirigenti pazzi equivalenti a Trump e Netanyahu tali da minacciarli.
Ma poi conclude non c’è nulla di matematico, quindi sino ad allora ha detto solo “idiozie” e relega in “nostro partecipare civile” a variabile indipendente fra quelle casuali che complementano il quadro.
Con quel “noi” chi intende?
Gli Europei tutti insieme appassionatamente, i lettori di FQ, i suoi “fan”, gli Italiani TUTTI?
Non è per caso che come spesso Le accade, vive un sogno ad occhi aperti?
L’unica cosa certa che si può conclamare in questa situazione è che non si ha nessuna cosa certa da conclamare.
E di conseguenza non esiste uno o più “deus ex machina“, fate vobis in grado di assestare gli intricati scenari.
Ma non fa vendere giornali come un film che descrivesse lo sterminio dei Palestinesi solo con scene truci, in bianco e nero, senza luci, senza attori “fighi” e passioni e storie a corredo, musiche di sottofondo, testi contestuali.
La concreta “soluzione” è che si uscirà da questo con un nuovo massacro, per un periodo limitato si interromperà per riprendere verso un nuovo massacro da un’altra parte come già accade ora in contemporanea.
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