
(di Michele Serra – repubblica.it) – Nessuna legge o convenzione stabilisce quali media la presidente del Consiglio debba frequentare. E quali no. Niente di scandaloso, dunque, nella sua decisione di affidare a una chiacchierata con Fedez il momento più alto della sua campagna referendaria. Una interlocuzione amichevole è più rilassante di un contraddittorio. Rimane la libertà, a ciò che resta dell’opinione pubblica, di avere un piccolo sussulto quando Meloni, a proposito dell’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran, indica come “unico scenario ragionevole tentare di chiudere un accordo per cui l’Iran accetta di utilizzare l’uranio solo a scopi civili e non militari”. Beh, quella “soluzione ragionevole” già era in campo, grazie al lavoro dell’amministrazione Obama. Poi Trump l’ha cancellata. E la prima cosa che anche il meno distratto dei giornalisti avrebbe fatto notare a Meloni è esattamente questa: mi scusi, presidente, ma poiché l’accordo che lei auspica c’era già, secondo lei come mai Trump lo ha stracciato? Aveva già in mente di attaccare l’Iran?
Fedez non è un giornalista, è un ragazzo vivace, con qualche talento in campo artistico. Non si può pretendere che lui, o il suo compagno di microfono, siano in grado di far notare a Meloni ciò che anche il più scalcinato dei giornalisti, purché non affiliato alla causa, avrebbe fatto notare: e cioè che Obama aveva trattato con l’Iran precisamente con le intenzioni oggi espresse da Meloni, e con ottimi risultati; e Trump, quelle intenzioni, le ha poi calpestate.
Resta da dire che si capisce perché Meloni abbia deciso di parlare da Fedez, e non in sedi nelle quali qualche nozione di storia e di politica è ancora disponibile. Il rispetto della realtà è una fatica supplementare per chi fa già un lavoro faticoso come la presidente del Consiglio.
Di certo Meloni non avrebbe mai accettato un contraddittorio con Travaglio ma forse con qualche pdino sì e in tal caso ne sarebbe uscita vittoriosa enumerando i precedenti chiaramente imbarazzanti ma anche la loro determinazione nel sostenere guerre made in Usa.
"Mi piace"Piace a 3 people
Lo hanno già detto altri prima di me, tuttavia ribadisco: meloni è la migliore presidente del coniglio che abbiamo mai avuto…come scappa lei mai nessuno!!!
"Mi piace"Piace a 3 people
Non c’è bisogno di un giornalista per ribattere a certe affermazioni della Meloni, basta un cittadino bene informato ed intellettualmente onesto! La maggior parte dei giornalisti avrebbe fatto come Fedez e compagno di microfono, e non per ignoranza, per altro……Per cui l’ unico risultato di questa “ intervista “ è che i due possono con soddisfazione considerarsi arruolati nella squadra degli addetti al servizio di pulizie con la lingua! Professione opposta sia al giornalismo che all’ arte in ogni sua forma……
"Mi piace"Piace a 6 people
Questi due che sembrano scappati di casa hanno alle spalle una redazione. Quindi se non fanno domande incisive è per una precisa scelta editoriale.
"Mi piace""Mi piace"
Ottima intervista! Domande precise e incalzanti di Emilio Fedez… Davvero bravo! 😀
La Rete non è Rete4, dove puoi intortare il pubblico disinformato con comizietti da imbonitrice, senza contraddittorio e con il conduttore non arbitro, ma tifoso.
Come diceva Grillo, “La vera democrazia è sul Web, lì non puoi mentire, se racconti delle palle dopo 24 ore arrivano duemila commenti che ti dicono che sei un cialtrone”.
Boom di commenti negativi:
"Mi piace""Mi piace"