La strategia di Trump è chiara: il regime di Teheran deve cadere il prima possibile, altrimenti per lui rischiano di essere guai seri. Ecco perché le prossime settimane saranno decisive.

(di Francesco Cancellato – fanpage.it) – Attenzione ai segnali: la richiesta di Donald Trump di rinviare l’incontro con Xi Jinping a Pechino, originariamente previsto tra il 31 marzo e il 2 aprile, è il segnale che non c’è certezza che il regime iraniano cadrà entro la fine del mese.
Sembra un dettaglio da nulla, non lo è. Trump non si sarebbe mai potuto presentare da Xi con lo stretto di Hormuz ancora chiuso e un conto aperto con uno dei principali alleati militari ed economici di Pechino. Con un nuovo ordine a Teheran, invece, sarebbe sbarcato nella capitale cinese da vincitore assoluto.
Magari è questione solo di qualche giorno in più, magari no. La strategia di Usa e Israele è chiara: uccidere tutti leader politici e militari dell’Iran, uno a uno. Dopo la Guida Suprema Ali Khamenei è toccato ieri a un altro uomo fortissimo della teocrazia iraniana, il segretario del consiglio supremo Ali Larijani e il capo della milizia religiosa Basji Gholamreza Soleimani. La speranza di Trump e Netaniyahu è che nessuno voglia sostituirli, per paura di fare la stessa fine. E che l’Iran, più prima che poi, come un mostro senza testa, alzi bandiera bianca e scenda a patti con Washington e Tel Aviv.
Il tempo, però, è nemico del presidente americano.
Più passa, ad esempio, più la pressione della chiusura dello stretto di Hormuz si fa problematica per l’economia globale. E una crisi energetica planetaria ha effetti sul commercio, e quindi pure sugli Stati Uniti. Non a caso, Trump, ha chiesto agli alleati della Nato di liberare il canale.
Più passa il tempo, tuttavia, più aumenta la distanza tra gli Usa e gli alleati europei della Nato. Che non vogliono partecipare a una guerra tanto pericolosa tanto impopolare a casa loro. E che mostrano ogni giorno di più al mondo l’isolamento che in un solo anno Donald Trump ha regalato agli Usa.
Più passa il tempo, quindi, più l’unica mano tesa che The Donald rischia di trovare è quella, insidiosissima, di Vladimir Putin, che gode al pensiero che la guerra vada avanti sine die. Perché più passa il tempo, più crescono prezzo e bisogno del suo petrolio. E più passa il tempo, e più l’Ucraina rimarrò a secco di aiuti e attenzione, con gli occhi del mondo rivolti altrove.
Più passa il tempo, inoltre, più per Trump si apre il fronte interno. Le dimissioni del capo dell’antiterrorismo Usa Joe Kent, un repubblicano di destra da lui stesso nominato è il segnale dell’insofferenza del cosiddetto mondo MAGA per la guerra in Iran. Che più si dimostrerò un pantano più aprirà la faglia.
Tutto questo lo sanno benissimo a Teheran, a Mosca, a Pechino: più resistono più per Trump sono guai. E anche Trump lo sa benissimo: Teheran deve cadere ora, o rischia di cadere lui.
Sincronizzate gli orologi, insomma. Si ballerà parecchio, nei prossimi giorni.
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Trump sempre più imbarazzante
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Il roscio presidente a stelle e strisce autore in neno di due anni di innumerevoli ©azzate comunque vada la guerra ha ormai il destino segnato .Le stelle svaniranno e resteranno solo le strisce quelle del pigiama che gli metteranno a fine mandato sempre se non lo accoppano prima🤔
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Sotto sotto il commentatore crede alle chiacchiere da bar del cialtrone della casa bianca e cioè che in pochi giorni lui e i sionisti l’ avranno vinta sulla Repubblica islamica e la bandiera a stelle e strisce sventolerà su Theran . Peccato che tutti gli analisti pensino il contrario .E poi…perché il suo alto collaboratore si sarebbe dimesso se sarebbe stata solo questione di giorni ?
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La realtà è che Trump ha tempo addirittura fino alle elezioni di midterm, dopodichè comunque sarà un presidente già con la valigia. Se ne frega dell’Europa e dell’Ucraina. Probabilmente se ne frega anche dei MAGA. L’unica possibilità per fermarlo è l’impeachment, ma per adesso è difficile.
Ha diversi mesi di tempo davanti per distruggere tutti gli apparati militari dell’Iran e uccidere quanti più funzionari. Poi se il regime cade meglio ancora, ma se non succede rimane il fatto che l’Iran impiegherà anni a ricostruire la potenza militare e nel frattempo potrà sempre subire gli attacchi di Israele.
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Nei diversi mesi in cui Trump pensa di distruggere il regime politico/militare iraniano, la crisi energetica diventa globale e grave…..Può anche darsi che i paesi danneggiati da tale crisi, la più importante dal 1973 , aspettino l’ impeachment , ma anche no…..La questione non riguarda più solo gli americani, la base MAGA di cui Donald se ne frega, ma ha assunto livelli più ampi e complessi, come quando getti un sasso in uno stagno e si formano onde indipendenti dal sasso! Che nessuno sia disposto a farsi trascinare in questo conflitto non mi pare una dimostrazione di forza e sicura vittoria da parte degli aggressori, americani e israeliani, anche perché la prassi più vecchia del mondo è quella di salire sul carro dei vincitori…..per ora non funziona, poi vedremo…..questione di tempo per chi non ha tempo da entrambi i fronti! Nel frattempo chi soffre di prostata può spisciacchiare nel serbatoio della macchina e le aziende dare un premio prostata ai lavoratori…..
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Si si, tutto quello che vuoi, ma credo che andrà avanti come ho detto. Poi Trump cadrà in disgrazia (forse), ma intanto le bombe sono cadute, molte più in Iran rispetto ad Israele
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iran, 1.648.000 km²
israele, 22.000 km²
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Si ma la gente non vive nei deserti e Israele non bombarda i deserti.
Fai il confronto con i missili caduti sulle città iraniane (tutti quelli lanciati) e quelli caduti (realmente, non frammenti di missili intercettati) su Israele.
Poi mi racconti chi sta bombardando chi
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tutti impiegheranno anni a ricostruire gli armamenti dato che non sono infiniti, e israele senza armamenti si ferma, come del resto gli altri, vedi guerra dei 12 giorni, la coperta è corta
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Si ma l’Iran non dovrà solo reintegrare gli arsenali, dovrà anche ricostruire porti, ponti, sistemi di lancio ecc.
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la palla è nel campo americano, sono loro che devono fare “mossa” (e in realtà ne rimane solo una sensata), all’iran basta controllare hormuz, il resto lo farà il degenerare della situazione economica mondiale, tic toc, trump, tic toc
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Può essere che la mossa sia distruggere tutti i campi petroliferi dell’Iran. Poi la crisi ci sarà per tutti. Ma per l’Iran di più.
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