
(Andrea Zhok) – C’è una cosa che impressiona chi guarda i filmati provenienti dall’Iran in questi giorni. Accanto alla distruzione, ai bombardamenti talora apocalittici, si vedono quotidiane manifestazioni popolari in sfregio agli aggressori.
Letteralmente ogni giorno, in varie città iraniane si vedono enormi folle, in piazze e in luoghi pubblici, all’aperto, che manifestano a sostegno della propria indipendenza nazionale e della Repubblica islamica.
Non so se o cosa passi di tutto ciò sui media mainstream, che mi rifiuto di guardare da anni essendo una pura e semplice fucina di propaganda, ma queste manifestazioni sono testimoniate da un’infinità di filmati, spesso dall’interno della folla stessa.
Manifestano sotto ogni condizione, anche sotto le bombe, con alcune scene incredibili (missili e droni che attraversano il cielo e vengono malediti dalla folla sottostante.)
Chiunque pensi che una roba del genere possa essere inscenata sotto coercizione è un cretino.
Naturalmente niente di tutto ciò significa che tutti siano, siano stati o saranno schierati con il governo nella politica ordinaria. Diversamente dai vari staterelli del Golfo e dall’Arabia Saudita, in Iran esiste una scena democratica, un dibattito pubblico interno, esistono libere elezioni, ed esistono gruppi di opposizione organizzati e riconosciuti, anche gruppi radicalmente in opposizione. E certamente in quella folla ci sono molte persone critiche delle politiche governative. Ma, per quanto sia difficile per noi capire, non è questo il punto.
Io non so come finirà quest’oscena storia di guerra e sterminio, ma due cose si possono capire fin da ora.
La prima è che da una prova durissima come la presente il governo teocratico e le componenti militari più intransigenti escono rafforzati. Ne escono rafforzati anche laddove venissero assassinati uno a uno, come Israele è solito fare. Ne escono rafforzati non come individui di potere ma come visione egemone all’interno del paese. Quest’aggressione sta operando, presso la popolazione iraniana, come una potente argomentazione a favore dell’idea che ogni propensione a fidarsi dell’Occidente è una pericolosa illusione e che i valori occidentali sono spazzatura senza dignità né onore.
Se volessimo, per assurdo, dare credito all’idea che questa guerra è stata promossa per favorire la democratizzazione e l’apertura dell’Iran, dovremmo dire che non si poteva immaginare un fallimento più spettacolare. Anche se domani l’Iran fosse costretto alla capitolazione, il paese ne uscirebbe radicalizzato e indomabile.
La seconda cosa è che vedere quella folla manifestare sotto le bombe mi fa vergognare come europeo, mi imbarazza di fronte allo spettacolo di una dimensione di orgoglio collettivo e di forza d’animo popolare che noi non siamo più in grado non di mettere in campo, ma neanche di immaginare.
Ciò che siamo in grado di fare nel migliore dei casi è meditare su una forma di vita che conoscevamo e che abbiamo perduto, nel peggiore dei casi possiamo esibirci in risatine sprezzanti a colpi di emoji, fingendo una furba superiorità che è solo confessione di meschinità.
Onore al popolo iraniano.
Onore al popolo iraniano.
"Mi piace"Piace a 1 persona
La mia impressione (da bar) è che l’Iran ha un piano strategico, Usraele no. Gli Usa in particolare sembravano reticenti rispetto ad attaccare e danno l’impressione di essersi mossi perchè costretti da israele (come? Ricatti a trump immagino).
Mentre gli Usa speravano di piegare l’Iran senza attaccare, imponendo con le minacce delle clausole letteralmente inaccettabili (non solo rinunciare all’uranio arricchito che si usa anche in ambito civile, ma addirittura ai missili in grado di colpire israele, così alla prima occasione avrebbero detto che l’Iran aveva violato qualche accordo e lo avrebbero comunque attaccato, senza che fosse in grado di difendersi: era accettabile?), l’Iran si è rifiutato fermamente, e siccome per due volte è stato attaccato durante le negoziazioni ora si rifiuta di trattare con gli Usa per qualsiasi cosa e va avanti per la sua strada.
Usraele aveva l’idea di tirare un sacco di bombe e farli arrendere per disperazione e strazio, innescando una rivoluzione interna, ovviamente colorata, per insediare un governo filoisraeliano, cioè antiraniano. Non ha funzionato.
L’Iran sembra puntare a una guerra di logoramento: uccidere il nemico con mille tagli. Incassano i colpi (tremendi) e rispondono, contando anche sul fatto che i missili difensivi costano un sacco (tipo uno-due milioni l’uno, fino anche a un centinaio di milioni), stanno già finendo, e ne vengono usati ogni giorno un numero che per rifarli ci vuole un anno. Nel frattempo colpiscono anche loro molto duramente con missili non intercettabili perchè troppo veloci, o che passano nel gruppo. E con droni che costano molto meno dei missili che li abbattono. Hanno colpito svariate basi americane, l’ufficio e la residenza di netanyahu, il ministero della difesa credo già tre volte, stanotte l’aereoporto Ben Gurion … saranno stati ben difesi? Eppure sono stati colpiti.
L’idea potrebbe essere che gli Usa arrivino prima alla frutta dell’Iran, e che siano loro a rischiare una lacerazione della società, che già è divisissima. La guerra sta costando circa 1 miliardo al giorno, ci sono soldati americani morti, aerei abbattuti, navi colpite … quanto resisterà la coalizione epstein guidate dal fanfarone bimbominchia? Consideriamo che ha già abbandonato contro gli Houthi …
Ai posteri l’ardua sentenza, ma neanche tanto posteri visto che le armi usraeliane stanno già finendo ora. Aggiungo che la chiusura dello stretto di Hormuz sta danneggiando tutto il mondo.
Se non entra in campo l’atomica, e allora ciaone a tutti, vedo e prevedo l’ennesima sconfitta Usa, forse addirittura già prima della primavera. E col senno di poi era meglio non attaccare allora, perchè per un boss al tramonto non c’è niente di peggio che una sconfitta plateale.
"Mi piace"Piace a 4 people
Chi non si fa mettere sotto i piedi è sempre degno di stima prescindendo dal lsui credo politico o religioso .Noi consumisti cresciuti nel ventre della vacca abbiamo perso persino il senso della dignità e,per giunta ,con ipocrisia stratosferica abbiamo il coraggio di parlare di concetti come sovranità e amor di patria .
"Mi piace"Piace a 5 people
Quello non rimasto appeso per il collo su una gru, s’intende.
"Mi piace""Mi piace"