Trump e Netanyahu hanno dichiarato di voler rovesciare il governo iraniano per sostituirlo con un governo sottoposto al controllo assoluto degli Stati Uniti e d’Israele. Secondo le intenzioni di Trump e Netanyahu, il nuovo governo dovrebbe governare l’Iran in base alle decisioni, ai desideri e agli interessi della Casa Bianca e di Tel Aviv. In sintesi, questo nuovo governo […]

(estr. di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – […] Trump e Netanyahu hanno dichiarato di voler rovesciare il governo iraniano per sostituirlo con un governo sottoposto al controllo assoluto degli Stati Uniti e d’Israele. Secondo le intenzioni di Trump e Netanyahu, il nuovo governo dovrebbe governare l’Iran in base alle decisioni, ai desideri e agli interessi della Casa Bianca e di Tel Aviv. In sintesi, questo nuovo governo dovrebbe anteporre gli interessi d’Israele e degli Stati Uniti a quelli degli iraniani. Il presidente filoamericano prescelto dovrebbe essere Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià di Persia, che ha torturato gli iraniani in modi smisurati e disumani.
[…] Il problema è che la stragrande maggioranza della popolazione iraniana nutre un odio immenso per gli Stati Uniti e per Israele. Il popolo iraniano, tolti i contestatori, si è schierato accanto al proprio regime un minuto dopo l’avvio dei bombardamenti statunitensi. L’Iran combatterà fino all’ultimo sangue contro Israele e gli Stati Uniti in base alla logica del massimo danno possibile. Il che spiega la chiusura dello Stretto di Hormuz.
Se il regime di Teheran crollasse, l’Iran precipiterebbe in una guerra civile. Non ci sarebbe un cambio di regime, dove un presidente comandato dalla Casa Bianca ristabilisce l’ordine e la felicità; ci sarebbe soltanto un bagno di sangue. Il che andrebbe benissimo a Israele, che ha in mente un progetto siriano o libanese per l’Iran. Con un governo filo-israeliano, l’Iran diventerebbe un Paese ancora più povero, infelice e disperato.
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Secondo la tesi filoamericana, una volta rovesciato il regime di Teheran, l’Iran avrebbe compiuto il primo passo verso la felicità. Ma è vero esattamente il contrario. Siccome l’Iran è un Paese enorme dalle risorse smisurate, Israele lavorerebbe per eliminarlo come minaccia potenziale giacché un governo filo-americano a Teheran potrebbe sempre essere rovesciato da un governo antiamericano ripetendo la rivoluzione del 1979. Dunque, il fine strategico d’Israele è di smembrare l’Iran in più Stati per poi mantenerli in una guerra civile permanente affinché il popolo iraniano rimanga sempre povero, debole e sottoposto alla sferza israeliana e americana.
Un governo filo-israeliano a Teheran non potrebbe che essere un governo anti-iraniano. Un governo a Teheran, amico del popolo israeliano, non potrebbe essere che un governo nemico del popolo iraniano. Israele è una potenza troppo piccola. Per assumere il controllo del Medio Oriente, deve trasformare le grandi potenze mediorientali in piccole potenze, distruggendole dall’interno. Questo richiede di trasformare il popolo iraniano in un nuovo popolo palestinese.
Per nascondere che il fine di Trump e di Netanyahu è la fine dell’Iran come soggetto storico, i giornalisti filo-israeliani parlano ossessivamente del velo imposto alle donne iraniane. Ma nessuno di loro ha mai spiegato perché, sotto il profilo dei valori occidentali, il velo imposto alle donne iraniane sarebbe un fatto moralmente più grave delle carceri americane che scoppiano di neri. Sotto il profilo dei valori occidentali, che cosa è più grave? Una società che impone il velo alle donne o una società in cui i neri hanno molte più probabilità dei bianchi di finire in carcere? I valori occidentali sono una cosa seria. E non hanno niente a che vedere con questa guerra.