“L’unico ministro della Difesa in vacanza in una zona di guerra senza saperlo”

(ANSA) – ROMA, 01 MAR – “Salvate il soldato Crosetto. Partita l’operazione speciale per esfiltrare Crosetto: l’unico Ministro della Difesa che va in vacanza in una zona di guerra senza saperlo”. Così in un post su fb Roberto Vannacci.
(corriere.it) – Il ministro della Difesa Guido Crosetto, bloccato a Dubai per le conseguenze dei bombardamenti sull’Iran finisce nel mirino di Roberto Vannacci e delle opposizioni. Il generale fondatore di Futuro nazionale scrive un post al curaro: «Salvate il soldato Crosetto. Partita l’operazione speciale per esfiltrare Crosetto: l’unico Ministro della Difesa che va in vacanza in una zona di guerra senza saperlo».
«Non so quando rientrerà, spero prima» del 7 marzo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un punto stampa alla Farnesina, rispondendo a una domanda sul ministro della Difesa Guido Crosetto, bloccato a Dubai . «Io personalmente non lo sapevo», ha replicato Tajani a chi domandava se il governo fosse al corrente della presenza di Crosetto a Dubai. «E’ partito prima – ha aggiunto -. Noi siamo stati informati dal governo israeliano ad attacco in corso, mi ha chiamato il ministro Sa’ar ieri mattina presto quando l’attacco già iniziato».
Il M5S chiede intanto le dimissioni del ministro. «Inutile girarci intorno: non ci sentiamo tutelati da questo Governo. L’Italia a guida Meloni che – secondo i media controllati dalla maggioranza – doveva assicurare dialogo e ponti fra Stati Uniti ed Europa non sapeva nemmeno dei pesanti attacchi di Usa e Israele sull’Iran». Lo scrive il leader M5S, Giuseppe Conte, sui social. «Alla luce dell’attacco in corso in Iran e dell’escalation militare che sta infiammando il Medio Oriente, abbiamo appreso ieri che il Ministro della Difesa italiano si trova attualmente bloccato a Dubai a causa della chiusura degli spazi aerei. E’ un fatto oggettivo che colpisce e che impone una riflessione seria. In una delle fasi più delicate per la sicurezza internazionale degli ultimi anni, il titolare del Dicastero della Difesa non è fisicamente nel Paese e non può rientrare tempestivamente sul territorio nazionale». Lo dichiara in una nota il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli.
«Non è una questione personale, ma istituzionale. E’ legittimo chiedersi quale sia stato il livello di informazione preventiva del Governo rispetto agli sviluppi militari in corso, quale coordinamento vi sia con gli alleati e come si stia garantendo la piena operatività della catena di comando in una fase tanto critica. Da tempo riteniamo questo Governo politicamente inadeguato. Ma mai come in questo caso la posta in gioco riguarda direttamente la sicurezza nazionale. Quando sono in discussione la stabilità internazionale, i nostri militari all’estero e la tutela degli interessi strategici del Paese, l’improvvisazione non è ammessa», continua l’esponente M5s. «Per queste ragioni, riteniamo che il Ministro della Difesa dovrebbe trarne le conseguenze e rassegnare le dimissioni. Non per una polemica politica, ma per rispetto delle istituzioni e per il bene del Paese», conclude Patuanellli
Qualcuno direbbe: ma sono del mestiere questi!!???🤣🤣🤣
"Mi piace"Piace a 3 people
Al peggio non c’è limite: Crosetto sembrava uno dei più posati. Ed invece…
"Mi piace"Piace a 2 people
Ma quale bene del paese…magari!Pensano solo ai loro affari e ai loro privilegi.
A rep. ha dichiarato che paga a sue spese… c’era bisogno di chiarire?A volte a pensare male ci si indovina!
"Mi piace"Piace a 2 people
@ ness….pensa per un attimo se San Tommaso, il quale esigeva di toccare con mano le ferite dei chiodi e del costato del nostro Gesu’, scendesse da lassu’….con il solito scetticismo…..cosa chiederebbe per prima cosa al nostro Guido…..” posso vedere il bonifico…e perche’ il “triplo” e non il doppio od il quadruplo della tariffa…..????” Ma San Tommaso…non scendera’…..!!!! Buona giornata caro @ness……
"Mi piace"Piace a 1 persona
Grazie …il solo fatto che abbia puntualizzato e non richiesto …la dice lunga.
"Mi piace"Piace a 1 persona
il colmo per un armaiolo: non prevedere una guerra dove fino a 5 minuti prima vendeva armi.
"Mi piace"Piace a 4 people
Da un canale di satira su Telegram.
Faccia con comodo: il week-end è sacro. 28 Febbraio 2026. Bruxelles La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha convocato una riunione del Collegio di sicurezza dell’Ue lunedì prossimo.
“A seguito della situazione in corso in Iran, lunedì convocherò una riunione speciale del Collegio di sicurezza. Per la sicurezza e la stabilità regionale è di fondamentale importanza che non si verifichi un’ulteriore escalation attraverso gli attacchi ingiustificati dell’Iran contro i partner della regione”, ha affermato von der Leyen in un messaggio su X.
"Mi piace""Mi piace"
Chi doveva preavvisare la Meloni dell’attacco in Kuwait?
Ma ovviamente il Ministro della Difesa!
E dove era Crosetto? A Dubai con la family sotto i bombardamenti iraniani e con gli aeroporti chiusi.
Chi doveva preavvisarlo del bombardamento? Ma ovviamente il Ministro della Difesa!
E il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (ma fino ad un certo punto, cit.) ? Ciaone…
"Mi piace""Mi piace"
Beati quelli di Houston, che hanno solo un problema.
A me Guido Crosetto non è mai stato simpaticissimo, ma nemmeno antipatico. In un panorama affollato di sloganisti, influencer travestiti da statisti e patrioti da talk show, lui almeno sembrava uno che conoscesse la differenza tra una riunione Nato e una sagra della salamella. Una vaga idea della postura istituzionale, diciamo così.
Fino a Dubai.
Ora, le domande non sono maliziose. Sono basiche.
Se sei il ministro della Difesa e ti trovi negli Emirati mentre l’area del Golfo diventa improvvisamente un tabellone del Risiko, la questione non è se avevi diritto a una vacanza. È: chi sapeva cosa?
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha candidamente ammesso di non essere a conoscenza del viaggio. E già qui la scena è surreale: Difesa e Farnesina che scoprono su Repubblica dove si trovano a vicenda. Una specie di “indovina chi viene a cena” in versione geopolitica.
Crosetto dice: impegno istituzionale ad Abu Dhabi.
Benissimo. Allora era un viaggio di Stato?
Se sì, perché 007 e governo sembrano caduti dalle nuvole?
Se no, perché in mezzo a una crisi regionale il titolare della Difesa è lì con famiglia al seguito e senza scorta?
La risposta ufficiale è: “non sono andato di nascosto, ma era una questione familiare”.
Che è una frase che funziona benissimo per giustificare un weekend lungo a Cortina, un filo meno quando intorno volano missili.
Poi c’è il capitolo volo di Stato.
Un volo governativo, secondo dati ufficiali, costa in media 28.000 euro a tratta. Crosetto dice di aver pagato “il triplo” della tariffa ospite: circa 5.000 euro invece dei 1.500 ordinari. Il dettaglio che omette è che 1.500 è la quota per un passeggero su un volo già programmato, pieno di altri. Lui era solo.
È un po’ come dire: “ho pagato il biglietto del Frecciarossa, il triplo!”, dimenticando che hai noleggiato l’intero treno.
E qui veniamo alle due considerazioni finali, molto semplici.
La prima.
Quel benedetto iPhone con cui si collega alla riunione di governo da Dubai.
Era almeno su linea criptata?
Era su dispositivo governativo certificato?
O stavamo gestendo un passaggio delicato di sicurezza nazionale come una call su FaceTime tra genitori separati?
Perché va bene tutto, ma il ministro della Difesa non è un consulente marketing in smart working. Se parli di attacchi, missili, posture Nato, catene di comando, non puoi essere alla mercé, non dico di un hacker russo, che quello se vuole ti entra pure nel tostapane, ma di Giovannino, il figlio nerd della portinaia, che tra un brufolo e l’altro buca reti Wi-Fi come fossero figurine.
Non è paranoia. È prassi.
Le comunicazioni sensibili devono essere blindate. Punto.
Seconda cosa.
Del fatto che abbia pagato il triplo del volo, francamente, mi importa zero. Se il ministro della Difesa è bloccato in un’area di crisi, lo riportiamo a casa con un aereo militare e lo paghiamo noi. Fine. È il suo ruolo. È la sua funzione. È il prezzo della responsabilità.
Se c’è da riportare anche la famiglia, la riportiamo.
Se c’è da evacuare altri italiani, pure.
Con quello che versiamo ogni anno allo Stato, non sarà un Gulfstream a mandarci in bancarotta.
Non è quello il punto.
Il punto è un altro.
In un momento di tensioni internazionali, con attacchi nel Golfo e un’area che ribolle, il minimo sindacale è sapere dove si trova il ministro della Difesa. Non per curiosità voyeuristica. Per architettura istituzionale.
Non è accanimento. È catena di comando.
Non è polemica. È trasparenza.
Puoi andare in vacanza.
Puoi non voler scorta.
Puoi volare civile.
Ma se sei il titolare della Difesa di un Paese del G7, la tua collocazione geografica in un momento critico non può essere una sorpresa per il governo stesso.
Il problema non è il biglietto.
Non è la tariffa.
Non è il bonifico.
È l’idea che in un passaggio delicato la gestione sia stata: “tranquilli, mi collego dal telefono”.
E no. Non funziona così.
Lo Stato non è una chat di condominio.
E la sicurezza nazionale non è una call su Zoom con la webcam accesa e lo sfondo tropicale.
"Mi piace"Piace a 1 persona