
(Giancarlo Selmi) – Trump bombarda Teheran due minuti dopo che i suoi emissari hanno lasciato il tavolo dove hanno incontrato gli omologhi iraniani per parlare di pace. Lo fa dopo aver aiutato un suo amico a massacrare 75.000 persone e mentre Meloni lo giudica meritevole del Nobel per la pace.
Non è escluso che glielo diano, visto che l’hanno dato a una signora che incitava i suoi ad aggredire i sostenitori del suo avversario politico. Incitazione che ha lasciato a terra diverse decine di morti. Una che richiedeva l’intervento armato e i bombardamenti di un paese straniero nel territorio del Paese dov’è nata.
Oggi sì è aggiunto un signore sotto accusa del Tribunale Penale Internazionale per crimini contro l’umanità, primo attore di un rivoltante genocidio, mandante e gestore di un odioso apartheid, a ribaltare la logica, facendo appelli in televisione, parlando di diritto internazionale e incitando un popolo a “riprendersi la libertà”.
Nella nostra italietta sempre più “etta”, a un paroliere di canzoni e canzonette viene offerto, a spese dei contribuenti, il trasporto a Sanremo andata e ritorno su un elicottero dei pompieri. Su un “elisoccorso”, mentre il cuore per un trapianto viene trasportato in macchina e in un frigo da campeggio. Una cosa che dovrebbe fare indignare persino il piu tranquillo dei dorotei nostalgici di Sbardella.
Qualcuno, giustamente, ha protestato e l’indignazione, udite udite, l’ha espressa il ministro degli interni, tal Piantedosi. Non perché si sia utilizzato un elicottero dello Stato, comprato con soldi pubblici e alimentato da soldi pubblici, per trasportare un cittadino, ma per le proteste. La sua indignazione era diretta contro chi ha protestato per una cosa obiettivamente e oggettivamente indegna.
Basterebbe seguire il vecchio e tradizionale significato della parola “logica” per scegliere da quale parte stare. In alternativa buona catastrofe a tutti.
The War of Peace
(Di Marco Travaglio) – Abbiamo atteso un po’, prima di scrivere dell’attacco criminale e illegale di Usa&Israele all’Iran, nella speranza che la commissione Ue o almeno qualche governo europeo o almeno qualche ministro italiano o almeno qualche cultore intermittente del diritto internazionale estraesse qualche parola simile a quelle usate contro l’invasione criminale e illegale della Russia in Ucraina. Tipo che c’è un aggressore e un aggredito, che non si cambiano i governi e non si risolvono le controversie con le guerre, che chi lo fa va arrestato, che serve una pace giusta col ritiro immediato e incondizionato degli aggressori, i quali vanno puniti con 20 pacchetti di sanzioni, il sequestro dei beni dei loro cittadini e la cacciata di tutti i loro artisti, intellettuali e atleti. Attesa vana. Come già per i crimini israeliani a Gaza, in Cisgiordania e in sette Paesi vicini e per l’aggressione Usa al Venezuela, la cosiddetta Europa e i “sovranisti” e “riformisti” italioti stanno con l’aggressore contro l’aggredito. E l’unica critica che riescono a pigolare su Trump e Netanyahu è che aggrediscono troppo poco, perché bombardare l’Iran centrando scuole e uccidendo centinaia di persone rischia di non bastare per rovesciare il regime: serve una bella invasione di terra che duri qualche mese o anno e ne ammazzi decine o centinaia di migliaia per liberarli meglio, tipo quelle che – com’è noto – esportarono la democrazia in Afghanistan e in Iraq.
Nessuno può sapere perché Trump abbia deciso di rinnegare definitivamente l’isolazionismo Maga che l’aveva fatto rieleggere per impelagarsi in una guerra dagli esiti incerti in pieno negoziato (promosso da lui) con un Paese di 90 milioni di abitanti orgogliosi di una tradizione imperiale trimillenaria, per accuse palesemente false (persino la Cia esclude che Teheran sia una minaccia) e al seguito di un terrorista disperato come Netanyahu, compromettendo le residue speranze di evitare la sconfitta per motivi tutti interni alle elezioni di Midterm. Anche perché ora sarà ancora più arduo smentire i sospetti sui file di Epstein e i ricatti dei suoi complici israeliani. L’unica certezza è che Trump – come ha appena dimostrato lasciando in piedi il regime madurista in cambio di petrolio e imbottendo di tiranni il Board of Peace di Gaza – se ne frega di portare la democrazia agli iraniani (che non l’hanno mai vista neppure in cartolina, nemmeno nei Paesi vicini). E, quanto al terrorismo internazionale, sa bene che bombardamenti e invasioni l’hanno sempre moltiplicato. Ove mai servisse, è la conferma che le peggiori minacce alla pace mondiale restano gli Usa e Israele.
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Visti i precedenti, speriamo che gli USA non facciano mai un tavolo di pace con noi.
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Non c’è bisogno. Noi siamo i poggiapiedi, siamo SOTTO il tavolo
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Direi che lo schema applicato dai cowboy guerrafondai è sempre lo stesso da almeno trentacinque anni: creiamo casino dicendo di difendere ed esportare democrazia lontano da casa nostra e laddove c’è il petrolio concorrente. Scarichiamo un bel po’ di bombette per la gioia dell’industria delle armi, creiamo qualche milioncino di morti e poi molliamo tutto e ce ne torniamo a casa. E chi si è visto si è visto. Vuoi mai che l’alta corte dell’Aia emetta finalmente un mandato di cattura internazionale contro Trump, ossia il criminale a stelle e strisce di turno?
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