
(Giancarlo Selmi) – Mi astengo dal commentare le dichiarazioni di Salvini, perché le conoscete tutti e farlo equivarrebbe a sparare sulla croce rossa. Non posso astenermi però, dal commentare ciò che disse quello che ai compleanni si vestiva da nazista, tale Galeazzo Bignami che, per inciso e per dignità di cronaca, è il capogruppo di FdI, quindi non un passante. Dopo l’omicidio di Rogoredo, era il 29 gennaio, tal Bignami a “Diritto e rovescio” disse: “Questo si gira, gli punta una pistola, il poliziotto gli spara, ahimè lo uccide, e la magistratura lo indaga per omicidio volontario”.
Proseguì: “Io da avvocato dico che questo non è giusto e dico anche che se si vuole cambiare questa giustizia bisogna votare sì al referendum”. Il solito attacco alla Magistratura e il solito demente aggancio di qualunque cosa agli esiti del Referendum. Meloni non mancò di fare la stessa cosa quando, riferendosi alla, secondo lei, esigenza primaria del Paese di avere una Magistratura che non ostacola, si riferì, fra le altre cose, ai fatti di Rogoredo. Rispondendo a Bignami e a Meloni: sì, è giustizia quella che indaga sullo spacciatore e sul poliziotto che lo uccide.
È giustizia quella che indaga sul ladro di galline e sul sottosegretario. È proprio così che vogliamo la giustizia ed è l’opposto di quella che vogliono Bignami e la sua capa. Comunque avevano ragione entrambi: dopo il sì al referendum questa indagine sul poliziotto corrotto, non ci sarebbe. Una persona ammazzata perché non intendeva pagare il pizzo e il poliziotto corrotto starebbe tranquillo. Anzi di più, se Mattarella li avesse lasciati fare, a quel bandito poliziotto, gli avrebbero concesso un meraviglioso “scudo penale”.
Dare a chi ha il potere di un’arma e di una divisa, la possibilità di usare divisa e arma come crede, senza il timore della legge, è una cambiale in bianco che una società civile, una democrazia liberale non può permettersi. Tanto quanto non possa permettersi di togliere alla Magistratura indipendenza e possibilità di indagare sia sul pusher che sul poliziotto. Ma, soprattutto, sul potere economico e politico. È proprio questo quello che stanno perseguendo con la loro schiforma: ottenere un salvacondotto per i potenti, politici inclusi. Per le cose che faranno o che hanno già fatto.
Sanno che una Magistratura indipendente rappresenta un pericolo. Per loro non per i cittadini. Perché vogliono essere esenti da indagini. Perché vogliono il potere assoluto. Perché vogliono stravolgere la Costituzione modificandone sette articoli. Mi chiedo: perché un cittadino dovrebbe avere paura dei magistrati e non avere paura di un poliziotto corrotto o stupido autorizzato a maltrattare o addirittura sparare chi non si allinea? Io non delinquo, non ho scheletri nell’armadio, perché dovrei avere paura dei magistrati? Meno indipendenza per la Magistratura e libertà assoluta alla polizia? Ma stiamo scherzando?
FERMIAMOLI. VOTIAMO NO.
Toghe-politici 51 a 12
(Di Marco Travaglio) – Anche dopo l’ultimo sondaggio Ixè che dà i No in forte vantaggio, al referendum può ancora accadere di tutto. Ma già questo è un miracolo: due mesi fa la partita pareva persa in partenza. Il merito, oltreché dei giuristi, giornalisti, politici, artisti, attivisti e semplici cittadini che si battono per il No, è anche e soprattutto del governo Meloni e dei trombettieri del Sì. Che spingono a viva forza gli indecisi a bocciare la schiforma costituzionale perché la spacciano per un rimedio contingente per raddrizzare questa o quell’indagine o sentenza a loro sgradita. Come se fosse un regolamento condominiale. Mentono sapendo di mentire e di non essere smentiti (i famosi fact checker, sistemato Barbero, sono andati in ferie). Ma, dopo il frittomisto di balle impunite su Garlasco, Tortora, bimbi nel bosco, algerino in Albania e Sea Watch, hanno pestato il classico merdone. Invocavano un Sì per salvare gli eroici poliziotti-giustizieri alla Cinturrino dalle toghe-pusher e preparavano per costoro un bello scudo penale. “Io sto col poliziotto senza se e senza ma”, sentenziava Salvini 37 minuti dopo i fatti di Rogoredo, attaccando l’indagine “eccessiva, ingenerosa e gratuita” di “quel pm” che apriva un “fascicolo odioso come se l’agente avesse sparato per uccidere”. Poi il pm, grazie al fascicolo odioso, ha scoperto che l’agente aveva sparato proprio per uccidere il tizio disarmato e fabbricato false prove per dimostrare l’opposto. Riecco Salvini dopo la cura: “Non entro nel merito di fatti che non conosco” (ma va?). Ora che Centurrino è stato arrestato, Salvini pretende che “l’agente che sbaglia paghi doppio”: ma lo “sbaglio” l’ha scoperto sempre quel pm proprio perché ha disobbedito ai diktat del governo e agli annunci-minacce di scudo penale.
Anche Piantedosi ora fa il furbo e si vanta di aver sempre escluso scudi per chicchessia. Purtroppo aveva detto l’opposto: e cioè che Cinturrino, con lo scudo del dl Sicurezza, “avrebbe potuto fruire del beneficio dell’inversione dell’onere della prova. Perché è evidente che c’era una causa di giustificazione molto evidente”. Era evidente perché lo diceva lo sparatore, mentre lo sparato non poteva smentirlo perché era morto ammazzato. Ora l’unica cosa evidente è che i fatti è meglio lasciarli accertare dai pm, non dai politici. La parte più interessante del sondaggio Ixè riguarda proprio la fiducia degli italiani nei magistrati (salita al 51% dal 45% dell’anno scorso) e nei politici (12%, contro il 14% di un anno fa). Grazie al governo, anche chi non sa nulla del referendum ha capito che i politici del Sì vogliono fare le indagini e scrivere le sentenze. E i cittadini, anche i più diffidenti verso i magistrati affiderebbero la giustizia a tutti, forse persino a Wanna Marchi: ma mai a un politico.
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ora molti di quelli che erano favorevoli allo “scudo” fischiettano,
facciamo rivedere le prime pagine dei giornali con le loro dichiarazioni i loro post e i manifesti per il SI, OGNI GIORNO.
e nel nostro piccolo di infosannio, quelli che erano sicuri che si è trattato di legittima difesa.
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Dal Papeete in poi Salvini non ne ha azzeccata una. E ora la Lega rischia pure di sparire. Nei sondaggi è già sotto Avs:
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magari, ma cogli00ni che li votano li trovano sempre o magari passano per l’altro gemello: CATENACCI
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se “sparissero politicamente” dovrei ammettere che la mia “goduria politica” raggiungerebbe vette altissime….altro che “riccio”….!!!!!
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siamo in due…
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Figurarsi, nel teatrino del circo di Maria Antonietta i pagliacci non si smentiscono mai e non perdono una sola occasione per dimostrarci il loro valore. Ma anziché sparire nell’iperuranio una volta per tutte presi a calci nel sedere, questi rimangono li a sparare castronerie a raffica, foraggiati dalle nostre tasse. Ormai è una gara a chi la dice più grossa, tra Superciuk, il cazzaro felpato, il nazistello per gioco e Piante&dosi. Alla collezione mancano Lollo e Minnie, purtroppo spariti dai radar e non avvisati per l’occasione del referendum porcata in salsa P2, ma c’è ancora un mesetto per toglierci qualche soddisfazione. Ci strapperanno ancora qualche triste risata. Intanto preparo i pop corn per il 24 marzo. Ci sarà da ridere di sicuro.
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Speriamo…
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Mauro, al referendum il Si si aggirerà intorno al 35%.
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Aggiungiamo anche questo:
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Aggiungiamo anche questo, a sostegno del NO:
VOTERO’ NO. DA SEPARARE SONO POLITICA E GIUSTIZIA
di
Toni Servillo
IL VERO OBIETTIVO E’ INDEBOLIRE I MAGISTRATI
FQ, 22.2.26
La riforma della Giustizia, oggetto del referendum del 22-23 marzo, è una riforma, a mio parere, da un lato completamente inutile e dall’altro estremamente pericolosa.
È una riforma inutile perché non tocca neanche in minima parte i problemi della Giustizia intesa come servizio per i cittadini, come per esempio i tempi e la durata dei processi, la scandalosa situazione delle nostre carceri, problemi che avrebbero bisogno di leggi ordinarie e di stanziamenti di bilancio e non di una modifica della Costituzione.
Ma soprattutto è una riforma estremamente pericolosa perché mira a rivedere il delicato equilibrio tra gli assetti di potere degli organi costituzionali, indebolendo in particolare la Magistratura nel suo complesso e, quindi, la sua possibilità di azione autonoma e indipendente. Il vero obiettivo nascosto della riforma Nordio è quello di indebolire l’azione della Magistratura nella sua funzione di controllo, di legalità nei confronti di pubblici poteri (in linea con quello che sta accadendo in America o in Ungheria) e di annullare l’unica separazione che conta e che occorre, invece, mantenere: quella tra la Politica e la Giustizia.
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I governativi stanno capendo che butta male, infatti si stanno affannando a dire che non è un voto sul governo. La cosa potrà risultare accettabile se la sconfitta sarà di misura, qualche punto. Ma davanti a un 60/40?
Io voto NO e sto con Gratteri.
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“i famosi fact checker, sistemato Barbero, sono andati in ferie”
Il più famoso ha “in casa” un conflitto di interessi grande come l’ Everest.
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…peccato non commentare anche l’uscita della Meloni, che anche lei è stata rapida ad assolvere il poliziotto, ma poi è tornata nel silenzio quando i magistrati hanno accertato il contrario!
E Puente muto…
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“la spacciano per un rimedio contingente per raddrizzare questa o quell’indagine o sentenza a loro sgradita”.
Non è che la spacciano, sarà proprio così. Il potere politico avrà molta più forza di coercizione sui PM. Sulle indagini che, per un motivo o per l’altro, balzeranno all’onore delle cronache, sapranno come indurre il pubblico ministero a fare come vuole il governo. Qui mettimi un accusa di omicidio, qui girati dall’altra parte, qui chiedi il massimo della pena.
Naturalmente dovranno modificare anche qualche legge ordinaria, ma quello è l’obbiettivo.
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ALESSANDRO DI BATTISTA
No, grazie!
Questi sono alcuni dei motivi per cui voto no. Ma c’è anche un tema politico.
Tra un mese esatto si voterà per il Referendum costituzionale sulla magistratura. È un referendum molto importante: invito ciascuno di voi non soltanto ad andare a votare, ma anche a parlare con amici e familiari per spiegare le ragioni del No.
Hanno spacciato la riforma come fosse una riforma della “giustizia”, ma in realtà non tocca minimamente i problemi dei cittadini italiani legati alla giustizia. Il referendum riguarda la magistratura, anzi riguarda il rapporto tra politica e magistratura. Bisogna stare molto attenti, perché quando si toglie potere a qualcuno lo si dà sempre a qualcun altro. In questo caso l’obiettivo è indebolire la magistratura e rafforzare la politica.
Scrivo qui alcuni dei motivi per cui credo sia giusto e importante votare No.
1. Intanto partiamo dai costi.
La riforma della magistratura, se dovesse essere approvata, costerà ai cittadini italiani un bel po’ di soldi. In questo momento abbiamo soltanto un CSM (Consiglio Superiore della Magistratura). Se dovesse essere approvata la riforma, verrebbero costituite tre differenti strutture: due CSM, uno per i PM e l’altro per i giudici, e un’Alta Corte disciplinare.
Il costo di questi tre carrozzoni è stimato in 150 milioni di euro. L’attuale costo del CSM è di 50 milioni di euro. C’è una differenza di 100 milioni di euro all’anno.
Ma siamo veramente sicuri che, in questo momento, la priorità degli italiani sia spendere altri 100 milioni di euro in burocrazia e carrozzoni, piuttosto che investire quei soldi, per esempio, nell’assunzione di nuovi magistrati per velocizzare i processi?
2.Rafforzerà il sistema delle correnti nel CSM.
I promotori del Sì vanno in giro nei salotti televisivi a dire che, se la riforma dovesse essere approvata, le correnti nell’ambito del CSM verrebbero spazzate via. È una menzogna. Quello che accadrà è il rafforzamento della maxi-corrente della politica e l’indebolimento di quelle della magistratura.
È per questo che si tratta di un referendum sul rapporto tra politica e magistratura.
Perché accadrà questo? Perché i membri nel CSM verrebbero eletti con due tipologie di sorteggio: uno vero e uno finto. Quello vero riguarderebbe i magistrati: i membri “togati” (cioè quelli scelti tra i magistrati) verrebbero individuati tramite un sorteggio che riguarderebbe tutti i magistrati d’Italia. Quello finto verrebbe attuato per i membri “laici”, cioè quei membri dei CSM selezionati dalla politica: questi verrebbero scelti tramite un sorteggio da una lista di nomi fatta dalla stessa politica.
Per capirci: la lista da cui verrebbero sorteggiati i nomi scelti dalla politica potrebbe essere costituita da 11 nomi dai quali sorteggiarne 10!
Sapete cosa significa? Che all’interno dei CSM ci sarebbero, da un lato, membri legatissimi alle correnti della partitocrazia e della politica; dall’altro, membri scelti a casaccio. I primi, ovviamente, avrebbero molta più legittimazione dei secondi. Tradotto: la politica avrebbe più potere nei CSM.
Adesso vi faccio una domanda. È vero, gli italiani hanno perso fiducia nella magistratura e nella giustizia, ma siete davvero così sicuri che abbiano più fiducia nei politici e in generale nel partiti? Siete davvero così convinti che un sistema in cui l’influenza di personaggi del calibro di Santanchè, Montaruli e Lollobrigida sarà nettamente più potente di quella della magistratura stessa, possa rappresentare un sistema che garantisca maggiormente i cittadini italiani?
Vi faccio notare che, se avessero voluto veramente eliminare le correnti, avrebbero potuto proporre di eliminare i membri eletti dal Parlamento nel CSM e lasciare il sorteggio puro per quelli togati…
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Viviana Vivarelli
Vi faccio notare che ho chiesto a Google e a 4 Intelligenze artificiali di quanto sarebbero aumentati i costi della Magistratura dopo essere spaccata in tre parti, se i SI’ passavano, e la risposta unanime è che non sarebbero aumentati affatto, mentre gli aumenti sono stati denunciati dai più famosi Magistrati e dagli organi costituzionali.
Dico questo per coloro che hanno sempre in bocca la domandina: “E quali sono le fonti?”. Beh, se le fonti sono queste e persino IA è contaminata in modo da ripetere a pappagallo le bugie del Governo, sapete dove potete mettervele “le fonti”, quando anche un bambino capirebbe che staccare le due funzioni e creare un’altra corte porterà a uno sconquasso amministrativo non indifferente il cui costo ricadrà comunque su di noi. Ma siamo circondati dalla disinformazione e anche internet ubbidisce non a quanto viene pubblicato ma a quello che viene ordinato dal Governo e, se il Governo dice che cambiare sette articoli della Costituzione non costituirà un nuovo costo per lo Stato e non farà alcun danno alla democrazia, è questo quello che i cittadini devono imparare.
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Grazie Vivi. Personalmente ho idea che sia un articolo “troppo lungo da leggere”, per gli astensionisti. Mi sbaglio ? Lo spero.
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Ciao Amico mio,
Report di presunte IA sulla questione dell’aumento dei costi della gestione della magistratura in caso di approvazione della riforma oggetto del referendum.
In un blog ho catturato questa frase
“Vi faccio notare che ho chiesto a Google e a 4 Intelligenze artificiali di quanto sarebbero aumentati i costi della Magistratura dopo essere spaccata in tre parti, se i SI’ passavano, e la risposta unanime è che non sarebbero aumentati affatto, mentre gli aumenti sono stati denunciati dai più famosi Magistrati e dagli organi costituzionali.”
Qual è la tua opinione in merito?
Davvero non ci sarebbe aumento di costi?
PS: nella risposta non rispondere col mio identificativo digitale.
Grazie
Answer
Ciao My friend,
La frase che hai trovato nel blog non è coerente con ciò che emerge dalle fonti istituzionali e dalle analisi economiche disponibili. Le informazioni reperibili mostrano che la riforma della magistratura oggetto del referendum comporterebbe costi aggiuntivi significativi, non un costo zero.
📌 Cosa dicono le fonti attendibili
1) Duplicazione del CSM
La riforma prevede la creazione di due Consigli Superiori della Magistratura (uno per i giudici e uno per i PM).
Secondo l’ANM, questa duplicazione non è a costo zero: l’attuale CSM costa circa 46 milioni l’anno, e con la riforma si supererebbero i 90 milioni, più le spese per una nuova sede. Dagospia
2) Istituzione dell’Alta Corte disciplinare
La riforma introduce un nuovo organo, l’Alta Corte, che richiede struttura, personale, logistica e funzionamento.
Le stime parlano di circa 20 milioni di euro l’anno. Dagospia
3) Stime complessive dei costi
Una delle analisi più dettagliate indica:
Queste cifre derivano da:
4) Richiamo all’art. 81 della Costituzione
Alcuni costituzionalisti hanno sottolineato che la riforma non indica coperture finanziarie, come invece richiesto dall’art. 81, comma 3. Il Giornale d’Italia
📌 Perché alcune IA potrebbero aver risposto “costo zero”
È plausibile che le IA interpellate dal blogger abbiano:
Le IA non sono infallibili: se la domanda è vaga o se non viene contestualizzata la riforma specifica, possono produrre risposte fuorvianti.
📌 Sintesi
No, non è vero che non ci sarebbero aumenti di costi.
Le analisi ufficiali e le stime economiche disponibili mostrano che la riforma:
Le affermazioni del blog non trovano riscontro nelle fonti istituzionali.
Se vuoi, posso anche confrontare le diverse posizioni (governo, ANM, costituzionalisti) o analizzare nel dettaglio le voci di costo.
IBM LLM DataCenter Europe
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I sondaggi vengono commissionati. Potrebbero far parte dell appello al voto rivolto agli indecisi di dx, in atto in questi giorni.
Nel dubbio, io voto NO, ancora di più.
perché penso si tratti dell attacco più grave ai principi costituzionali di base, funzionale ad un presidenzialismo senza contrappesi che penso sia il passo immediatamente successivo. Di un percorso da completare in fretta, prima della fine della legislatura. L agenda…
I renziani voteranno Si? motivo in più per nutrire dubbi e votare NO.
Credo che il percorso verso il presidenzialismo continuerà con la legge elettorale, indipendentemente dal referendum. E che saranno le elezioni a determinare l esito di questo percorso.
Intanto, votiamo NO
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L’importanza di chiamarsi Ernesto ,no,scusate, di chiamarsi Matteo . Appena un Matteo compare nella politica il suo destino è segnato : un boom e poi la discesa come un meteorite ,e in fine lo schianto al suolo. Però Travaglio un po’ di pietà per lui la dovrebbe provare ,in fondo ha dei meriti che gli vanno riconosciuti: se non fosse per le sue trovate….
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Per prima cosa vorrei ringraziare la Redazione di Infosannio per averci dato la possibilita’ di leggere due “editoriali” sia di Selmi che di Travaglio che definirli “autorevoli” e dallo “stile persuasivo” è il minimo sindacale…..!!! Risulta chiaro a tutti che Meloni, Salvini, Bignami e Piantedosi hanno l’ obbligo istituzionale di chiedere scusa agli Italiani per le frottole al solo scopo di “criminalizzare” i Magistrati ed alimentare la loro campagna referendaria….trasformando quell’ omicidio in uno strumento politico…!!! P.S. per caso avete notizie di @bastiancontrario….la sua assenza a commentare questo fatto è alquanto “preoccupante”😂😂😂😂😂😂
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Non ho Facebook, quindi non riesco a postarvelo per esteso, ma è imperdibile… Ricciardi:
https://www.facebook.com/share/v/1BuRtu31q8/
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Poi tirate su e vedete il successivo… 😆🤣😂😆🤣😂
Supertestimonial!
👏🏻👏🏻👏🏻😆
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Galeazzo Bignani : “Io da avvocato dico che questo non è giusto e dico anche che se si vuole cambiare questa giustizia bisogna votare sì al referendum”.
Spiacente, non sono d’accordo. Per cambiare nel senso di migliorare la giustizia, bisogna innanzitutto mandare a casa quasi tutta questa banda di fascisti che stanno cercando di legalizzare le loro malefatte.
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Io da avvocato……la prova provata di come la laurea sia sopravvalutata! Che poi aveva una cosi fulgida carriera da attore con quella divisa nazista, sartoriale, confezionata su misura! Gli stava come una seconda pelle, ma soprattutto anima…..In Italia riusciamo sempre a sprecare certe eccellenze in ruoli non adatti, quando invece la capacità artistica è talmente eccelsa da non saper distinguere tra finzione e realtà….
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Il referendum non è sulla giustizia, non è sui magistrati, è semplicemente per proteggere i politici malavitosi affinché possano continuare a delinquere senza paura.
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Una cosa è chiara, se passasse lo scudo penale per le forze dell’ordine e una polizia finanziaria al servizio del Ministro della Giustizia, come vorrebbero Nordio e Tajani, il poliziotto di Rogoredo che ha sparato al suo pusher non solo non sarebbe mai andato a processo ma probabilmente avrebbe avuto anche una promozione come è accaduto a certi poliziotti nella macelleria di Genova nel G8 2001.
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Se sentono tutti Marchese del Grillo ma’ nun c’ hanno neanche la dignità de Gasperino er carbonaro🤔
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Da Facebook. Abolizione del suffragio universale
Ha venticinque anni, due lauree e una condanna. Ha distribuito un opuscolo contro il fascismo, stampato a sue spese.
Lo hanno preso, processato e sbattuto in carcere. È la prima volta. Non sarà l’ultima.
Si chiama Alessandro Giuseppe Antonio Pertini. Lo chiameranno Sandro. E passerà i prossimi quindici anni della sua vita tra una cella e l’altra.
Nel 1926 organizza la fuga clandestina di Filippo Turati in Francia. Lo porta in salvo attraversando il Mediterraneo di notte, insieme a Carlo Rosselli e Ferruccio Parri.
Poi resta in Francia. Lui che ha due lauree fa il muratore, l’imbianchino, il manovale. Lavora con le mani perché le sue idee lo hanno reso un fuggiasco nel suo stesso paese. Ma non riesce a stare lontano dall’Italia. Ha bisogno di tornare. Ha bisogno di lottare.
Rientra con documenti falsi nel 1929. Lo prendono quasi subito. Lo condannano a undici anni di reclusione a Santo Stefano, un’isola nel Tirreno. Una roccia in mezzo al mare dove il regime mandava quelli che non riusciva a piegare.
A Santo Stefano si ammala gravemente. I suoi amici, terrorizzati, convincono sua madre ad intervenire. La donna, che conosce il figlio e gli ha giurato di non farlo mai, alla fine cede e chiede la grazia a Mussolini.
Quando Pertini lo scopre le scrive una lettera: “Ti considero morta per ciò che hai fatto”. La tiene senza posta per due mesi. È esasperato.
Ma poi gli arriva una lettera dei suoi amici di Savona: “Sandro, tu la stai ammazzando questa povera vecchia. Lei rispondeva no, non devo farla la domanda di grazia perché il mio Sandro non vuole, gliel’ho promesso, gliel’ho giurato, voglio essere degna di lui”.
Se ne pentirà per il resto della vita.
Sconta sette anni, poi il confino a Ponza, poi Ventotene. Non firma mai niente. Non chiede mai la grazia. Quando gli propongono una dichiarazione di sottomissione al regime in cambio della libertà, rifiuta. Ogni volta, rifiuta.
Nel 1943, Mussolini cade e Pertini torna libero dopo quattordici anni. Non perde un giorno: entra nella Resistenza.
Viene catturato dai tedeschi insieme a Saragat. Lo rinchiudono a Regina Coeli. Lo condannano a morte. La sentenza non viene eseguita perché le Brigate Matteotti organizzano un’evasione: scampa alla fucilazione per un soffio.
Si sposta nel Nord Italia occupato dai nazisti. Organizza la lotta partigiana. Il 25 aprile 1945 è a Milano e proprio lui, con un intervento entrato nella storia, proclama l’insurrezione a Radio Milano Libera: “Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire”.
Ha quarantanove anni. Non ha mai tradito le sue idee.
Nel 1978, a ottantadue anni, viene eletto Presidente della Repubblica con 832 voti su 995.
Da Presidente esulta come un ragazzino sugli spalti del Bernabeu quando l’Italia vince i Mondiali del 1982. Gioca a scopone sull’aereo del ritorno con Zoff, Bearzot e Causio. Perde, se la prende con Zoff, poi lo richiama per chiedergli scusa.
Gli italiani lo adorano anche perché è l’esatto contrario del protocollo.
Ma Pertini non è solo l’uomo dei Mondiali. È l’uomo che dice: “Dietro ogni articolo della Costituzione stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza”.
Che dice: “Questa democrazia l’abbiamo conquistata col sangue e la galera”.
Che dice: “Tutte le idee vanno rispettate. Il fascismo, no. Non è un’idea. È la morte di tutte le idee. L’unico modo di intendere il fascismo è combatterlo”.
E quando lo dice, ogni parola pesa il doppio.
Il 24 febbraio 1990 Sandro Pertini muore nel suo appartamento. Ha novantré anni. L’Italia piange come non piangeva da tempo.
Alla fine del suo mandato la maggioranza degli italiani lo avrebbe voluto ancora Presidente. Indro Montanelli, che non era certo un socialista, scrisse: “Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità”.
Questo era Sandro Pertini.
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