
(Giancarlo Selmi) – Mi astengo dal commentare le dichiarazioni di Salvini, perché le conoscete tutti e farlo equivarrebbe a sparare sulla croce rossa. Non posso astenermi però, dal commentare ciò che disse quello che ai compleanni si vestiva da nazista, tale Galeazzo Bignami che, per inciso e per dignità di cronaca, è il capogruppo di FdI, quindi non un passante. Dopo l’omicidio di Rogoredo, era il 29 gennaio, tal Bignami a “Diritto e rovescio” disse: “Questo si gira, gli punta una pistola, il poliziotto gli spara, ahimè lo uccide, e la magistratura lo indaga per omicidio volontario”.
Proseguì: “Io da avvocato dico che questo non è giusto e dico anche che se si vuole cambiare questa giustizia bisogna votare sì al referendum”. Il solito attacco alla Magistratura e il solito demente aggancio di qualunque cosa agli esiti del Referendum. Meloni non mancò di fare la stessa cosa quando, riferendosi alla, secondo lei, esigenza primaria del Paese di avere una Magistratura che non ostacola, si riferì, fra le altre cose, ai fatti di Rogoredo. Rispondendo a Bignami e a Meloni: sì, è giustizia quella che indaga sullo spacciatore e sul poliziotto che lo uccide.
È giustizia quella che indaga sul ladro di galline e sul sottosegretario. È proprio così che vogliamo la giustizia ed è l’opposto di quella che vogliono Bignami e la sua capa. Comunque avevano ragione entrambi: dopo il sì al referendum questa indagine sul poliziotto corrotto, non ci sarebbe. Una persona ammazzata perché non intendeva pagare il pizzo e il poliziotto corrotto starebbe tranquillo. Anzi di più, se Mattarella li avesse lasciati fare, a quel bandito poliziotto, gli avrebbero concesso un meraviglioso “scudo penale”.
Dare a chi ha il potere di un’arma e di una divisa, la possibilità di usare divisa e arma come crede, senza il timore della legge, è una cambiale in bianco che una società civile, una democrazia liberale non può permettersi. Tanto quanto non possa permettersi di togliere alla Magistratura indipendenza e possibilità di indagare sia sul pusher che sul poliziotto. Ma, soprattutto, sul potere economico e politico. È proprio questo quello che stanno perseguendo con la loro schiforma: ottenere un salvacondotto per i potenti, politici inclusi. Per le cose che faranno o che hanno già fatto.
Sanno che una Magistratura indipendente rappresenta un pericolo. Per loro non per i cittadini. Perché vogliono essere esenti da indagini. Perché vogliono il potere assoluto. Perché vogliono stravolgere la Costituzione modificandone sette articoli. Mi chiedo: perché un cittadino dovrebbe avere paura dei magistrati e non avere paura di un poliziotto corrotto o stupido autorizzato a maltrattare o addirittura sparare chi non si allinea? Io non delinquo, non ho scheletri nell’armadio, perché dovrei avere paura dei magistrati? Meno indipendenza per la Magistratura e libertà assoluta alla polizia? Ma stiamo scherzando?
FERMIAMOLI. VOTIAMO NO.
Toghe-politici 51 a 12
(Di Marco Travaglio) – Anche dopo l’ultimo sondaggio Ixè che dà i No in forte vantaggio, al referendum può ancora accadere di tutto. Ma già questo è un miracolo: due mesi fa la partita pareva persa in partenza. Il merito, oltreché dei giuristi, giornalisti, politici, artisti, attivisti e semplici cittadini che si battono per il No, è anche e soprattutto del governo Meloni e dei trombettieri del Sì. Che spingono a viva forza gli indecisi a bocciare la schiforma costituzionale perché la spacciano per un rimedio contingente per raddrizzare questa o quell’indagine o sentenza a loro sgradita. Come se fosse un regolamento condominiale. Mentono sapendo di mentire e di non essere smentiti (i famosi fact checker, sistemato Barbero, sono andati in ferie). Ma, dopo il frittomisto di balle impunite su Garlasco, Tortora, bimbi nel bosco, algerino in Albania e Sea Watch, hanno pestato il classico merdone. Invocavano un Sì per salvare gli eroici poliziotti-giustizieri alla Cinturrino dalle toghe-pusher e preparavano per costoro un bello scudo penale. “Io sto col poliziotto senza se e senza ma”, sentenziava Salvini 37 minuti dopo i fatti di Rogoredo, attaccando l’indagine “eccessiva, ingenerosa e gratuita” di “quel pm” che apriva un “fascicolo odioso come se l’agente avesse sparato per uccidere”. Poi il pm, grazie al fascicolo odioso, ha scoperto che l’agente aveva sparato proprio per uccidere il tizio disarmato e fabbricato false prove per dimostrare l’opposto. Riecco Salvini dopo la cura: “Non entro nel merito di fatti che non conosco” (ma va?). Ora che Centurrino è stato arrestato, Salvini pretende che “l’agente che sbaglia paghi doppio”: ma lo “sbaglio” l’ha scoperto sempre quel pm proprio perché ha disobbedito ai diktat del governo e agli annunci-minacce di scudo penale.
Anche Piantedosi ora fa il furbo e si vanta di aver sempre escluso scudi per chicchessia. Purtroppo aveva detto l’opposto: e cioè che Cinturrino, con lo scudo del dl Sicurezza, “avrebbe potuto fruire del beneficio dell’inversione dell’onere della prova. Perché è evidente che c’era una causa di giustificazione molto evidente”. Era evidente perché lo diceva lo sparatore, mentre lo sparato non poteva smentirlo perché era morto ammazzato. Ora l’unica cosa evidente è che i fatti è meglio lasciarli accertare dai pm, non dai politici. La parte più interessante del sondaggio Ixè riguarda proprio la fiducia degli italiani nei magistrati (salita al 51% dal 45% dell’anno scorso) e nei politici (12%, contro il 14% di un anno fa). Grazie al governo, anche chi non sa nulla del referendum ha capito che i politici del Sì vogliono fare le indagini e scrivere le sentenze. E i cittadini, anche i più diffidenti verso i magistrati affiderebbero la giustizia a tutti, forse persino a Wanna Marchi: ma mai a un politico.
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ora molti di quelli che erano favorevoli allo “scudo” fischiettano,
facciamo rivedere le prime pagine dei giornali con le loro dichiarazioni i loro post e i manifesti per il SI, OGNI GIORNO.
e nel nostro piccolo di infosannio, quelli che erano sicuri che si è trattato di legittima difesa.
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Dal Papeete in poi Salvini non ne ha azzeccata una. E ora la Lega rischia pure di sparire. Nei sondaggi è già sotto Avs:
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magari, ma cogli00ni che li votano li trovano sempre o magari passano per l’altro gemello: CATENACCI
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Figurarsi, nel teatrino del circo di Maria Antonietta i pagliacci non si smentiscono mai e non perdono una sola occasione per dimostrarci il loro valore. Ma anziché sparire nell’iperuranio una volta per tutte presi a calci nel sedere, questi rimangono li a sparare castronerie a raffica, foraggiati dalle nostre tasse. Ormai è una gara a chi la dice più grossa, tra Superciuk, il cazzaro felpato, il nazistello per gioco e Piante&dosi. Alla collezione mancano Lollo e Minnie, purtroppo spariti dai radar e non avvisati per l’occasione del referendum porcata in salsa P2, ma c’è ancora un mesetto per toglierci qualche soddisfazione. Ci strapperanno ancora qualche triste risata. Intanto preparo i pop corn per il 24 marzo. Ci sarà da ridere di sicuro.
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I governativi stanno capendo che butta male, infatti si stanno affannando a dire che non è un voto sul governo. La cosa potrà risultare accettabile se la sconfitta sarà di misura, qualche punto. Ma davanti a un 60/40?
Io voto NO e sto con Gratteri.
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“i famosi fact checker, sistemato Barbero, sono andati in ferie”
Il più famoso ha “in casa” un conflitto di interessi grande come l’ Everest.
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