
(Giancarlo Selmi) – Mettiamo un po’ d’ordine: Gratteri rilascia un’intervista in Calabria e, riferendosi alla Calabria, dice che le ndrine, i poteri forti e i corrotti voteranno sì al referendum. La suddetta dichiarazione viene scientemente e colpevolmente modificata, con l’evidente scopo di poterla poi utilizzare per attivare la solita merda nel ventilatore. Un rivoltante attacco basato su di una menzogna, che ha trovato i giornalini di Angelucci, con la schiera di similgiornalisti un tanto a parola, pronti a fare diventare una menzogna una cosa vera e scandalosa.
Gratteri chiarisce da Formigli e ribadisce ciò che ha detto. Smentisce categoricamente la versione fatta girare, “tutti quelli che votano sì sono mafiosi e corrotti” (versione che ometteva, peraltro, di aggiungere “poteri forti”, pur nominati da Gratteri, perché in quella “nuova” versione non avrebbe avuto senso). Reazioni: insulti da brividi da parte di deputati, senatori, cariche istituzionali e perfino dal ministro. Auspicando esami psico attitudinali e altre amenità simili e anche peggiori. Il giorno dopo “mitraglietta” Mentana aggiunge il suo carico di veleno dicendo nel suo TG che Gratteri aveva “cambiato” la versione.
Passano un paio di giorni e l’ineffabile Carletto definisce “paramafioso” il CSM, offendendo il Presidente della Repubblica che, di quel organismo, è il Presidente. E, parlando di correnti, la memoria di Falcone e Borsellino. Il tutto mentre Atreju e l’improbabile comunicazione di Fratelli d’Italia, sfornano, con l’AI, l’immagine di un Giudice che bacia una Black Block. Oltre a una serie di giovani di bell’aspetto (sempre AI) con un cartello sul quale in bella evidenza compare una scritta: “sono una brava persona e voto sì”.
Fake news, menzogne, vignette di pessimo gusto, stravolgimento della realtà, tutto fa brodo per la classe politica più ignorante della storia. Tutto meno spiegare quali siano i reali motivi che sono dietro a una schiforma che pretende modificare ben sette articoli della Costituzione. E quando cercano di spiegare quei motivi, diventano i migliori sponsor del NO. Carletto lo ha detto chiaramente almeno due volte: “vogliamo controllare la magistratura”. A lui si è aggiunto Tajani che, con la consueta leggerezza ha detto che il prossimo passo sarà sottrarre la Polizia Giudiziaria dagli ordini dei PM.
Cosa gravissima. Significherebbe mettere sotto il controllo del governo chi dovrebbe occuparsi delle indagini. Quindi avere il potere di stopparle, rallentarle o qualunque altra cosa quando le indagini non fossero gradite al potente di turno E, badate bene, tale variazione si farebbe con una legge ordinaria. Il disegno è chiaro e va stoppato. Per la destra questo referendum è la madre di tutte le battaglie e per vincerlo stanno andando in fibrillazione. Solo questo dovrebbe insospettire. Il nervosismo, alla luce degli ultimi sondaggi, è altissimo.
È un referendum che, nonostante la circospezione della Meloni, è diventato solennemente politico e il risultato, se vincesse il NO, potrebbe diventare letale per la biondina della Garbatella. Votiamo NO, fortissimamente NO, sontuosamente NO.
È il primo passo per restituirli ai loro ambienti sotterranei, sapete quali siano, o al loro tradizionale posto in fondo a destra.
Fascisti su Marte
(Di Marco Travaglio) – Ogni giorno, grazie ai fantasisti del Sì, se ne scopre una. L’ultima è di Capezzone, che sul Tempo arruola nientemeno che Giordano Bruno “contro i nuovi inquisitori” (non quelli che vogliono tappare la bocca a Barbero, d’Orsi e Albanese, ma i “tenutari di media e cultura ufficiali”, ovviamente progressisti: e lo scrive uno dei tre giornali del senatore leghista Angelucci). Del resto nell’Inquisizione si erano scordati di separare le carriere. Intanto il Foglio fa scomunicare i parroci e i vescovi (“La Chiesa pancia a terra per il No”) da “Leone XIII e Giovanni XXIII che volevano la divisione dei poteri”: due antesignani di Nordio. Ed ecco pronti i Cattolici del Sì con Marcello Pera (che è ateo, ma fa niente: buon peso). In attesa di sapere come vota la Santissima Trinità (probabili un Sì, un No e un astenuto), si passa a un altro tema appassionante: e i fascisti? In attesa di sondare fenici, cartaginesi, assirobabilonesi e longobardi, il Pd certifica che i fasci di CasaPound votano Sì. E il Giornale replica: “È uno sfregio a Tortora”, che non si capisce bene cosa c’entri, nessuno sa come voterebbe, ma essendo una persona seria difficilmente deciderebbe in base a cosa vota CasaPound.
Il Dubbio rinfaccia al Pd “il nonno di Elly Schlein che voleva separare le carriere’”, quindi la segretaria si dia una regolata, a meno che non trovi una prozia che diceva il contrario. I giureconsulti del Sì, Sallusti e Bocchino, obiettano che Matteotti e Togliatti sono per il Sì (ci hanno parlato loro). E l’intero coro del Sì si eccita per la “medaglia d’oro della Resistenza” Giuliano Vassalli, ministro della Giustizia dei governi Goria, De Mita e Andreotti per conto di Craxi (un quadruplo ossimoro), talmente favorevole alla separazione delle carriere che restò quattro anni in via Arenula e non si sognò mai di proporla. Poi riappare il fascismo grazie al Foglio (“Il vero antifascismo è votare Sì”, “Gli antifascisti del No la pensano come Mussolini”) e ad Augusto Barbera, cinque volte deputato del Pci-Pds e poi giudice costituzionale in quota Pd (“L’appartenenza di tutti i magistrati alla medesima carriera era funzionale al processo di tipo inquisitorio previsto dai codici fascisti”). Peccato che a unificare giudici e pm siano stati il governo La Marmora I (1865) e più compiutamente il ministro Zanardelli del Crispi I (1890). E Zanardelli non era un fascista. Era un liberal-socialista: grazie a lui l’Italia abolì la pena di morte decenni prima del resto d’Europa. L’ordinamento Grandi (1941) non fece altro che aggravare la dipendenza dei pm dal governo perché indagassero solo su ciò che voleva il regime. Lo stesso sogno di Nordio e dei suoi trombettieri di ogni colore, purtroppo ancora ostacolati dalla maledetta Costituzione: gli antifascisti su Marte.
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GRAZIE…. alla Redazione di Infosannio per la pubblicazione di questi super-super editoriali di: Giancarlo Selmi e Marco Travaglio….!!! P.S. mi scuso per “il maiuscolo”….!!!
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Il nervosismo sale sempre di più nel circo dei pagliacci nostalgici di Maria Antonietta, specie ora che l’asteroide a forma di urna si avvicina velocemente alla terra dei cachi… chissà perché. Nel frattempo si moltiplicano le castronerie dette pro si. Tra una Nordiata e l’altra, prepariamoci a scoprire a reti TV ed edicole unificate che mettere il parmigiano sugli spaghetti allo scoglio è l’invenzione di qualche toga rossa comunista.
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Se dipendesse da ciò che scrivono non cambierebbe granché visto che quasi nessuno legge quello che preferiscono sulla carta . Il problema è un po’ più serio per le TV nelle quali si assembrano in processi , quelli sì a carriera unificata, dove cantano in coro .
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Si il problema serio sono effettivamente le TV, anche perchè quotidiani e giornali ( ben controllati comunque ), li leggono davvero in pochi, la penso come te Cesare. Le TV con i loro programmi e talk shaw demenziali, sono la rovina delle menti degli italiani.
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Guardare la TV oggi è una forma di perversione mentale così come è quella di chi ancora appoggia questo governo grottesco. Sbagliare è umano ma perseverare è inqualificabile. Sembra di vivere in un universo parallelo dove tutto accade senza una logica accettabile.
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E credo che a breve dovrebbe andare in onda, non ricordo su quale canale, una fiction sul caso Tortora…..guarda a volte le coincidenze! Che la televisione sia un laboratorio di propaganda/manipolazione lo aveva già capito decenni fa Pasolini, e probabilmente i talk show sono quelli che incidono meno rispetto a film, fiction, programmi di intrattenimento/spettacolo che hanno il vantaggio di una apparente neutralità apolitica e condizionano attraverso immagini, molto più persuasive e potenti rispetto alla semplice comunicazione verbale……le parole, salvo quelle semplificate in slogan, che si fissano nel cervello, tendono ad essere dimenticate, soprattutto in un contesto di over cacofonia azzerante l’ attenzione su ciò che è essenziale e determinante, mentre le immagini restano, anche inconsapevolmente, e sedimentano, modificando memoria, mentalità, comportamenti e sentiment……cioè la cosiddetta pancia che agisce eludendo i processi mentali cognitivi razionali di costruzione ed elaborazione del pensiero, e soprattutto associa il sentito all’ immagine nella reazione alla scelta, volutamente acritica da parte di chi usa questo noto strumento……Sarebbe molto interessante analizzare quali film o fiction siano stati mandati in onda in determinati periodi per capire la reazione delle cavie da laboratorio cui siamo ridotti ormai da decenni, decenni e decenni……considerando poi la fine, metaforica, delle cavie: sacrificate al termine dell’ esperimento! Spegnere la televisione allunga la vita……
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è un circo di ignoranti e cialtroni, non so come fa la gente a comprare ancora i giornali o abbonamenti online, a meno che non siano anche loro ignoranti e cialtroni, ci sta
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si attende replica di bastian contrario, recentemente scriveva di stare con augusto barbera……
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cucchiiiiiii!!!!
A te bastano due frasi di MT per stendere al tappeto uno come Augusto Barbera.
Mito per sempre.
A me piacerebbe un confronto serio tra Barbara e MT. Quello si.
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MT ad esempio dimentica di dire che si, il fascismo non fece altro che rafforzare la riforma di Zanardelli, ma che quella riforma vedeva giudici e pm come funzionari sottoposti al potere del ministro della Giustizia, quindi del governo. Lo stesso CSM, istituito nel 1907, non era un organo autonomo, ma operava sempre sotto il controllo del governo.
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chi se ne fotte di Barbera et simili,
a me basta sapere come voterai,
per fare il contrario ed essere nel giusto
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Ho già scritto per ben due volte che voterò NO. L’unico dubbio che mi spingerebbe all’astensione riguarda i post tuoi e di tanti altri ronzini che circolano su questo blog.
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dichiari di votare NO ma fai propaganda per il Si
sdoppiamento della personalità?
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Nooo. È solo che mi sta sulle palle l’elettore medio del NO tipo te.
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E’ molto probabile che Nordio per questa riforma si sia ispirato al Barbera
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@ cucchifabio65 da fonti attendibili e riservatissime…. risulta che sia in “preghiera” in un convento situato sul Monte Penna per chiedere perdono al Cielo per aver propagandato il “si” al referendum…!!!! “votero’ “NO” convintamente……..mi ravvedro’ sicuramente…..queste sono le ultime parole di @ bastian pronunciate prima di rinchiudere il portone dietro di se……..
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E questo potrebbe essere un esempio di risultato, se purtroppo il SI dovesse prevalere sul NO:
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Grazie Selmi.
Io Voterò NO, fortissimamente NO, sontuosamente NO.
E se con il no questa destra si rimanda al vecchio ambiente sotterraneo o al solito posto in fondo a destra, vorrà dire che abbiamo preso due piccioni con una fava.
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La gioggia al capezzale del bimbo da trapiantare… PROPAGANDA,SOLO PROPAGANDA …sempre prima di matt…. per i bambini di gaza però nulla …nulla..
come un prodotto commerciale… pubblicità regresso…faremo,,,faremo,,,faremo,,, aspetta e spera..,,, invine …volareeee….volareeeee…nuova compagnia aerea personale.ITA-VIA-MELONI!
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I bambini di Gaza sono una cifra statistica asettica, nessuna immagine, nessun audio, perché sarebbe stato emozionalmente dirompente per la coscienza collettiva vedere o sentire dolore e sofferenza…. scatta quasi automaticamente il cum patere…..lo sanno, lo evitano ! E se qualcuno avesse usato lo stesso linguaggio comunicativo del film “ La zona di interesse “ dove ad immagini serene e gioiose si associa un sottofondo audio , in lontananza, di lamenti e suoni raccapriccianti, sarebbe stato ancora più incisivo…..pensa a come avrebbero reagito le persone se l’ audio delle immagini della nuova Gaza, con spiagge, drink, resort , fosse stato quello di grida, lamenti e pianti disperati di bambini……
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Gentile Alessandra sono stato , due sere fa qui a Roma, ad un incontro spettacolo informativo organizzato da una ONLUS di nome La Gazella che si dà da fare per quei poveri disgraziati di Ghaza. C’erano filmati che facevano vedere la realtà palestinese ed un video pubblicitario di un’agenzia immobiliare israeliana che anticipava la realtà dal suo punto di vista ( grande Israele dal Nilo all’Eufrate, resort, hotel, famiglie di tanti figli tutti felici etc). senza quegli “altri” tra i piedi. Il risultato finale era ripugnante, disgustoso. Insopportabile. Le parole adeguate per definire la bionda signora e tutto il suo governo che vogliono fare da complici silenti di uno sterminio non sono riproducibili, per evitare querele. Però le PENSO TUTTE.
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Se le carriere fossero separate anziché unite, l’uomo-marketing del F.Q. nonché ideologo di ciò che resta del M5S, troverebbe un’infinità di motivi, frasi e precedenti per sostenere un giorno si e l’altro pure che unirle sarebbe una “schiforma”, qualora proposta da chi non gli sta bene.
E invece hanno scritto una boiata come la riduzione del numero parlamentari (che già si stanno spartendo il misero risparmio generato) senza mettere mano a legge elettorale, senza ridisegnare i collegi sulle nuove basi, senza ecc. ecc.
Qualcuno ha sentito uno dei tanti Zagrebelsky e Tavavaglio dire qualcosa a proposito di quell’ultimo vano tentativo di salvarsi la quota di elettorato? Macché: tappeti rossi! (rossi: in effetti, neri non potevano certo essere 🙂
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Dimenticavo
Se le carriere fossero separate anziché unite, “nell’attuale quadro che vede praticamente tutti i paesi occidentali prevedere carriere separate”
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“(che già si stanno spartendo il misero risparmio generato)”
È possibile aggiungere anche che ai partiti, con la riduzione dei parlamentari, è stata offerta la possibilità di selezionare una classe politica più responsabile; la reazione dell’ elettorato si può riassumere col dato della astensione 2022 davanti a cacicchi, capibastone, fossili, amici e parenti. Anche dopo il referendum sul finanziamento ai partiti (1993) la politica reagì in modo “sano”, aggirando la volontà popolare con i “rimborsi elettorali” .
“..senza mettere mano a legge elettorale, senza ridisegnare i collegi sulle nuove basi, senza ecc. ecc.”
Il referendum riduzione parlamentari si svolse il 20-21 settembre 2020, rinviato rispetto a marzo per la pandemia COVID.
Il Conte 2 venne sabotato pochi mesi dopo (dimissioni 26 gennaio 2021), sempre con pandemia in corso.
Il tuo modo di esporre è parecchio diffuso, e mi riferisco alla grande stampa: poiché la corruzione della informazione è la norma (devono adattare le notizie in base a sviluppi e decisioni sovranazionali), i giornali impostano i messaggi in maniera da escludere che vi possano essere agganci a situazioni precedenti. Scoraggiano la ricerca, possiamo dire, usando date e previsioni a piacimento. Perciò la guerra è iniziata a febbraio 2022 e Putin, malato , con un esercito di ubriachi e economia a pezzi, arriverà a Lisbona, perciò servono tante armi per difenderci. Tutto lineare.
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non capisco tutto questo nervosismo, si dice che vince il si, state sereni
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Volevo capire una cosa da un sostenitore del Sì al Referendum ( ammesso che ci sia su Infosannio e mi legga).
Mettiamo che al Tribunale di Palermo dei Giudici “comunisti” o avversi al Governo decidano ( e lo hanno fatto) di sanzionare l’Italia per la questione Sea Watch e un giudice sempre comunista o avverso all’attuale Governo decida un rimborso ad un clandestino, pluriarrestato, accusato di una serie di 23 reati e 2 espulsioni.
Bene, con la vittoria del Sì come sarà possibile che “quei giudici comunisti” non operino più in tal senso. Come la “separazione delle carriere” renderà impossibile sentenze del genere?
Non vedo alcun nesso.
p.s. “un giudice comunista” l’extracomunitario che ha commesso 23 reati e che aveva 2 decreti di espulsione lo avrebbe sciolto nell’acido….
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Credo che tu abbia centrato il punto.
Personalmente, non sono ancora riuscito a trovare un sostenitore del SI che sia in grado di citare almeno un singolo esempio concreto di una qualunque vicenda giudiziaria del passato che avrebbe certamente beneficiato di questa riforma, se quest’ultima fosse stata già in vigore. Nemmeno a cercarlo col lanternino: niente, zero totale, stavolta non si può nemmeno evocare il fantasma del povero Tortora.
I tecnicismi nel merito degli effetti della riforma, a mio avviso, contano fino ad un certo punto, anche perché non tutti sono in grado di comprenderli a fondo.
La vera domanda che ogni elettore attivo dovrebbe porsi, tuttavia, è una domanda che prescinde dai tecnicismi, ed è fondamentalmente questa: con questa riforma, che cosa ci guadagno? Ovviamente “guadagno” inteso in termini di giustizia come cittadino, dato che si chiama “riforma della giustizia” (anche se sarebbe stato molto più corretto definirla “riforma della magistratura”).
Senza guadagno, non si vede per quale motivo bisognerebbe approvare qualcosa che, nella migliore delle ipotesi, non avrà alcun effetto.
A questo punto, l’unico motivo per votare SI rimane l’appartenenza politica, un motivo che in parte capisco ma in parte compatisco.
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Io voterò SI. A giudicare da queste pagine sarò uno dei pochi in tutta Italia. Va detto che il tema mi appassiona il giusto, ovvero pochissimo, e mi scalda ancora meno. Sembra rodere di più ai sostenitori del NO, che in assenza di proposte politche concrete, si aggrappano a qualsiasi mezzo pur di fare casino e attaccare il governo.
Ho deciso per il SI mesi addietro, prima che si scatenasse quest’orribile propaganda disinformativa politicizzata da ambo le parti. Chi è attento, infatti, come molti qui, sa che se ne parla da quasi un anno e non da un mese e mezzo. Avrei preferito non sentire sciocchezze tipo ‘il caso Tortora non si sarebbe verificato’ oppure ‘mai più Garlasco’, esempi che, nella migliore delle ipotesi sono errati, per non dire a sostegno del NO. Non mi metto a citare gli strafalcioni opposti, diamo per scontato che sbaglino solo gli altri. Quindi all’interlocutore sopra confermo che non sono in grado di citare un caso passato che sarebbe andato a finire diversamente se fosse esistita la riforma. Magari c’è e io non lo so, magari non c’è. Ma non credo sia quello il punto della riforma. Nel mirino, per quel che ho compreso io, c’è l’indebolimento delle correnti della magistratura e la divisione netta dei percorsi formativi, e a me sta bene. E’ altresì vero che il giudice ‘rosso’, nell’esempio sopra citato, che stabilisce un risarcimento al delinquente, continuerà a ragionare in quel modo. Però il giudice non fa tutto da solo, quindi supponiamo che ci sia un PM ‘rosso’ che chiede il risarcimento (I PM possono anche difendere, non so quanto accada nei fatti), il giudice ‘non rosso’, non amico, non della stessa famiglia, non della stessa scuola, con formazione diversa, potrebbe invece decidere che tale risarcimento non sia dovuto. Forse non è risolutivo, ma almeno si apre alla possibilità che in tribunale non siano tutte coppie (giudice/pm) dello stesso movimento politico, rendendo troppo politicamente orientato il giudizio. In pratica si vuol rendere meno probabile la vicinanza (ideologica?) tra i due ruoli della magistratura. Non so se funzionerà, se c’erano altri metodi, se tutto è inutile, se nasconde altro a cui io non arrivo… so solo che dovendo scegliere (non essendoci il quorum mi sento obbligato ad andare) propendo per il SI. E ogni velato o meno insulto che leggo contro il SI, la destra etc, non pensate faccia bene alla vostra causa.
Ps considerando che a tutti risulta impossibile non disprezzare chi la pensa diversamente, che non è riconosciuta dignità a chi non la pensa come voi, ha davvero senso confrontarsi?
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Se è per quello, se ne parla fin dalle ultime elezioni politiche (era un punto cardine del programma di FdI).
Riassumendo: sei favorevole alla riforma della giustizia, ma non sei in grado di spiegare quali benefici avrebbe sulla giustizia.
Tuttavia, come giustamente hai osservato, il punto della riforma della giustizia non è la giustizia: è colpire il cosiddetto correntismo della magistratura, che è una cosa che ha poco o nulla a che fare con la giustizia propriamente detta.
Sicuramente sarai più informato di me sul tema, ma il mio ragionamento da ignorante è un altro: non senti la puzza di bruciato di un Governo che finora, in tema di “giustizia”, si è mosso legiferando a favore dei delinquenti (e non poco: segnatamente, con provvedimenti come la depenalizzazione abuso d’ufficio e la rimodulazione traffico di influenze illecite), e adesso ti vende come riforma “della giustizia” una cosa che non rende in nessun modo la giustizia più giusta, non snellisce di un millimetro il lavoro dei tribunali, ma colpisce soltanto la magistratura?
E ancora: essendo per l’appunto ignorante in materia, chi mi garantisce che, una volta che la riforma fosse vigore, questa non possa essere propedeutica ad ulteriori forme di controllo politico sulla magistratura e/o sul suo operato, magari ottenibili tramite leggi ordinarie?
Perdonami, ma la mia sfiducia nei proponenti è superiore a quello che potrebbe essere il mio giudizio nel merito, anche perché si tratta di un merito decisamente troppo tecnico.
Se a te sta bene indebolire le correnti, perché ritieni che la giustizia soffra di giudizi politicamente orientati, rispetto la tua opinione ma non la condivido, principalmente perché ritengo che con la commistione tra politica e malaffare che c’è in Italia la magistratura andrebbe semmai rafforzata nella sua indipendenza, e poi perché il problema dei presunti giudizi politicamente orientati personalmente non lo vedo, ma anche se ci fosse comunque non verrebbe risolto da questa riforma.
Questa è la mia onesta opinione: ha senso che te l’abbia esposta? Non lo so, dimmelo tu.
Se non ha senso, pazienza.
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Buongiorno Rustin S. Cohle,
io voterò no ma in altri frangenti avrei potuto votare si.
Gli altri ‘frangenti’ sono fondamentalmente il fatto che la dichiarata sottrazione di indipendenza per assoggettare la stessa al governo del momento (corrente) è solo presunta.
Potrebbe accadere come non cambiare niente.
Dipende assolutamente, in caso vincesse il Sì dai, decreti attuativi che poi determinerebbero l’effettivo funzionamento, e dovrebbero essere sostantivamente ‘in peggio’ altrimenti a cosa sarebbe servito tutto questo circo Barnum?
Quei decreti sarebbero oggetto di mercimonio e comunque non eterni.
Per non replicare altri, quello che Le ha risposto Jonny Dio e se vuole leggerli i miei commenti non costituiscono una certezza al massimo un’allerta, un popolare ‘fidarsi è bene non fidarsi è meglio’.
Indi per cui poscia non attribuisca elevato valore a commenti di chi non può fare altro che seguire la corrente per spacciarla come pensiero critico.
Questo referendum e tutta la bolgia che gli ruota attorno è una delle tante occasioni per nascondere la polvere sotto il tappeto.
I problemi enormi che abbiamo noi Italiani come molti altri popoli sono di differente peso, misura e impatto.
La realtà amara è che rappresentano una malattia a cui al massimo si può applicare un placebo, di certo difficilmente curabile.
E non ci sono medici all’altezza dell’immane compito.
Scelga se vuole il ‘colore’, io non saprei indicarglielo.
E allora meglio parlare d’altro caricandolo di valore posticcio.
A questi apprendisti stregoni serve ‘individualmente’ per sopravvivere.
Perché dirigono un giornale, o scrivono per esso, o allestiscono una trasmissione.
Non certo per ‘erudire’ una quantità indefinita di presupposti dichiarati incapaci di intendere e volere.
Ai miei genitori, ai miei nonni non fu chiesto ‘avete capito cosa c’è scritto nella Costituzione, lo condividete concetto per concetto, articolo per articolo?’
Sia sincero con sé stesso pensando a tutti gli altri presenti anche qui: quante volte l’ha letta, quanto ne ha compreso, quanto ha verificato se è stata ‘rispettata’?
Io l’ho fatto tre volte e le assicuro che nonostante la mia cultura accademicamente definita ‘superiore’ attribuita a chi ha lavorato con laurea, logica, potere cognitivo (presunto) e armamentario a corredo, riguardo alcuni articoli e concetti ritengo che non li abbiano pienamente compresi neanche gli estensori.
Ora si metta nei panni di chi neanche l’ha mai letta e se l’ha letta neanche l’ha capita, e se l’ha capita ha capito il contrario, è davvero in grado di percepire la profonda differenza fra funzioni e carriere, tra ruoli, tra CSM unico e CSM doppio con CSM a controllo e via andare?
Io rispetto il suo dubitare è assolutamente lecito per me se è sincero.
I problemi che abbiamo come, mi consenta il termine, popolo, sono decisamente altri.
E tali restano, enormi senza solutori all’altezza.
Una chiarificazione:
il PM ‘difende’ ‘indirettamente’ perché al massimo chiede l’assoluzione o l’equivalente del non luogo a procedere prima del e nel processo.
L’avvocatore difensore chiede esplicitamente l’assoluzione portando testimoni a difesa insieme a prove a difesa.
IL PM non porta prove e testimoni a difesa e qui è il vero valore potenziale della terzietà.
Il convitato di pietra è proprio l’assente:
il popolo italiano,
nel nome del quale viene emessa una qualsiasi sentenza.
Purtroppo, molto spesso è solo un film.
Ma è comunque bello ‘illudersi’ che a partire dalla donna violentata, per arrivare al lavoratore menomato e/o morto sul lavoro, al manifestante massacrato a sangue da una ‘forza dell’ordine’,
PM e giudice, separati o no,
magari 50 anni dopo,
venga resa giustizia.
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Esempi concreti ne esistono a iosa.
Stiamo parlando di processi ‘penali’ perché solo là esistono le due figure.
Nei processi civili non esiste il PM, ma esiste il giudice e di conseguenza è coinvolto se l’architettura attuale viene modificata.
Ma gli esempi esistenti comunque NON riguardano il cittadino comune che quasi mai è coinvolto.
Processo ‘del circeo’ : per l’uccisione di una ragazza ad opera di due assassini uno resosi latitante e successivamente dichiarato morto, l’altro catturato, detenuto, liberato e autore di altri due omicidi.
Il cittadino comune magari residente in Val D’Aosta cosa ci avrebbe NON guadagnato?
Se passa la riforma cosa gli cambia?
Il calcolo delle convenienze è completamente fuorviante.
Di protagonisti in materia, ne ho sentiti diversi ma io che non sono ‘esperto’ posso solo osservare che risulterebbe un ottimo viatico per veri profondi peggioramenti che coinvolgerebbero non solo i magistrati ma anche cittadini comuni.
Sarebbe auspicabile smetterla di ciarlare sul fatto che con la riforma si può difendere meglio chi essendo più ricco può permettersi avvocati più costosi.
Perchè ora non è già così?
Il processo sui morti per amianto in Piemonte non è finito forse con un drastico ridimensionamento delle pene ?
E quello per i morti del Vajont?
E quello per i morti di Viareggio ?
E quello per i morti della strage di Piazza Fontana dove i parenti debbono (dovrebbero) pagare le spese milionarie della causa (persa)?
E quello che si annuncia sul crollo del ponte Morandi?
A questi cittadini comuni quanto maggiore svantaggio porterebbe la riforma?
E il processo Sofri?
E i processi sui massacratori della Diaz a Genova?
E la condanna di Marini a Parma?
E l’uccisione di Serantini?
Di Giorgiana Masi,
di Walter Rossi,
La pantomima del processo a Placanica (Carlo Giuliani)
di Fabrizio Ceruso,
Franceschi,
Luca Rossi,
Paolo Rossi
…
In ognuno di questi processi cosa ha avuto a proprio vantaggio il cittadino comune?
In molti di questi PM e giudice hanno fatto a gara per ‘assolvere’ gli assassini, con ruoli prestabiliti sapendo che poi al processo d’appello tutto si ribalta.
La amara verità è che molti ‘magistrati’ non hanno bisogno di essere messi sotto il tacco: a loro un sistema che li protegge assolutamente, dove possono rovinare la vita con impostazioni sbagliate e mai pagare, sta già bene così, sono entusiasti di garantire il motivo della loro esistenza: garantire lo status quo e fregiarsi dell’autonomia decisionale riservatagli dalla Costituzione.
Sarebbe anticostituzionale se un magistrato che commette un grave sbaglio finisca in galera, sia costretto ai risarcimenti anche milionari?
Il dott. Gratteri dice una cosa profonda:
cambia la funzione del PM che oggi ragiona con due teste e sa che può rovinare la vita se non è anche in po’ giudice prevenendo in qualche modo gli effetti a latere negativi.
Con la riforma sarebbe costretto a valutare tutto il possibile per ‘incastrare’ il colpevole visto che il suo ruolo diventerebbe accusatore assoluto.
E di conseguenza verrebbe meno la funzione ‘melodiosa’ di realizzatori dell’equità legale.
La legge è uguale per tutti, forse
La ‘Giustizia’ mai.
Io voterò no.
Non lo propaganderò come invece ho fatto in molti altri referendum.
E so che molti che voteranno NO, caro Jonny Dio, anche loro lo faranno solo per partito preso.
Compatisce anche loro?
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Ritengo che ci sia un equivoco: ciò che ho detto è che vorrei sentire (possibilmente da un sostenitore del SI) un esempio di almeno un caso giudiziario che avrebbe beneficiato di questa riforma, se fosse già in vigore.
Intanto, tu non sei un sostenitore del SI.
Secondariamente, rispetto agli esempi che hai portato, è evidente come la riforma sarebbe stata sostanzialmente ininfluente, per cui direi che siamo d’accordo sul fatto che al cittadino comune questa riforma non serva: ne consegue che non ha senso approvare qualcosa di cui non si vede l’utilità.
Non ci sono dubbi (almeno spero) sul fatto che al cittadino serva invece una giustizia più equa, anche quando non ne è riguardato direttamente, ma questo è un altro discorso (dato che questa riforma ha molto poco a che vedere con la giustizia).
Per rispondere all’ultima domanda: sì, compatisco anche loro (in parte, ma in parte li capisco, come ho specificato sopra) così come compatisco (sempre in parte) tutti coloro che non solo votano, ma per esteso ragionano per partito preso, e in generale per senso di appartenenza a qualsiasi gruppo, non solamente politico, ma di qualunque tipo (familiare, lavorativo, ecc.).
Il motivo è legato ad un concetto che (almeno in teoria) dovresti comprendere molto bene, dato che ti chiami Freethinker: il pensatore libero ragiona soprattutto con la propria testa (magari sbagliando); farlo per appartenenza, a mio avviso, è proprio la negazione stessa del pensiero critico, sostituito dal molto più comodo e preconfezionato pensiero in delega.
Cordialmente.
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