Albanese. Meloni&C. devono mentire perché l’Italia è ridotta a Stato satellite. Sotto il profilo sociologico, il caso di Francesca Albanese è molto interessante perché aiuta a comprendere come mai uno Stato satellite abbia bisogno di un sistema dell’informazione sulla politica internazionale corrotto come quello che esiste in Italia. Partiamo dalle basi.

(di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – […] Sotto il profilo sociologico, il caso di Francesca Albanese è molto interessante perché aiuta a comprendere come mai uno Stato satellite abbia bisogno di un sistema dell’informazione sulla politica internazionale corrotto come quello che esiste in Italia. Partiamo dalle basi.

[…]Uno Stato satellite si definisce come uno Stato la cui politica estera e di sicurezza è controllata da una potenza straniera. Sotto il profilo formale la Repubblica italiana è libera e indipendente. Sotto il profilo sostanziale è controllata dalla Casa Bianca. In politica internazionale, Meloni, Crosetto e Tajani non possono prendere nessuna decisione invisa alla Casa Bianca. Se lo Stato italiano fosse un protettorato o una colonia americana, i governanti italiani non avrebbero bisogno dell’impression management o “controllo delle impressioni”: un termine che riprendo dall’approccio drammaturgico di Erving Goffman. Meloni, Crosetto e Tajani vivono un inferno quotidiano perché devono fingere di decidere, controllando le impressioni degli elettori. Tuttavia, il controllo delle impressioni dipende dal controllo delle informazioni. Ecco perché l’Italia ha assoluto bisogno di un sistema dell’informazione sulla politica internazionale stra-corrotto. Ne ha bisogno per nascondere il suo satellitismo: chi controlla le informazioni, controlla le impressioni. Il che spiega perché l’Italia sia piena di giornalisti che hanno sprofondato l’Italia nella menzogna e nell’irrealtà. Ma qual è la menzogna più grande su Francesca Albanese sparsa da Meloni, da Tajani, Fratelli d’Italia e Forza Italia? Non è la menzogna secondo cui Albanese è antisemita e non è nemmeno la menzogna secondo cui Albanese sostiene il terrorismo. La più grande menzogna su Francesca Albanese è che il suo ruolo all’Onu preveda equidistanza.[…]

I doveri formali di Francesca Albanese, i doveri associati al suo ruolo come relatrice Onu per i territori palestinesi, sono due: difendere i diritti umani dei palestinesi e denunciare le loro violazioni da parte d’Israele. Il ruolo di Albanese le impedisce categoricamente di dire: “Netanyahu ha sterminato 70.000 palestinesi, però, suvvia, Israele ha subito l’attentato del 7 ottobre”. Se Albanese parlasse come Tajani o Meloni dovrebbe dimettersi immediatamente perché il suo ruolo le proibisce di trovare giustificazioni alla furia omicida di Netanyahu, cosa che Tajani e Meloni hanno fatto abbondantemente. Il 12 gennaio 2025, quando i civili palestinesi uccisi da Netanyahu arrivavano fino in cielo, Tajani ha dichiarato a Report (Rai3): “Israele non ha compiuto crimini di guerra”. Il 3 marzo 2026 uscirà il mio nuovo libro: Disinformazione. La manipolazione dell’opinione pubblica nelle democrazie occidentali (PaperFirst) in cui ho documentato che gli italiani non sono manipolati dal Cremlino, bensì dal vertice della Repubblica italiana, come dimostra l’audio manipolato[…] di Albanese, usato da Tajani per chiederne le dimissioni: altra gigantesca campagna di disinformazione. Ogni classe governante manipola la propria classe governata. Il fatto che Albanese sia accusata falsamente dai parlamentari di Fratelli d’Italia e di Forza Italia di essere antisemita e di sostenere il terrorismo è possibile soltanto in uno Stato iper-corrotto da una potenza straniera, dove il governo mente nella più totale impunità. Dopo avere orchestrato una gigantesca campagna d’odio contro Albanese, Meloni e Tajani si lamentano delle campagne d’odio contro di loro. Nell’Italia di Meloni, la menzogna è istituzionalizzata perché proviene dalle istituzioni.