
(Tommaso Merlo) – Pucci non va a Sanremo ma in compenso Netanyahu va da Trump per la sesta volta. Scenari inquietanti mentre la colonia italica balza da una bolla mediatica all’altra. Al posto della politica il pettegolezzo con influencer travestiti da governanti e cittadini da tele elettori e scrollatori seriali. Di questo passo avremo davvero Corona premier, le letterine come ministre e Pucci a capo dell’opposizione. E sarebbe un salto di qualità perché perlomeno crollerebbero certe onorevoli ipocrisie e potremmo renderci conto dello stato penoso in cui è piombato il nostro paese. E a quel punto ripartire. Del resto nulla accade per caso. Dopo decenni di militanza sul divano bombardati da televisione spazzatura, la deriva culturale si è fatta politica. Decenni vittime delle reti di proprietà del tre volte premier in fuga perenne dalla galera e da se stesso finendo tutti in uno squallido reality show. E decenni vittime delle reti di una Rai perennemente corrotta da una politica corrotta. La più grande azienda sottoculturale del paese in balia di parassiti, cordate clientelari e parrucconi fuori dal tempo che pontificano per convincersi di essere qualcuno tra un format depressivo e l’altro. Non è solo quello che mandano in onda, è la televisione in sé ad incarnare i mali italici. Compreso quello di preferire l’autodistruzione al cambiamento. Con la stampa che completa il desolante quadretto mediatico, decenni di propaganda per conto di chi la mantiene col risultato di perdere ogni credibilità e quindi lettori e quindi senso. Ormai la realtà virtuale conta di più della realtà in cui milioni di persone lottano ogni giorno per non finire in mezzo ad una strada mentre lorsignori scelgono le stoffe per i tendaggi delle loro ville. Ingiustizia sociale da secolo scorso spacciata come normalità da una oligarchia sempre più ottusa ed arrogante. Stiamo scomparendo demograficamente mentre quelli che rimangono vorrebbero scomparire, ma influencer travestiti da politicanti ignorano i drammatici dati economici e sociali e si preoccupano dei dati dell’audience televisivo, dei like e dei sondaggi tra i tifosi elettorali superstiti. Forse perché incapaci, forse perché senza bussola o forse perché si sono arresi delegando il futuro del paese ad altri. Al delirante impero americano, ai tecnocratici guerrafondai di Bruxelles, ai mercati finanziari, alle lobby senza volto né cuore. Al posto della politica il marketing elettorale e una volta nei palazzi galleggiamento, ordinaria amministrazione da pensiero unico neoliberista nella speranza che il vento planetario soffi a favore. Ed ecco il risultato. Neanche una parola su tragedie da fine del mondo, ma post accorati per tutto ciò che smuove il torpore esistenziale delle masse su cui si precipitano per dimostrare il loro granitico patriottismo e pure di essere brave persone. Su scandali ma solo se non li riguardano, su tragedie di cronaca nera che non passano mai di moda e sui grandi eventi. Dall’insipida mangiatoia olimpica fino ad uno dei pochi pilastri rimasti nella vita italica e cioè il festival della canzonetta. Con Pucci che diventa una questione di stato e Corona il pericolo pubblico numero uno mentre Netanyahu torna per la sesta volta a trovare Trump. Ad attenderlo un imperatore andato a male che dopo aver passato la vita a fregare il prossimo e violentare minorenni e mentire anche a se stesso, si ritrova a combattere con scheletri e neuroni. Comprato a peso d’oro dalle lobby del petrolio e delle armi ha bombardato mezzo mondo dopo aver promesso la pace. Comprato a peso d’oro dalla lobby sionista, è il principale complice del genocidio del secolo e come tale l’ennesimo criminale di guerra a sguazzare alla Casa Bianca. È davvero un periodo complicato e il suo capo Netanyahu deve rimetterlo in riga. Spronandolo a continuare ad insabbiare lo scandalo Epstein per evitare che venga fuori la rete di ricatti politici. Del resto se non gli frega nulla dei bambini di Gaza, figuriamoci di quelli martoriati dai potenti del pianeta. Trump deve normalizzare tutto e continuare ad ignorare sia lo sterminio che l’annessione dei palestinesi e smetterla di temporeggiare con l’Iran. L’ultimo nemico ancora in piedi da sirianizzare o libizzare che dir si voglia. Netanyahu deve poi serrare le fila della lobby sionista che sta vivendo una crisi epocale negli Stati Uniti, è talmente sputtanata che i suoi soldi sono un boomerang e fanno perdere i candidati mentre gli uomini liberi in rete sovrastano i loro burattini mainstream. Un potentissimo sistema di potere che sta crollando insieme all’impero che ha infiltrato e certi passaggi storici non sono mai indolori. Scenari davvero inquietanti eppure la colonia italica balza da una misera bolla mediatica all’altra. Di questo passo avremo davvero Corona premier, letterine come ministre e Pucci a capo dell’opposizione. E sarebbe indubbiamente un salto di qualità perché perlomeno crollerebbero certe onorevoli ipocrisie e potremmo renderci conto dello stato penoso in cui versa il nostro paese. E a quel punto ripartire.
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