Meloni, intanto, già s’infila la toga: si è sostituita ai pm formulando il capo di imputazione per gli aggressori del poliziotto a Torino

Meloni già s’infila la toga

(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Non manca giorno che il governo, autore della riforma che demolisce il Consiglio superiore della magistratura, non fornisca un valido motivo per affossarla al referendum di marzo. Ricordate quando Nordio, estensore della novella, gridò alle fake news contro il manifesto dell’Anm (dall’eloquente slogan: “Vorresti giudici che dipendono dalla politica? Al referendum vota No”)?

Non ha avuto da ridire stavolta sul volantino, circolato sul web, del comitato Sì Riforma, che associava “i delinquenti che hanno aggredito in branco un poliziotto a Torino, prendendolo a martellate, pugni e calci in testa” ai sostenitori del No. Una becera strumentalizzazione che – fermo restando la condanna di ogni atto di violenza, in qualunque contesto e a prescindere dalla matrice – nulla toglie ovviamente alle ragioni che animano la battaglia referendaria contro i rischi della riforma Nordio. A cominciare da quello indicato proprio nel manifesto dell’Anm che ha fatto tanto arrabbiare il ministro ma che, proprio lo stesso Guardasigilli ha di fatto suggerito al comitato per il No.

Con quella che il procuratore di Napoli, Gratteri, ha definito una vera e propria confessione: “Mi stupisce che una persona intelligente come Elly Schlein non capisca che questa riforma gioverebbe anche a loro, nel momento in cui andassero al governo”, aveva candidamente ammesso parlando di possibili “invasioni di campo” della magistratura nella politica. E se due indizi fanno una prova, a chiarire ulteriormente dove si andrebbe a parare se vincessero i Sì, ci ha pensato il vice premier, nonché leader di Forza Italia, Tajani: “Penso anche ad aprire un dibattito se è giusto o meno continuare a conservare la polizia giudiziaria sotto l’autorità dei magistrati. Discutiamone, parliamone”.

Di fatto sottraendo ai magistrati il coordinamento delle indagini per spostarlo sotto l’ala dell’esecutivo. Meloni, intanto, già s’infila la toga. Dopo gli scontri di Torino, utilizzati dal governo come una clava contro i sostenitori del No al referendum e come alibi per la nuova stretta in arrivo contro il dissenso, si è sostituita ai pm formulando il capo di imputazione (tentato omicidio) per gli aggressori del poliziotto. Un assaggio di quello che ci aspetta se malauguratamente dovessero vincere i Sì.