
(Enrica Perucchietti – lindipendente.online) – «Attacco allo Stato» (Il Messaggero); «La guerriglia di Torino» (la Repubblica); «Ferocia Askatasuna» (il Giornale); «Cercano il morto» (Il Tempo); «Ora basta, arrestateli tutti» (Libero). I titoli dei quotidiani all’indomani della manifestazione nazionale in solidarietà ad Askatasuna parlano una sola lingua: un lessico ossessivo e compatto – «guerriglia urbana», «tentato omicidio», «città sotto assedio», «blitz premeditato», «agente massacrato», «martellate a un poliziotto» – che riduce il corteo con 50mila manifestanti agli scontri del tardo pomeriggio. La cronaca dominante impone un frame univoco: la violenza “rossa” contro lo Stato. La piazza è ridotta a minaccia criminale, l’ordine pubblico a vittima assoluta. Le violenze attribuite agli “antagonisti” saturano lo spazio mediatico; cariche, manganellate, lacrimogeni e idranti scompaiono o vengono derubricati a legittima “reazione” delle forze dell’ordine. In questo articolo, vi proponiamo alcune delle immagini che la politica si è ben guardata dal diffondere e che mostrano l’altra faccia di quanto accaduto al corteo dello scorso 31 gennaio.
Il bilancio ufficiale parla di 103 agenti feriti, di cui circa una trentina ricoverati e poi dimessi domenica; delle decine di manifestanti contusi, nella cronaca mainstream resta appena traccia. Così, la selezione di immagini e parole produce un vuoto informativo: per chi guarda solo i telegiornali, la violenza appare a senso unico. Video e fotografie diffuse da reporter indipendenti e collettivi documentano scontri durissimi e feriti da entrambe le parti, ma le immagini di attivisti spinti e percossi durante le fasi di deflusso, le cariche improvvise e gli scontri generalizzati, i pestaggi a terra rimangono marginali rispetto alla narrazione dominante. I media hanno amplificato il pestaggio di Alessandro Calista, un agente isolato del Reparto Mobile di Padova, trasmesso in loop e qualificato come “tentato omicidio”. Attorno a quell’episodio – innegabile nella sua brutalità – si è costruito un repertorio visivo selezionato: un blindato incendiato, cassonetti in fiamme, estintori lanciati, petardi, l’aggressione a una troupe televisiva. Come già avvenuto per le manifestazioni a sostegno della Palestina, il contesto è rimasto sullo sfondo: uno sgombero vissuto come atto repressivo, un corteo spezzato da cariche e sbarramenti, una piazza composita che includeva famiglie, studenti, sindacalisti e artisti – da Zerocalcare a Willy Peyote, dai Subsonica a dirigenti della CGIL – scesi in strada contro le politiche del governo Meloni e l’attacco agli spazi sociali.
Un’altra sequenza di fatti circola altrove, lontano dai canali dell’informazione mainstream. Le immagini mostrano un uso della forza che va oltre la gestione dell’ordine pubblico, ma questi episodi trovano spazio quasi esclusivamente su piattaforme digitali e testate indipendenti. Emblematico il caso di un fotografo, picchiato e poi allontanato con forza dagli agenti anche dopo l’identificazione. Il Quotidiano Piemontese ha diffuso un filmato in cui si vede un manifestante a terra colpito ripetutamente a manganellate da un agente.
La stessa scena è stata rilanciata dai vari account, come No Justice No Peace Italy, che documenta anche altre scene di violenze: un uomo ferito lasciato solo e disorientato per terra dalle forze dell’ordine, un altro che non viene soccorso e un gruppo di poliziotti che accerchia violentemente due persone che cercano di scappare dai lacrimogeni. Su X, altri video mostrano cariche con manganelli e spinte durante le fasi di arretramento, con la polizia che alterna ritirate e contrattacchi, ricorrendo anche agli idranti contro gruppi compatti ma non offensivi.
Un altro filmato, diffuso da Local Team, documenta l’uso degli idranti e dei lacrimogeni su manifestanti pacifici. Materiali analoghi sono disponibili anche su Radio Onda d’Urto, tra cui un video in cui un manifestante, già a terra, viene colpito da una quindicina di manganellate da parte di un agente in assetto antisommossa.
La polarizzazione degli eventi non è casuale: serve a legittimare la linea della “tolleranza zero” e a preparare il terreno al nuovo pacchetto sicurezza del governo, in modo da silenziare gli spazi che portano avanti un’opposizione contro il governo. La narrazione binaria – delinquenti contro eroi in divisa – trasforma una protesta sociale in una minaccia allo Stato. Non a caso, la premier Giorgia Meloni ha promesso che il suo governo ripristinerà «le regole in questa Nazione», invitando i magistrati a “non esitare”, il vicepremier Matteo Salvini ha chiesto di accelerare l’approvazione del nuovo decreto sicurezza, mentre il ministro Guido Crosetto ha parlato di «guerriglieri» e «bande armate» da «combattere come le Brigate Rosse», assimilando gli scontri del 31 gennaio al terrorismo e rendendo accettabile un ulteriore irrigidimento repressivo. Così la “guerriglia” diventa un’etichetta politica utile al potere più che una descrizione fedele di quanto accaduto.
stessa tattica del G8 di Genova…eeee….Diaz!
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Le teste di caxxo, che arrivano come” “fantasmi” alle manifestazioni, attrezzati con caschi, passamontagna e/o a volto coperto, armati di bastoni e/o quant’altro, sono personaggi, che se ci fosse la volontà, li fermi prima che si infiltrino nella massa di manifestanti giustamente incaxxati, ma pacifici.
Con la tecnologia attuale, conoscendo sempre il percorso delle manifestazioni, questi personaggi li vedi già prima con le telecamere, di cui sicuramente le forze dell’ordine, sono dotati.
Il fatto che ci fossero già in ballo nuove norme da discutere e votare in Parlamento per il nuovo “pacchetto sicurezza”, lascia ovviamente mal pensare riguardo agli episodi di Torino….tanto più che allo stesso TG3 poco fa, hanno dichiarato che una parte dei violenti, sarà difficile identificarli, perchè provengono dall’estero. Perchè questi soggetti arrivano e riescono puntualmente ad inserirsi all’interno dei pacifici manifestanti ? Chi li recluta ?
E’ così difficile scoprirlo preventivamente ?
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“estero?” in che senso estero?
che sono esterni alla manifestazione?
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Adriano@ per come è stata data la notizia, il senso penso sia che non erano italiani e che molto probabilmente, così come segue la interpreto io, non avevano nulla a che fare con la manifestazione.
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Robcat, la mia era una constatazione sarcastica. Come fanno a dire che erano stranieri? Hanno i loro documenti? si sono presentati e li hanno intervistati? di quale paese erano?
Chi ha scritto la velina che hanno letto e perchè?
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Adriano@ forse su Rai Play, si può risalire al TG 3 che è andato in onda oggi intorno alle 14.00
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non guardo la TV manco per scherzo, figurarsi i TG della rai
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Adriano@ capisco la tua avversione nei confronti della televisione e dei TG e per buona parte la condivido, ma quando seguo i TG ( molto poco ), è unicamente per scoprire la caxxate che raccontano. Quale sia la fonte delle notizie relative alla presenza di stranieri, non lo so. La Grueber ad esempio ieri sera parlava di 1500 persone provenienti dall’estero.
” controllate e identificate 772 persone, 54 delle quali straniere: 35 francesi, 3 turchi, 2 di nazionalità svizzera, marocchina, spagnola e polacca, un inglese, un tedesco, un greco, uno sloveno, un nepalese, un messicano e un australiano” Il Messaggero.
“Con abiti scuri, maschere, caschi e passamontagna hanno attaccato, a più riprese, i contingenti delle forze dell’ordine lanciando pietre, bottiglie di vetro, razzi, bombe carta, creando barricate con cassonetti dati alle fiamme, incendiando una camionetta della polizia e aggredendo un agente.
“Sono circa 1500 i violenti responsabili della guerriglia urbana di ieri sera a Torino durante la manifestazione contro lo sgombero dello storico centro sociale Askatasuna. Tra loro anarchici, autonomi, antagonisti, gruppi organizzati e cani sciolti. Specialisti della guerriglia arrivati nel capoluogo piemontese non solo da diverse città italiane ma anche da altri paesi europei, in particolare dalla Francia. Blocchi di violenti entrati in azione al calar del sole staccandosi dalla manifestazione principale e usando nomi in codice per comunicare come Blu, Ugo, Kiwi e Mango. “ RAI News.IT
Se hanno stabilito che si trattava di specialisti della guerriglia, come mai non sono stati fermati prima ?
1500 persone violente, entrano tranquillamente in scena indisturbate, senza che nessuno se ne accorga ? Siamo nel 2026 o alla fine del 1700 all’epoca della rivoluzione francese ?
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«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
«Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
«Soprattutto i docenti».
«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale”
Questo era Cossiga in tempi che non vedevano ancora i genuini eredi del ventennio al governo.
Questi non stanno esitando, imponendo la visione autoritaria di cui sono intrisi.
“Mala tempora currunt sed peiora parantur”
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Corsi e ricorsi storici.
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Maurizio, giuro che ho letto il tuo post solo ora, dopo aver “ricordato” Cossiga in un post sotto l’articolo di Stefano Rossi.
Abbiamo avuto lo stesso pensiero, ma ti ringrazio per aver riportato le esatte parole di Cossiga… 🙏🏻
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Idanna Matteotti
Pareva fossero stati massacrati,bacino rotto e vertebre distrutte a martellate. Ma è bastato un passaggio benedicente dell’angelo della Garbatella…
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Ricordiamoci la lezione di film come “indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto ” per capire la mentalità del potere repressivo, premio oscar 1971. Oggi la gente vota senza il cervello, 55 anni fa l’Italia produceva gli antidoti alla dittatura attraverso veri intellettuali, oggi siamo regrediti all’età della pietra e governano i gorilla trogloditi.
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Ricordo il G8 di genova …arrivò un camio con tutto il mayteriale per attrezzare i blakblok…. nessuno lo fermo … poi si ebbe la conferma della strategia alla DIAZ… quindi di cha andiamo parlando
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Carlo Giuliani era un blackbloc? Veniva dall’estero? E’ stato attrezzato dai poliziotti con un estintore? Di che andiamo parlando?
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Scusate gli errori , sono incazzato!
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