I modi dell’Ice evocano quelli dei cacciatori di schiavi, espressione del suprematismo bianco organizzato in gruppi senza limiti alla loro violenza, prezzolati, col compito di catturare e riportare nelle piantagioni gli schiavi che tentavano di fuggire

(Sara Gentile* – editorialedomani.it) – I fatti di Minneapolis sono di una gravità senza precedenti, le immagini e le circostanze dell’uccisione di cittadini americani da parte dell’Ice scuotono i nervi e le coscienze obbligandoci a una riflessione.
La presidenza Trump, iniziata con piglio aggressivo, ha sempre più accentuato i suoi tratti autoritari sia in politica estera (i dazi attuati, quelli minacciati, il disprezzo per l’Europa e tutti i paesi che non si genuflettono ai suoi voleri) sia in politica interna con l’accanimento verso gli immigrati, i musulmani, i messicani, l’ostilità verso le università ritenute covi di insubordinazione e verso le città amministrate dai democratici.
Insomma l’età dell’oro, promessa con retorica autocelebrativa da Trump, si è tinta di un’ombra scura, minacciosa che ora imperversa in vari luoghi della grande America minacciando la popolazione.
Cosa è successo in una delle più grandi democrazie antiche dell’Occidente? Cos’è questo rigurgito di barbarie? Alcune cose colpiscono nella gestione del potere di Trump, che non ricorda solo il mito imperiale della politica americana ma va oltre.

La prima è che nessun regime autoritario o dittatoriale passato o presente ha mai rivendicato con iattanza l’omicidio o la sparizione di cittadini: Putin nell’uccisione di giornalisti e dissidenti, la dittatura militare in Argentina coi desaparecidos, ma anche Hitler e Mussolini (quest’ultimo solo nel caso dell’assassinio di Matteotti, nel suo discorso alla Camera nella svolta che da quel momento consolidò il regime) non hanno mai rivendicato le repressioni di cui erano i primi responsabili.
Il terrore di Stato era ben occultato a vantaggio di una parvenza di autorevolezza sulla scia della tradizione degli “arcana imperii” declinata a proprio uso e consumo.

Trump invece esibisce senza ritegno il suo agire secondo la legge della forza bruta e pare che fomenti la ribellione, magari per potere ricorrere all’Insurrection Act, istituito da Jefferson nel 1807, che gli consentirebbe di usare l’esercito per sedare qualunque forma di ribellione – che nella legge in questione non è ben definita – e avere così un dominio assoluto.
La seconda cosa è che l’Ice con i tratti di una milizia al suo servizio ricorda molto una pratica usata in America già dal 1700 e fino alla seconda metà del 1800 , quella degli slave catchers, i cacciatori di schiavi, espressione del suprematismo bianco organizzato in gruppi senza limiti alla loro violenza, prezzolati, col compito di catturare e riportare nelle piantagioni gli schiavi che tentavano di fuggire.
Proprio in questa macchia nera nella storia degli Usa – durata fino a quando venne approvata la legge della fine della schiavitù e affermata la libertà degli schiavi (1865 con un emendamento della Costituzione) – che va cercata la radice primaria delle scorribande dell’Ice, più di quanto non lo siano le squadre fasciste o naziste nate molto dopo nelle tragiche dittature europee. La libertà dalla schiavitù che coinvolse milioni di persone è stata una cesura cruciale nella storia degli Usa e dell’Occidente che, come sempre nei fenomeni della storia, impiegò decenni prima di realizzare un reale mutamento nei costumi, nelle mentalità, nei diritti reali di coloro cui erano stati negati.

L’America democratica e progressista aveva vinto, ma il riflesso di quel vulnus è rimasto silenziosamente acquattato, pronto a riemergere quando se ne fosse data l’occasione. Trump ha dissotterrato la parte peggiore del suo paese considerando i cittadini americani come sua proprietà con diritto quindi di vita e di morte, in un delirio di onnipotenza e un disprezzo di qualunque patto sociale che sono sotto i nostri occhi, snaturando valori chiave della forma democratica. Il suo consenso al momento è quasi dimezzato (circa il 35%) rispetto all’inizio del suo secondo mandato, le proteste aumentano in molte città americane ma egli dispone ancora dell’appoggio di alcuni paesi, europei e non, che rappresentano una sorta di internazionale della destra più oltranzista ed estrema.
In questa epifania di una nuova barbarie, che non consente più la leggibilità del mondo, non è permesso tacere, barcamenarsi in equilibrismi di convenienza, prendere tempo come il nostro governo fa in questi giorni. Accompagniamola e difendiamola con impegno, la nostra democrazia.
*politologa, professoressa invitata al Cevipof (Sciences Po) di Parigi, collabora con la Fondazione Feltrinelli e con le riviste ItalianiEuropei e Critica Sociale
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