La frana di Niscemi ha travolto, insieme alle case, anche la narrazione della premier. Perché c’è fango e fango.

(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Stavolta, niente passerella nel fango con le galoche ai piedi. Solo un sopralluogo volante, nel senso letterale del termine, in elicottero, ma senza la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen al seguito. Prima di guidare un vertice, nelle chiuse stanze del Comune di Niscemi, messo in ginocchio da una frana tutt’altro che imprevedibile, con il sindaco, il prefetto e la Protezione civile. Per poi spostarsi a Catania.
A pensar male si fa peccato – diceva Giulio Andreotti – ma spesso si indovina. E deve averlo pensato pure Matteo Renzi, al quale una volta ci tocca dare pure ragione: “Da giorni la Sicilia è sotto schiaffo per il maltempo. Giorgia Meloni non ha fatto come fece per l’Emilia-Romagna. Allora lasciò il G7 per andare a fare una sceneggiata ad uso social con gli stivali. In Sicilia invece non ha messo gli stivali. Sapete perché? Perché non può attaccare la Regione come fece in Emilia-Romagna: la Regione è sua. Perché l’ex presidente della regione è lo stesso ministro che ha promesso di ripristinare Italia Sicura e non lo ha fatto. Perché dopo quattro anni di fuffa la gente non crede più alle sceneggiate della premier”.
La frana di Niscemi ha travolto, insieme alle case, la narrazione della premier. Perché c’è fango e fango. Quello della “rossa” Emilia-Romagna, buono per imbrattare gli avversari politici. E quello della “nera” Sicilia, che è meglio tenere il più lontano possibile dai riflettori. Qui la macchina della propaganda rischia di restare impantanata. Con o senza stivali ai piedi.
Il Coronavirus
(Di Marco Travaglio) – Ritorno sul caso Corona solo per tranquillizzare i fessacchiotti che scambiano una questione di principio contro un pericoloso precedente – l’interdizione urgente e anche preventiva – per una difesa personale. So bene quanto male Corona ha fatto e può ancora fare frullando notizie vere e false, pubbliche e private, con l’effetto moltiplicatore del web e la tecnica dell’escalation. Ho vissuto, da amico di Selvaggia Lucarelli, lo stalking che lei e la sua famiglia hanno subìto col senso di impotenza per la mancanza di difese immediate. E il mio pezzo nasceva proprio da due domande. 1) Quanti cittadini avrebbero ottenuto lo scudo spaziale che il Tribunale di Milano ha riservato a Signorini e alla retrostante famiglia B.? 2) Che accadrebbe se uno qualunque chiedesse ai giudici di fermare una campagna di fango del gruppo B. e/o di Signorini? Il comunicato di Mediaset ha rischiato di farmi cadere dalla sedia per le risate: “La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, gogna mediatica o sistematica distruzione delle persone”. E giù anatemi su chi diffonde diffonde “falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di fondamento, menzogne che ledono la reputazione di una società quotata in Borsa, e ancora peggio di tante persone, coinvolgendo in modo vergognoso le famiglie” con un “metodo che normalizza l’odio e la violenza verbale. Questo non è informare: è monetizzare e lucrare attraverso l’insulto”.
Sembra l’autoritratto di Mediaset, di 30 anni di talk e scoop di Chi (a proposito di privacy!), Giornale, Panorama, Foglio e tutto il cucuzzaro contro chiunque osasse dare noia alla Real Casa di Arcore. Le tangenti a Di Pietro che ha “sbancato” Pacini Battaglia; Borrelli sul cavallo dell’imputato Gorrini; Davigo che ricatta il giudice del caso Gdf; gli Sgarbi quotidiani sugli “assassini” del pool Mani Pulite e su Caselli “mandante morale” dell’omicidio di don Puglisi e del suicidio del giudice Lombardini; la Ariosto prezzolata dai servizi segreti; la Boccassini che paga un pentito per incastrare la Parenti, rapisce una bimba somala, cospira con pm stranieri contro B. in riunioni carbonare a Lugano e da giovane amoreggiava pure con un cronista di sinistra; Colombo che falsifica carte per incastrare B.; Colombo e Boccassini che manipolano una bobina e nascondono prove in un fascicolo segreto; Esposito che anticipa la condanna di B. per frode fiscale a cena con Franco Nero; il giudice Mesiano (quello del risarcimento a De Benedetti per lo scippo di Mondadori) pedinato da Mattino 5 e fatto passare per matto a causa dei calzini turchesi… Tutte calunnie sparate a edicole e a reti unificate. Ora lo spara-merda ha cambiato direzione. Il Coronavirus è solo l’ultima variante del Biscionevirus.
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una domanda: chi ha inventato LA MACCHINA DEL FANGO?
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Chi di biscione ferisce, di biscione perisce!
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Se il Travaglio che per trent’anni ha difeso il Tribunale di Milano a spada tratta incontrasse il Travaglio odierno, che senza la minima prova accusa il medesimo Tribunale di essere praticamente una dépendance di Mediaset (con piglio discretamente complottista, peraltro), molto probabilmente lo gambizzerebbe.
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