
(di Michele Serra – repubblica.it) – Da giovane ho giocato molto a Risiko, eppure non mi è mai venuto in mente di arruolarmi in qualche esercito per conquistare la Jacuzia. Avevo ben chiara la differenza tra giocarsi il mondo a dadi e bombardarlo per davvero. Umberto Eco scrisse che da bambino giocava molto alla guerra, con spade di legno e fionde, ma crescendo non ha fatto il mercenario e ha sempre detestato la violenza fisica.
La simulazione dell’aggressività (nel gioco, nello sport) e la sua codificazione in forme incruente dovrebbero servire a far sfogare senza danni, soprattutto senza danni per gli altri, l’istinto di prevaricazione, o anche soltanto di autoaffermazione: entrambi molto presenti nei maschi giovani per un mix di ragioni ormonali e culturali.
Pare invece che i videogame di strategia militare abbiano avuto una enorme influenza nella formazione culturale e politica della nuova destra americana. Per esempio l’attuale capo del Pentagono, Hegseth, è pieno di tatuaggi ispirati a Crusader Kings 2.
Da guerriero da divano è dunque poi diventato, nel più istituzionale dei modi, il capo dei guerrieri americani, con una preoccupante continuità tra gioco e realtà. In particolare i videogiochi che esaltano le crociate e la sottomissione degli altri popoli da parte degli europei avrebbero avuto un ruolo decisivo nell’educazione politica, chiamiamola così, del nuovo suprematismo bianco americano.
È un ottimo tema per gli psichiatri. Possiamo limitarci, da non addetti ai lavori, o meglio alle terapie, ad avanzare un’ipotesi: se affiancato da qualche buon libro e buon film, anche Crusader Kings avrebbe avuto effetti meno rilevanti sulla psiche dei suoi fan. In aggiunta, aiuta molto anche avere in famiglia qualcuno che ti dice: «Non importa se non sottometti gli Ottomani. Io ti voglio bene lo stesso».
Fa tenerezza Michelino , praticamente un’ orsacchiotto di peluche. Beh con i videogiochi o qualcosa di simile lavorano anche quelli che sovrintendano alla guerra in Ucraina elettronicamente . Per non parlare in Afghanistan dove si bombardavano con droni pilotati da centro situato in Usa presunti basi di talebani con numerose vittime civili ( c’è anche un film a tale proposito) come normali impiegati con orario d’ufficio.E poi…A Serra non gli è capitato di pensare che quanto manifestava per sostenere l’ Ucraina ciò comportava un ulteriore spreco di decine di migliaia di vite di giovani soldati ? Ah maledetta ipocrisia !
"Mi piace"Piace a 1 persona