(Dott. Paolo Caruso) – A Davos, in Svizzera, alla riunione dei magnati della economia mondiale, Trump ha parlato senza il gobbo, per circa due ore, recitando a soggetto. Chissà quante volte avrà ripassato quanto aveva da rinfacciare ai suoi ex-amici europei. Squittiva con labbra semichiuse le mille cose da lui compiute, chiaramente tutte positive, nel suo anno immemorabile di regno. Ma soprattutto quelle che macinava in pancia, da tempo, contro l’ Unione Europea, definita da lui ” in declino “. Le sciorino’ una per una con rimbrotti ripetuti, accusando i suoi ex alleati di avere osato negargli la Groenlandia. Un pezzo di ghiaccio, così l’ ha definita, che non invaderà militarmente, almeno per il momento. Dopo non si sa. Ma se gli Europei non gliela vogliono dare anche comprandola, egli “se ne ricorderà” (sic!). Una minaccia? Vale come le altre. Ormai il Tycoon ci ha abituati. Ma è sulle ragioni per cui vuole la Groenlandia che lascia perplessi. La vuole, ha affermato, ” perché la può difendere se gli appartiene “. E dell’ articolo 5 della NATO, che impone a ogni membro, delle 34 Nazioni che la compongono, di intervenire a sostegno di quella attaccata, come si pone? Oppure della organizzazione che ci ha garantito pace per ottanta anni, non gli importa più nulla? Certo qualche perplessità anche sul futuro della NATO rimane. Oggi proverà a convincere Zelensky di venire a più miti pretese e di cedere quei territori occupati come richiesto dal suo compare Putin. E sarà pace fatta. E per merito suo, si intende. Intanto Zelensky sferza l’ Europa accusandola di “essere divisa e smarrita”. Proprio un bel riconoscimento da parte del Presidente Ucraino che proprio dall’ Europa ha avuto sostegno, armi, finanziamenti, pagando a caro prezzo la scelta di campo contro la Russia e ritrovandosi per questo impantanata in una economia di guerra. Una Europa pavida, è vero, ma che non ha esitato maldestramente a tenere il moccolo alle due super potenze. Una strada senza ritorno che ci ha impedito di poter scegliere la via negoziale. Europa quindi fuori da tutti i tavoli e per giunta bistrattata dal suo principale alleato.