“L’Europa pagherà molto, come è giusto che sia, e sarà una tua vittoria”

(Alessandro Di Battista) – “Diplomazia, adulazione e F-35: così Rutte ha convinto Trump a fare retromarcia sulla Groenlandia”. Così titola il Corriere della Sera l’accordo tra il numero 1 della Nato e Trump, ovvero il suo padrone.

La Repubblica invece titola così: “Difesa dell’Artico alla Nato e minerali agli USA”. Questo sarebbe in sintesi l’accordo Trump-Rutte.

I distratti, coloro che leggono senza approfondire (o senza che nessuno consenta loro di farlo) penseranno: wow, che bello, hanno trovato l’accordo, niente più guerra in Groenlandia, niente attacco, niente invasione USA.

Viviamo in una realtà distopica ormai, dove moltitudini di persone non comprendono più la realtà proprio a causa della disinformazione, dei bombardamenti mediatici e di una stampa di regime che francamente non credo sia meno pilotata dal potere rispetto a quella russa o cinese. La sola differenza è che la propaganda cinese o russa è più visibile di quella “occidentale”, dove i propagandisti si mascherano da sinceri democratici.

Allora facciamo un esercizio insieme per capire la realtà.

Gli USA hanno già una base in Groenlandia, si chiama Pituffik Space Base ed è la base militare statunitense più a nord al mondo. Non solo: le navi statunitensi solcano i mari che bagnano l’isola (la Groenlandia è l’isola più grande del pianeta) come e quando vogliono. In pratica gli Stati Uniti hanno già il controllo militare del territorio e per aprire nuove basi (ammesso che lo facciano) gli basta trovare un accordo con il governo danese. Un gioco da ragazzi.

E allora perché tutto questo clamore? Per ottenere altro, evidentemente. Sfruttamento delle risorse e soliti acquisti di armamenti statunitensi da parte dei servi europei.

La stampa questo non lo dice, anzi, cerca di far passare Rutte, il più grande leccaculo di Trump al mondo, come un reale attore del negoziato. Ma sono balle!

Trump, ancora una volta, da un’Europa di servi ha ottenuto quel che poteva ottenere. Non solo le risorse della Groenlandia, ma nuovi acquisti di F-35, i cacciabombardieri costosissimi sui quali il Pentagono ha di fatto l’assoluto controllo (semplificando potremmo dire che agli USA basta spingere un pulsante per far sì che non si alzino in volo). Rammento a tutti che gli F-35 sono prodotti dalla Lockheed Martin, la più grande fabbrica di armi al mondo, di fatto controllata dal potere finanziario USA.

Ecco i primi 5 azionisti di Lockheed Martin:

  1. State Street Corporation (14,78%)
  2. Vanguard Group (9,2%)
  3. BlackRock (7,29%)
  4. Charles Schwab Investment Management (3,68%)
  5. Morgan Stanley (2,25%)

State Street Corporation, Vanguard Group e BlackRock sono fondi finanziari (BlackRock è il più grande al mondo e gestisce un patrimonio da oltre 9.000 miliardi di dollari, più del PIL di Italia, Germania e Francia messe assieme). Charles Schwab Investment Management è una multinazionale di servizi finanziari con sede in Texas e Morgan Stanley è una banca d’affari con sede a New York.

Ecco a voi i padroni del mondo. Guadagnano loro grazie al riarmo, grazie a Trump e grazie alle guerre. Guadagneranno ancora loro se nei prossimi giorni Trump, con la scusa di voler sostenere i manifestanti persiani, bombarderà l’Iran.

Questa è la realtà e noi dobbiamo sorbirci politici nani (o schiavi) o giornali che di fatto sostengono tali finte narrazioni al posto di chiamare le cose con il loro nome, per esempio Rutte, servo di Trump.