L’obiettivo è un altro e ben chiaro. L’ottica in cui agisce questo governo è quella della partigianeria, dell’interesse di cordata e di clan. L’ondata di nomine di amici e camerati senza nessuna qualificazione aveva già indicato qual era la direzione di marcia del governo

(Piero Ignazi – editorialedomani.it) – Il governo prosegue nella sua corsa verso il controllo del dissenso. Dopo il fondamentale decreto contro i rave party, che evidentemente imperversavano per tutta Italia arrecando danni gravissimi alle strutture fatiscenti e isolate in cui si ritrovano i partecipanti, siano passati al decreto sicurezza che introduce una specie di fattispecie di reati per coloro che protestano. Ed ora siamo ad una nuova ondata di provvedimenti restrittivi delle libertà ammantati dalla promessa di mantenere l’ordine e garantire ai cittadini città senza microcriminalità: l’ultimo caso di cronaca di ieri, il ragazzo accoltellato in una scuola a La Spezia, in realtà, dimostra che finora la ricetta securitaria serve solo alla propaganda e non risolve alcunché.
L’esempio americano è sempre lì ad orientare la nostra presidente del Consiglio la cui piaggeria nei confronti di Donald Trump sconcerta e imbarazza. Non una parola è venuta in merito dell’omicidio di una donna , indifesa e disarmata, freddata con spirito da killer da un membro dei nuovi squadroni della morte messi in giro per tutta l’America dal presidente.

Per l’omicidio del razzista Charlie Kirk si è arrivati all’insulto istituzionale di un minuto di silenzio nella nostra Camera, come se l’odio che seminava quel personaggio fosse pari alle parole di pace del non-violento reverendo Martin Luther King. E poi perché non un minuto di silenzio per l’omicidio della povera Renee Nicole Good. Non era forse più meritevole di considerazione una donna che si preoccupava di difendere i diritti dei migranti dalle violenze di uno che disprezzava i neri perché non avevano un cervello come i bianchi e sosteneva che le condanne a morte dovrebbero essere veloci e trasmesse in televisione? Un ayatollah ad honorem
La deriva estremista del governo che non esita ad usare tutte le strade per penalizzare le amministrazioni di sinistra. Dopo aver ridisegnato la mappa dei comuni di alta collina e di montagna intitolati a ricevere contributi dello stato per escludere quelli dell’Appennino centrale dove governa la sinistra a favore di quelli alpini dove governa la destra, si è dedicata a scardinare i sistemi scolastici di queste regioni che sono tra i migliori d’Italia.
Ma che importa? L’obiettivo è un altro e ben chiaro. L’ottica in cui agisce questo governo è quella della partigianeria, dell’interesse di cordata e di clan. L’ondata di nomine di amici e camerati senza nessuna qualificazione (addirittura un concessionario di automobili di Frosinone chiamato al ministero della Cultura – forse per spirito futurista?) aveva già indicato qual era la direzione di marcia del governo. Altro che merito, come aveva detto la premier nel suo discorso di investitura. Siamo tornati ai tempi più cupi del clientelismo, e, inevitabilmente, dell’affarismo come questo giornale denuncia – inascoltato – ogni giorno. Ed è perfettamente in linea con questo clima lo scatenamento degli appetiti di una pletora di personaggi insediati nelle numerosissime authority, ai quali, poverini, non bastano i 225.000 euro stabiliti dal governo Renzi come tetto massimo degli emolumenti. Ha iniziato il miracolato Renato Brunetta il quale, invece di dover abbandonare l’inutile poltrona del Cnel, a suo tempo presa di mira dal referendum costituzionale del 2016, aveva avanzato l’ipotesi di un congruo aumento della propria indennità.

Sulle sue orme si è mosso il presidente dell’autorità sui Trasposti Nicola Zaccheo che ha portato la propria indennità a 311.000 euro. In effetti l’inflazione ha morso sul carrello della spesa, e magari anche sul costo dei biglietti ferroviari. Ultimo arrivato, Pasquale Stanzione, garante della Privacy, sul quale si sono accessi i fari della giustizia per malversazioni varie. Mentre i soldi per gli alti papaveri mulinano allegramente, il governo è piuttosto intento a varare altri provvedimenti liberticidi. Sta arrivando “il fermo di prevenzione”, la possibilità di trattenere in questura o in galera – non è chiaro – chi si presume possa commettere un reato. Siamo a Minority Report. Se uno ha una faccia un po’ così, come cantava Paolo Conte, allora lo si mette dentro. Come accadeva al mio bisnonno, in odore di anarchia – repubblicanesimo, quando un esponente della famiglia reale passava per la Romagna. Non hanno nulla da dire i difensori rocciosi delle libertà individuali? La piaggeria nei confronti della premier arriva a far cadere fette prosciutto davanti ai loro occhi. O, forse, sono a raccogliere vongole.
Continuiamo a leggere e sentire
(persino daTravaglio), che accusandoli di essere fascisti si fa il loro gioco:
Mi chiedo allora cosa sia,se non Fascismo, il governare a colpi di decreto legge anche su temi che richiederebbero un dialogo con l’opposizione parlamentare e invece non si dialoga nemmeno con la propria maggioranza ( il bivacco di manipoli di mussoliniana memoria), tipo legge di bilancio,riforma della Giustizia, Corte dei Conti, Sicurezza?
Altresí mi chiedo cosa sia una riforma della Giustizia che con il pretesto della separazione delle carriere, cela la volontà di spaccare un potere indipendente della Repubblica,per pilotare l’azione inquirente a proprio vantaggio?
Ed infine gli inasprimenti delle leggi verso chi , anche pacificamente, voglia manifestare il proprio dissenso e che rischia di essere perquisito ed arrestato preventivamente.
L’olio di ricino non è ancora in dotazione alle forze dell’ordine perché il Taser fa più fine e non impegna….
Mala tempora currunt!
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