
(Gioacchino Musumeci) – 500MILA FIRME e oltre raggiunte in meno di tre settimane contro la riforma della giustizia partorita ( male) da Carlo Nordio in una sorta di teratogenesi normativa raccontata come indispensabile peri cittadini.
La partecipazione popolare massiccia contro la riforma mostra che il tema della giustizia importa molto ai cittadini e questo potrebbe essere un segnale che contrariamente a quanto osservato alle elezioni politiche gli italiani non diserteranno le urne.
Quanto rosicamento presso coloro che immaginavano la strada spianata e conservano gelosamente le reliquie ideologiche dei defunti e immanenti stinchi di santo Licio Gelli e Silvio Berlusconi.
La raccolta firme contro cui il governo voleva imporsi con la postura muscolare del Balilla ammodernato, continuerà per tutto Gennaio e sarà interessante quantificare con precisione il risultato dell’iniziativa antiriforma.
Nel contesto caotico che accompagna l’ingresso del nuovo anno, ancora una volta la premier Meloni offre uno spettacolo avvilente a conferma della schizofrenia politica con cui guida il Paese. Non molto tempo fa la Meloni, in uno dei tanti deliri contro i nemici per cui è nota urbi et orbi, si era scagliata, tanto per cambiare, contro la Sx descritta come arroccata nei salotti, colpevole di ascoltare solo sé stessa e mai i cittadini.
Tuttavia in occasione della raccolta firme contro la sua riforma la premier si è ben guardata dall’ascoltare le istanze dei cittadini e ha deciso la data del voto prima della scadenza dei tre mesi utili per la raccolta firme. Evidentemente la destra meloniana ha orecchie solo per i supporter perennemente muti o informati male.
Giorgia Meloni ha scommesso su una riforma devastatrice con aumento di spesa pubblica, progettata perché la casta di cui l’attuale governo rappresenta il peggio, sia ben protetta in una bolla di impunibilità. I comuni cittadini invece dovrebbero accontentarsi dell’erosione dei loro diritti senza protestare.
Allora Giorgia Meloni preghi che gli elettori non si informino, non capiscano davvero le intenzioni contenute nella sua riforma. In quel caso le si aprirebbero le porte verso l’immondezzaio politico dove comunque precipiterà nonostante sforzi mediatici grotteschi tesi a raccontarne il meno di nulla come rivoluzione scalpitante.
I meloniani con grande giubilo hanno riportato che l’Economist definisce Giorgia Meloni “una politica eccezionale” ma si sono fermati a ” Eccezionale” perché non hanno capito l’humor britannico di Lockwood autore del pezzo. Secondo l’Economist la Meloni è una specialista dell’immobilismo, una politica eccezionale perché non cambia quasi nulla ed è questo il prezzo della stabilità di cui si vanta. Da Destra del fare a destra del non fare il passo è stato breve.
L’incendiaria Meloni avrebbe dovuto cambiare tutto ma è un vessillo eccezionale del nulla di fatto oltre chiacchiere. Praticamente niente di più che una patacca.
Sono i primi 500 mila no Me sa’ che a sora Garbatella glie’ cominciano a fischia’ le orecchie🤔
"Mi piace""Mi piace"