Un mondo in cui un presidente degli Stati Uniti può autoproclamarsi capo di un altro Paese e minacciare intere nazioni.

(Alessandro Di Battista) – Immaginate cosa accadrebbe se Vladimir Putin pubblicasse su VKontakte – il social network russo simile a Facebook – un’immagine falsa di Wikipedia in cui si definisce “Presidente dell’Ucraina”. Vedremmo le agenzie di stampa intasate di dichiarazioni indignate, parlamentari di destra e di sinistra parlare di dittatura, di follia, di minaccia globale. O sbaglio?
Se a farlo – e lo fanno per davvero – sono gli americani, invece, tutti zitti. Nessuno apre bocca. Perché a governare l’Europa ci sono dei servi. Nelle ultime ore Donald Trump, dopo aver rapito Maduro, dopo aver ucciso decine di persone con un’operazione terroristica in Venezuela e dopo aver costretto il popolo venezuelano ad accettare le condizioni americane sulle proprie risorse, ha pubblicato sul suo social network, Truth, una foto di Wikipedia in cui si autodefinisce “Presidente del Venezuela”. Avete sentito dire qualcosa dall’Unione europea?
Nelle stesse ore gli USA hanno minacciato Cuba: “Non ci sarà più petrolio o denaro a Cuba – zero! Consiglio vivamente di raggiungere un accordo, prima che sia troppo tardi”. Avete sentito dire qualcosa dall’Unione europea?
Nelle stesse ore gli USA minacciano la Groenlandia (e di fatto anche i Paesi NATO): “La Groenlandia fondamentalmente ha come difesa due slitte trainate da cani, lo sapevate? Sapete qual è la loro difesa? Due slitte trainate da cani. Nel frattempo ci sono navi da guerra e sottomarini russi e cinesi ovunque. Non permetteremo che ciò accada. E se questo avrà ripercussioni sulla Nato, allora avrà ripercussioni sulla Nato. Ma, sapete, loro hanno bisogno di noi molto più di quanto noi abbiamo bisogno di loro. Ve lo dico chiaramente”.
Qui l’Unione europea oggi risponde così, con Ursula Von Der Leyen: “La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che riguardano la Danimarca e la Groenlandia. Nulla su di loro senza di loro”. E allora la domanda sorge spontanea: se i cittadini della Groenlandia dovessero decidere di aderire agli USA, l’Unione europea la riconoscerebbe come territorio statunitense?
Infine, l’Iran: “L’esercito Usa valuta opzioni molto concrete per l’Iran”.
E l’Unione europea cosa fa? Risponde tramite la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho: “Siamo pronti a proporre nuove sanzioni, più severe, a seguito della repressione violenta dei manifestanti”. Pensate con quanta velocità pensano alle sanzioni in questo caso. E pensate che in questo momento, dopo due anni e tre mesi dall’inizio di quella che è l’ultima fase del genocidio a Gaza, non hanno ancora approvato un singolo pacchetto di sanzioni contro lo Stato terrorista di Israele.
Se a fare e dire anche solo un decimo di queste cose fosse un leader “nemico”, parleremmo di follia, di pericolo per l’umanità, di nuova guerra mondiale, di minaccia globale. Ma se a fare e a dire queste cose sono gli Stati Uniti tacciono tutti. Questa è la realtà. Questo è il mondo “libero”. Un mondo in cui un presidente degli Stati Uniti può autoproclamarsi capo di un altro Paese e minacciare intere nazioni.
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