
(Andrea Zhok) – Gli USA sono la più grande macchina bellica del pianeta. Sono il paese di gran lunga più aggressivo, il paese che ha fatto più guerre dalla sua fondazione, che ha rovesciato più regimi e fomentato più colpi di stato. Con l’eccezione di Pearl Harbour, quella macchina bellica non è mai stata utilizzata a fini difensivi ma sempre per promuovere i propri interessi economici.
Sono anche l’unico paese al mondo ad avere utilizzato bombe atomiche sulla popolazione civile.
Sono il paese che ha il più grande soft power del pianeta, di cui Hollywood è il principale braccio armato, capace di creare nel mondo un’immagine di sé integralmente fantastica e di farne un’arma egemonica. Accanto a Hollywood oggi il secondo braccio armato è rappresentato dai social media internazionali, tutti incardinati in California (tranne uno) e tutti a disposizione per qualunque pressione o indirizzo della NSA.
Sono il paese che, per usare una sineddoche, stermina un popolo (pellerossa) e poi ci fa su migliaia di film per presentarsi di volta in volta con tutte le parti in commedia: come coraggioso esportatore di civiltà o come animo nobile, simpatetico con la dolorosa sorte degli indiani.
Questo paese è guidato da un’oligarchia a base finanziaria che lascia alla minoritaria plebe votante scelte come quelle tra Trump e Biden, cioè scelte tra una padella demente e una brace squilibrata. In ogni caso ogni rappresentante politico, dal Senato alla Presidenza, anche quando più presentabile, è manipolabile e condizionato, potendo venire eletto solo se si è indebitato e compromesso a peso d’oro con i maggiorenti del paese.
Questo paese sta informalmente dichiarando guerra al mondo intero, lasciando la scelta tra la sottomissione con tributi e la devastazione (economica e/o militare).
L’attuale proposta di Trump di portare il budget militare dalla cifra già record di 1000 miliardi di dollari a 1500 miliardi di dollari – per un confronto: Russia 109 miliardi, Cina 320 miliardi – significa una sola cosa: guerra illimitata (poi talvolta sarà guerra ibrida, talaltra “polizia internazionale”, qualche volta un bombardamento una tantum, altre volte un’invasione come si deve).
Ovviamente il pluridecennale lavaggio del cervello cui siamo stati sottoposti in Occidente farà sì che schiere di diversamente astuti vedranno in queste parole un qualche mitico “antiamericanismo”, e si sbracceranno a spiegarti che la vera minaccia è Putin che vuole arrivare a Lisbona o è la Cina che vuole imporci il credito sociale, o sono i “comunisti”.
Ma al netto di questi (diffusissimi) scemi di guerra la semplice verità è che oggi gli USA rappresentano il più grande pericolo che l’umanità abbia mai corso.
Concordo al 100% col prof . Occorre un antidoto a questo superpotere catastrofico e i primi dovremmo essere noi europei a cercarlo visto come siamo messi male.
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Nella storia dell’uomo il minimo comune denominatore è l’animo umano.
In espansione.
Ciò che lo muove è il desiderio di riempire un buco che non si colmerà mai, fino a che non ci sarà più nulla da prendere.
Chi si ricorda del capolavoro di Kubrick 2001 odissea nello spazio?
Negli USA ci sono umani come nel resto del mondo ma con bastoni più grossi.
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A me piace questa parte dell’editoriale perchè calza bene su alcuni infosanni:
Ovviamente il pluridecennale lavaggio del cervello cui siamo stati sottoposti in Occidente farà sì che schiere di diversamente astuti vedranno in queste parole un qualche mitico “antiamericanismo”, e si sbracceranno a spiegarti che la vera minaccia è Putin che vuole arrivare a Lisbona o è la Cina che vuole imporci il credito sociale, o sono i “comunisti”.
Grande professore! 120 lode
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praticamente è Sparta e Atene insieme, forza militare ed espansione imperiale.
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La spesa Usa per le armi però si rivolge ad un mercato che mira solo a massimizzare i profitti, per cui la stessa arma costa in USA diverse volte più che in Russia e (ancora di più) in Cina.
Un carrarmato che costa in usa una quindicina di milioni, ne costa circa tre in Cina, quindi l’enorme spesa Usa non li porta in vantaggio ma li mantiene forse in pari, scassando però ulteriormente i già zoppi conti pubblici.
La corsa agli armamenti mi pare che fatta così possa svantaggiare gli USA, anche se le aziende che producono armi se ne fregano, perchè a loro basta guadagnare montagne di soldi, e non hanno altre preoccupazioni.
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E poi alla fine caro professore….”arrivavano i nostri” … capite….. erano i nostri eroi e forse i primi coloni amerri-CANI” erano ebrei : stessa strategia e stessa politica.
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Un articolo rabbioso, scritto in modo favoloso e ben scritto sul crollo della normalità, della governance, della legalità e della moralità nello stato gangster di Trump, che “i soldi fanno girare il mondo”.
Rapporto Hedges: l’America è uno Stato canaglia
7 gennaio 2026
Gli iracheni, un milione dei quali sono stati uccisi durante la guerra e l’occupazione statunitense, sanno cosa riserva il futuro al Venezuela. I gangster al potere useranno la minaccia di morte e distruzione per ottenere sottomissione.
La classe dirigente degli Stati Uniti, separata da un universo basato sui fatti e accecata dall’idiozia, dall’avidità e dalla superbia, ha immolato i meccanismi interni che impediscono la dittatura e i meccanismi esterni progettati per proteggersi da un mondo senza legge di colonialismo e diplomazia delle cannoniere.
Le istituzioni democratiche statunitensi sono moribonde. Non sono in grado o non vogliono frenare la classe dirigente gangster. Il Congresso, infestato dalle lobby, è un’appendice inutile. Ha rinunciato alla sua autorità costituzionale, incluso il diritto di dichiarare guerra e approvare leggi, molto tempo fa.
L’anno scorso , ha inviato ben 38 proposte di legge alla scrivania di Donald Trump per la loro firma. La maggior parte erano risoluzioni di “disapprovazione” che annullavano le normative emanate durante l’amministrazione Biden. Trump governa per decreto imperiale, attraverso ordini esecutivi.
I media, di proprietà di multinazionali e oligarchi, da Jeff Bezos a Larry Ellison, sono una cassa di risonanza per i crimini di stato, tra cui il genocidio in corso dei palestinesi, gli attacchi a Iran, Yemen e Venezuela e il saccheggio da parte della classe miliardaria. Le elezioni sature di denaro sono una farsa.
Il corpo diplomatico, incaricato di negoziare trattati e accordi, prevenire guerre e costruire alleanze, è stato smantellato. I tribunali, nonostante alcune sentenze di giudici coraggiosi, tra cui il blocco degli schieramenti della Guardia Nazionale a Los Angeles, Portland e Chicago, sono lacchè del potere delle multinazionali e supervisionati da un Dipartimento di Giustizia la cui funzione principale è mettere a tacere i nemici politici di Trump.
Il Partito Democratico, sotto contratto con le aziende e presunta opposizione, blocca l’unico meccanismo che può salvare gli americani (i movimenti popolari di massa e gli scioperi), sapendo che la sua corrotta e disprezzata dirigenza verrà spazzata via.
I leader del Partito Democratico trattano il sindaco di New York, Zohran Mamdani – un barlume di luce nell’oscurità – come se avesse la lebbra. Meglio lasciar affondare l’intera nave piuttosto che rinunciare al proprio status e ai propri privilegi.
Le dittature sono unidimensionali. Riducono la politica alla sua forma più semplice: fai quello che dico o ti distruggerò .
Sfumature, complessità, compromessi e, naturalmente, empatia e comprensione vanno oltre la ristretta gamma emotiva dei gangster, compreso il Gangster-in-Chief.
Le dittature sono il paradiso dei criminali. I gangster, che siano a Wall Street, nella Silicon Valley o alla Casa Bianca, cannibalizzano il proprio Paese e saccheggiano le risorse naturali di altri Paesi.
Le dittature invertono l’ordine sociale. Onestà , duro lavoro, compassione, solidarietà, abnegazione sono qualità negative. Chi incarna queste qualità viene emarginato e perseguitato. I senza cuore, i corrotti, i mendaci, i crudeli e i mediocri prosperano.
Le dittature danno potere ai criminali per tenere immobilizzate le loro vittime, in patria e all’estero. Criminali dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE). Criminali della Delta Force, dei Navy Seals e delle squadre Black Ops della CIA, che come qualsiasi iracheno o afghano può confermare sono gli squadroni della morte più letali del pianeta.
Scagnozzi dell’FBI (Federal Bureau of Investigation) e della DEA (Drug Enforcement Administration) – visti scortare il presidente Nicolás Maduro ammanettato a New York – del Dipartimento per la sicurezza interna (DHS) e dipartimenti di polizia.
Qualcuno può seriamente sostenere che gli Stati Uniti siano una democrazia? Esistono istituzioni democratiche funzionanti? Esiste un controllo sul potere statale?
Esiste un meccanismo in grado di far rispettare lo stato di diritto in patria, dove i residenti legali vengono rapiti dalle nostre strade da delinquenti mascherati, dove una fantomatica “sinistra radicale” è una scusa per criminalizzare il dissenso, dove la corte suprema del paese conferisce a Trump un potere e un’immunità paragonabili a quelli di un re?
Qualcuno può fingere che con l’abolizione delle agenzie e delle leggi ambientali, che dovrebbero aiutarci a fronteggiare l’incombente ecocidio, la più grave minaccia all’esistenza umana, ci sia qualche preoccupazione per il bene comune?
Qualcuno può sostenere che gli Stati Uniti sono i difensori dei diritti umani, della democrazia, di un ordine basato sulle regole e delle “virtù” della civiltà occidentale?
I nostri gangster al potere accelereranno il declino. Ruberanno il più possibile, il più velocemente possibile, durante la discesa. La famiglia Trump ha intascato oltre 1,8 miliardi di dollari in contanti e donazioni dalla rielezione del 2024. Lo fanno mentre deridono lo stato di diritto e stringono la loro morsa.
I muri si stanno chiudendo. La libertà di parola è abolita nei campus universitari e nelle onde radio. Chi denuncia il genocidio perde il lavoro o viene deportato.
I giornalisti vengono calunniati e censurati. L’ICE, finanziato da Palantir – con un budget di 170 miliardi di dollari in quattro anni – sta gettando le basi per uno stato di polizia.
Ha aumentato il numero dei suoi agenti del 120%. Sta costruendo un complesso nazionale di centri di detenzione. Non solo per gli immigrati clandestini. Ma anche per noi. Chi si trova fuori dai cancelli dell’impero non se la passerà meglio con un budget da mille miliardi di dollari per la macchina da guerra.
Il turno del Venezuela
E questo mi porta in Venezuela, dove un capo di stato e sua moglie, Cilia Flores, sono stati rapiti e portati di nascosto a New York, in aperta violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite .
Gli Stati Uniti non hanno dichiarato guerra al Venezuela, ma non c’è stata alcuna guerra dichiarata quando hanno bombardato l’Iran e lo Yemen. Il Congresso non ha approvato il sequestro e il bombardamento di strutture militari a Caracas perché non ne era stato informato.
L’amministrazione Trump ha mascherato il crimine, in cui sono morte 80 persone, come un’irruzione antidroga e, cosa ancora più bizzarra, come una violazione delle leggi statunitensi sulle armi da fuoco:
“possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi; e cospirazione per possedere mitragliatrici e dispositivi distruttivi”.
“possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi; e cospirazione per possedere mitragliatrici e dispositivi distruttivi”.
Queste accuse sono tanto assurde quanto il tentativo di legittimare il genocidio di Gaza come “diritto di Israele a difendersi”.
Se si fosse trattato di droga, l’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández non sarebbe stato graziato da Trump il mese scorso, dopo essere stato condannato a 45 anni di carcere per aver cospirato per distribuire oltre 400 tonnellate di cocaina negli Stati Uniti, una condanna giustificata da prove molto più numerose di quelle che supportano le accuse mosse a Maduro.
Ma la droga è il pretesto.
Forte del successo, Trump e i suoi funzionari stanno già parlando di Iran , Cuba , Groenlandia e forse Colombia , Messico e Canada
Il potere assoluto in patria e all’estero si espande. Si alimenta di ogni atto illegale. Si trasforma in totalitarismo e in un disastroso avventurismo militare. Quando la gente si rende conto di cosa è successo, è troppo tardi.
Chi governerà il Venezuela? Chi governerà Gaza? Ha importanza?
Se nazioni e popoli non si inchinano al grande Moloch di Washington, vengono bombardati. Non si tratta di stabilire un governo legittimo. Non si tratta di elezioni eque. Si tratta di usare la minaccia di morte e distruzione per ottenere la totale sottomissione.
Trump lo ha chiarito quando ha avvertito la presidente venezuelana ad interim Delcy Rodríguez che “se non farà ciò che è giusto, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro”.
Il rapimento di Maduro non è stato effettuato per traffico di droga o possesso di mitragliatrici. Si tratta di petrolio. Come ha detto Trump, serve agli Stati Uniti per “governare” il Venezuela.
“Faremo intervenire le nostre grandissime compagnie petrolifere statunitensi, le più grandi al mondo, che spenderanno miliardi di dollari, ripareranno le infrastrutture gravemente danneggiate, le infrastrutture petrolifere, e inizieranno a fare soldi per il Paese”, ha detto Trump durante una conferenza stampa sabato.
Gli iracheni, un milione dei quali sono stati uccisi durante la guerra e l’occupazione statunitense, sanno cosa succederà. Le infrastrutture, moderne ed efficienti sotto Saddam Hussein – ho lavorato come reporter dall’Iraq sotto Saddam Hussein, quindi posso testimoniare questa verità – sono state distrutte. I burattini iracheni insediati dagli Stati Uniti non avevano alcun interesse per la governance e, a quanto si dice, hanno rubato circa 150 miliardi di dollari di proventi petroliferi.
Alla fine, gli Stati Uniti furono cacciati dall’Iraq, sebbene controllino i proventi del petrolio iracheno, che vengono convogliati alla Federal Reserve Bank di New York. Il governo di Baghdad è alleato con l’Iran. Il suo esercito include milizie sostenute dall’Iran nelle Forze di Mobilitazione Popolare irachene. I principali partner commerciali dell’Iraq sono Cina, Emirati Arabi Uniti, India e Turchia.
I disastri in Afghanistan e Iraq, costati ai cittadini americani tra i 4 e i 6 trilioni di dollari, sono stati i più costosi nella storia degli Stati Uniti. Nessuno degli artefici di questi fiaschi è stato chiamato a risponderne.
I paesi scelti per un “cambio di regime” implodono, come nel caso di Haiti, dove Stati Uniti, Canada e Francia rovesciarono Jean-Bertrand Aristide nel 1991 e nel 2004. Il rovesciamento portò al collasso della società e del governo, alla guerra tra bande e all’aggravamento della povertà.
Lo stesso accadde in Honduras, quando un colpo di stato appoggiato dagli Stati Uniti nel 2009 depose Manuel Zelaya. Hernández, recentemente graziato, divenne presidente nel 2014 e trasformò l’Honduras in un narco-stato, così come fece il burattino statunitense Hamid Karzai in Afghanistan, che supervisionava la produzione del 90% dell’eroina mondiale.
E poi c’è la Libia, un altro paese con vaste riserve di petrolio. Quando Muammar Gheddafi fu rovesciato dalla NATO durante l’amministrazione Obama nel 2011, la Libia si frammentò in enclave guidate da signori della guerra e milizie rivali.
L’elenco dei disastrosi tentativi degli Stati Uniti di “cambiare regime” è esaustivo, e comprende casi come quelli in Kosovo, Siria, Ucraina e Yemen. Sono tutti esempi della follia dell’eccesso di potere imperialista. Tutti predicono dove stiamo andando.
Gli Stati Uniti hanno preso di mira il Venezuela fin dall’elezione di Hugo Chavez nel 1998. Sono stati dietro al fallito colpo di stato del 2002. Hanno imposto sanzioni punitive per oltre due decenni. Hanno cercato di nominare il politico dell’opposizione Juan Guaidó come “presidente ad interim”, sebbene non sia mai stato eletto alla presidenza.
E poi c’è la Libia, un altro paese con vaste riserve di petrolio. Quando Muammar Gheddafi fu rovesciato dalla NATO durante l’amministrazione Obama nel 2011, la Libia si frammentò in enclave guidate da signori della guerra e milizie rivali.
L’elenco dei disastrosi tentativi degli Stati Uniti di “cambiare regime” è esaustivo, e comprende casi come quelli in Kosovo, Siria, Ucraina e Yemen. Sono tutti esempi della follia dell’eccesso di potere imperialista. Tutti predicono dove stiamo andando.
Gli Stati Uniti hanno preso di mira il Venezuela fin dall’elezione di Hugo Chavez nel 1998. Sono stati dietro al fallito colpo di stato del 2002. Hanno imposto sanzioni punitive per oltre due decenni. Hanno cercato di nominare il politico dell’opposizione Juan Guaidó come “presidente ad interim”, sebbene non sia mai stato eletto alla presidenza.
Quando questo non ha funzionato, Guaidó è stato scaricato con la stessa insensibilità con cui Trump ha abbandonato l’oppositore e premio Nobel per la pace María Corina Machado . Nel 2020, abbiamo messo in scena un tentativo di Keystone Cops da parte di mercenari mal addestrati di scatenare una rivolta popolare. Niente di tutto ciò ha funzionato.
Il rapimento di Maduro segna l’inizio di un altro disastro. Trump e i suoi tirapiedi non sono più competenti, e probabilmente lo sono stati meno dei funzionari delle precedenti amministrazioni, che hanno cercato di piegare il mondo alla loro volontà.
Il nostro impero in decadenza avanza barcollando come una bestia ferita, incapace di imparare dai suoi disastri, paralizzato dall’arroganza e dall’incompetenza, incendiando lo stato di diritto e fantasticando che la violenza industriale indiscriminata riacquisterà l’egemonia perduta.
In grado di proiettare una forza militare devastante, il suo successo iniziale porta inevitabilmente a costosi e autolesionistici pantagruelici.
La tragedia non è che l’impero americano stia morendo, ma che stia trascinando con sé così tanti innocenti.
Chris Hedges è un giornalista vincitore del Premio Pulitzer, che è stato corrispondente estero per 15 anni per il New York Times, dove ha ricoperto il ruolo di caporedattore per il Medio Oriente e per i Balcani. In precedenza ha lavorato all’estero per il Dallas Morning News, il Christian Science Monitor e NPR. È il conduttore del programma “The Chris Hedges Report”.
Questo articolo è tratto da Scheerpost
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Grazie Tracia…copiato e messo in archivio.!
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Parole d’oro:
Ma al netto di questi (diffusissimi) scemi di guerra la semplice verità è che oggi gli USA rappresentano il più grande pericolo che l’umanità abbia mai corso.
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Seguo Andrea Zhok e compro i libri che pubblica da soli 4 anni e mezzo.
È e rimane una delle poche teste pensanti, intellettuale vero, di questo maledetto/benedetto Paese.
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I più accorti (ed anziani abbastanza…), se solo hanno empatizzato un po’ con il bersaglio di turno, sanno da tempo quale incombente e costante pericolo per l’umanità costituiscano gli USA a prescindere dalle amministrazioni di turno.
Ciò che è venuto meno sono si le istituzioni internazionali ma anche, nell’opinione generale qualsiasi forma di alternativa ideologica; alternativa che ha sostenuto a lungo i movimenti per la pace e contro le diseguaglianze.
Se al dispiegarsi del capitalismo assurto a padrone assoluto, senza freni e senza morale ma armato fino ai denti, non si oppone nemmeno idealmente un’altra idea di Mondo possibile, l’umanità non può che arrendersi all’arbitrio e alla violenza.
Mi spiace per tutti noi.
Non ci resta che vagare speranzosi che il nemico prima o poi non diventiamo noi.
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Un tempo gli Stati Uniti accoglievano gli emigrati del mondo. Con Trump è iniziata la guerra contro i migranti.
Minneapolis. La moglie di un difensore dei diritti dei migranti è in macchina. Non si ferma allo stop. La polizia la fredda con 4 colpi di pistola. Trump ha detto che la polizia ha sparato “per legittima difesa”. Immagino che la Meloni sia d’accordo.
Si chiama rito abbeviato.
Primi segnali di guerra civile negli USA. Inizia la ribellione del Minnesota contro ICE e il governo di Trump, dopo l’uccisione crudele, in puro stile israeliano, di Renee Nicole Good, madre vedova, poetessa, militante antirazzista. Il governatore Tim Walz ha mobilitato le forze armate, il sindaco di Minneapolis ha intimato alle truppe di ICE di lasciare la città. Anche la polizia locale sta protestando rumorosamente da ieri sera contro gli agenti di ICE. L’ICE è il corpo di polizia del governo federale degli Stati Uniti responsabile dell’applicazione delle leggi sull’immigrazione e sul controllo delle dogane. Il rapporto tra Trump e l’ICE è uno dei pilastri fondamentali della sua agenda politica. Sin dal suo primo mandato, e in modo ancora più marcato con il suo ritorno alla Casa Bianca nel gennaio 2025, Trump ha trasformato l’agenzia nel braccio operativo della sua promessa di “deportazioni di massa”. Per Trump, l’ICE non è solo un’agenzia burocratica, ma una forza d’élite fondamentale per la sicurezza nazionale, si basa sulla teoria della “deportazione attraverso la paura”: rendendo la vita quotidiana degli immigrati irregolari estremamente difficile e rischiosa tanto da spingerli ad andarsene.
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Strano, niente post qui di TRONFIO-70 e di Loguasto e nemmeno Jonnyddio è in vista.
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Nelle vene degli americani scorre il sangue dei mercanti di schiavi, degli organizzatori di massacri della popolazione indigena americana, dei banditi di strada, degli oligarchi avidi e cinici, che sono riusciti a guadagnare capitali astronomici durante le guerre europee e mondiali. Da una quercia non possono nascere arance. . Diamo tempo e il deretano per aria, che ci cacceranno fuori dal nostro stesso letto. Loro rispettano solo la forza, e solo la forza, quella più autentica, grezza, fisica, li costringe a sedersi al tavolo dei negoziati. Gli USA NON hanno preso di mira il SUDAMERICA e il Venezuela da pochi anni a questa parte.
ANNI ’40 e ’50: interessi economici e strategici in Venezuela, soprattutto legati al petrolio, e osservavano con attenzione le turbolenze politiche, supportando indirettamente o indirettamente (tramite sostegno a forze militari) la transizione democratica del 1958 dopo la caduta del dittatore Marcos Pérez Jiménez, che aveva governato dal 1952, segnando una svolta democratica che aprì la strada a Rómulo Betancourt.
1945:Transizione Democratica (Acción Democrática) Contesto: Il Venezuela era sotto la dittatura di Isaías Medina Angarita.Nel 1945, un colpo di Stato guidato da Acción Democrática (AD) depose Medina Angarita, installando un governo provvisorio e aprendo una fase di esperimento democratico. 1948 – Caduta di Rómulo Gallegos (Intervento Indiretto)
Nel 1947, Rómulo Gallegos (AD) fu eletto democraticamente. Nel novembre 1948, un colpo di Stato militare rovesciò Gallegos. Sebbene non vi fosse un coinvolgimento diretto degli USA, la caduta di un governo democraticamente eletto e l’ascesa di una giunta militare segnarono un periodo di instabilità, con gli USA che monitoravano la situazione, preoccupati dalle implicazioni per i loro interessi petroliferi. 1958 – Fine della Dittatura e Inizio della Democrazia (Sostegno alla Transizione):Il Venezuela era sotto la dittatura militare di Marcos Pérez Jiménez (insediatosi nel 1952).Nel gennaio 1958, Pérez Jiménez fu deposto da una giunta militare. Gli USA, sotto la presidenza di Eisenhower, avevano relazioni tese con Pérez Jiménez e sostenevano la transizione verso la democrazia, che si concretizzò con le elezioni del 1958 e l’ascesa di Rómulo Betancourt, segnando l’inizio dell’attuale era democratica. In sintesi, nel 1945 si assistette a una svolta democratica, nel 1948 a un colpo di Stato militare, e nel 1958 gli USA supportarono il ritorno alla democrazia, dopo anni di dittatura militare.
Gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo significativo nell’America Latina, inclusi Argentina e Bolivia, specialmente durante le dittature militari (anni ’70-’80), supportando indirettamente i regimi anticomunisti e partecipando all’Operazione Condor, un’alleanza tra dittature per eliminare oppositori di sinistra, con il sostegno della CIA. Sebbene non si tratti di un’occupazione militare diretta USA, la presenza e l’influenza militare americana si manifestarono tramite supporto a governi militari, addestramento e intelligence, mirando a contrastare l’influenza sovietica, causando instabilità e violazioni dei diritti umani in entrambi i paesi.
In Argentina:Dittatura Militare (1976-1983): Il regime dei “Processo di Riorganizzazione Nazionale” (guidato da Videla, Galtieri, ecc.) fu coinvolto nell’Operazione Condor e ricevette supporto, sebbene il coinvolgimento diretto USA fosse più di intelligence e supporto strategico che di truppe schierate.Ruolo della CIA: La CIA supportò i golpe militari e i governi autoritari come parte della Guerra Fredda.
In Bolivia:Instabilità e Colpi di Stato: La Bolivia ha vissuto numerosi colpi di stato, con dittature militari (come quella di Banzer) supportate dagli USA per contrastare movimenti di sinistra e guerriglie.Supporto USA: L’influenza statunitense si concretizzò nel supporto a regimi anticomunisti, spesso coinvolti in repressione e violazioni dei diritti umani, come nel caso dell’Operazione Condor. In sintesi, la presenza militare USA in Argentina e Bolivia è stata più di supporto, intelligence e influenza strategica nel contesto della Guerra Fredda, piuttosto che di una diretta occupazione militare con truppe da combattimento.
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