(Giancarlo Selmi) – Assodato che se non la pensi come loro sei comunista, ok sono comunista. Non mi dà nessun fastidio ammetterlo. E, nonostante io lo ammetta, i fasci depensanti, unico aggettivo possibile per i fascisti, continuano ad accusarmi di questo come se io lo considerassi un insulto. Ho parlato del Venezuela e sono stato accusato di essere “il solito comunista che… bla bla”. Con una sola differenza: io in Venezuela ci sono stato decine di volte, loro non sanno neppure dove sia situato. Sanno del Venezuela ciò che dicono i fumetti tipo Il Giornale o Libero, da considerare alla stregua di un eventuale inserto informativo nelle patatine Pai, io in Venezuela ci ho vissuto.

Però loro ne sanno di più, per default. Nessuno ha mai detto che Maduro fosse uno stinco di santo, ma non è stato peggio di tanti tagliagole che il governo americano e quello italiano hanno appoggiato nel corso della storia, o che continuano ad appoggiare. Maduro ha usato la forza contro le opposizioni che si occupavano, inclusa la Machado improbabile premio Nobel, di causare, di provocare scontri di piazza ed essere responsabili di centinaia di morti. È proprio così, basterebbe informarsi per saperlo. Parlando di presunte dittature e presunte democrazie, secondo ciò che ci conviene, Maduro non è certamente peggio di uno stato terrorista che ama e pratica l’apartheid e ha ucciso deliberatamente 70.000 persone.

L’opposizione venezuelana, compresa la Machado, è finanziata dalla CIA. Il numero dei morti ammazzati per mano di agitatori pagati dall’opposizione supera di gran lunga quello dei morti per mano della polizia di Maduro. Il problema non è quanto Maduro fosse democratico, ma quanto Maduro fosse disponibile a regalare il petrolio venezuelano agli USA. La droga c’entra come i cavoli a merenda. E tutto il resto è fuffa. La Machado ha già dichiarato e confermato la sua disponibilità a regalarlo, ma la Machado, a parte per i parrucconi che l’hanno premiata, non ha alcuna credibilità. Lei si è venduta molto prima del petrolio.

Peccato che il petrolio venezuelano sia stato utilizzato prima da Chavez e poi, anche se con problemi, da Maduro, per alfabetizzare il popolo venezuelano. Per importare brigate di centinaia, in alcuni momenti migliaia, di medici da Cuba per garantire la salute a chi, prima del loro avvento, moriva a 40 anni per qualunque cosa. Peccato che in Venezuela si siano dilapidati miliardi di petrodollari per garantire una casa, una “vivienda” a chi non ce l’avesse e viveva nelle discariche. Ma questo, per chi vuole togliere ai poveri per dare ai ricchi, è sbagliato, è abominevole.

Meglio che quel petrolio venga rubato, sì rubato, da Trump, che permettere il suo utilizzo per migliorare la vita delle parti più fragili della popolazione venezuelana. Un grande italiano Claudio Abbado, sicuramente più grande dei nanerottoli Salvini e Meloni e della quasi totalità dei rivoltanti giornalisti italiani che si riempiono la bocca con Maduro, visse in Venezuela e contribuì a formare l’orchestra dei giovani venezuelani. Lo fece con Chavez e con Maduro dopo la morte del primo. Parlò del Venezuela e delle risorse umane lasciate a sé stesse prima dell’avvento di Chavez.

Quando il petrolio era in mano agli americani e la maggioranza dei venezuelani moriva di fame. Oppure delinqueva. La fame di oggi è stata imposta e interamente dovuta alla guerra economica che da anni hanno scatenato gli USA. Venezuela come l’Iran. Dov’è impossibile importare medicinali e dispositivi medici. Da un embargo surrettizio che ha facilitato il mercato nero e il contrabbando. Oggi Abbado sarebbe un testimone importante. Contro la barbarie dell’arroganza fascista di Trump. E della insopportabile pochezza dei suoi camerieri italiani ed europei. E, comunque va detto, Maduro è amato da moltissimi venezuelani.

È per questo che la transizione promessa da Trump e auspicata dalla diversamente intelligente Kallas non sarà cosa facile. Non è affatto peregrino pensare che in Venezuela, così com’è capitato in altri paesi destabilizzati dai demoni americani, possa incendiarsi una cruenta guerra civile. Giuseppe Conte, come al solito ci ha impiegato un attimo a capire e a emettere un comunicato giusto. La gioggia ha parlato di “azione difensiva” ahahah. E, solo per inciso, mentre tutti si affannavano a riconoscere un governo che usciva dal nulla, di un tale Guaidò, l’uomo nella foto fu l’unico, insieme al Vaticano, che non lo riconobbe. Intelligentia gubernat omnia, altro che gioggia.

Per quanto riguarda Trump, è un sociopatico molto attento ai soldi. Adesso è il Venezuela, inventerà pretesti e i prossimi saranno: Groenlandia, Guyana, Brasile, Bolivia, Iran (con la collaborazione dei suoi amici). Adesso decerebrati, mononeuroni, lettori di Libero, elettori di Salvini, sostenitori di Vannacci, consumatori di grappini, poveri e penosi imbecilli che non sapete neppure dove sia il Venezuela, potete scatenarvi. Anche voi, quelli delle faccine ridenti, penosi casi del nulla, inteso come patologia del vuoto fra un orecchio e l’altro. E come disse una intellettuale di vostro riferimento, tal Montaruli, bau… E se non bastasse, bau…