(Gioacchino Musumeci) – La polemica tra il senatore Carlo Calenda e il conduttore di Piazza Pulita Corrado Formigli di per sé non è importante, lo diventa necessariamente se un senatore della Repubblica troppo arrogante affronta temi tabù per la politica, cioè verità e il diritto all’informazione.

Calenda sostiene che avrebbe declinato l’invito di Formigli a Piazza Pulita perché gli sarebbe stato chiesto di attaccare frontalmente la manovra economica di Giorgia Meloni : “ Questo modo di fare spettacolo – ha commentato Calenda- per cui i politici si invitano a condizione che recitino una parte è un vizio insopportabile dell’informazione italiana, come quello di invitare propagandisti di Putin pretendendo anche che vengano lasciati mentire indisturbati. Vedi il caso Sachs. Mi spiace ma è un misto di faziosità e pessima informazione che fa male alle democrazia italiana”.

Il senatore prontamente smentito da Formigli- che ha dato a Calenda del bugiardo diffamatore esortandolo a rinunciare all’immunità parlamentare – si dice disposto a rinunciarvi per affrontare la questione in Tribunale. Non vedo l’ora che Calenda mostri agli italiani il coraggio per cui è noto nel globo terracqueo.

A parte il Calenda comico a cui siamo pressappoco abituati, preme concentrarsi su alcuni tratti del commento sull’informazione, essenzialmente orrore concettuale il cui autore non è Calenda, lui è solo un triste divulgatore.

Intanto il senatore dal suo pulpito definisce l’informazione viziata poiché ci si ostina a invitare a esprimersi anche propagandisti di Putin che non avrebbero diritto a parlare. Perciò nella democrazia 2.0 sempre più deviata verso il totalitarismo, esiste un solo tempio della verità le cui divinità stanno nella amministrazioni americane e nei servizi israeliani. Entrambe ci indicano chi può esprimersi, chi bisogna arrestare e chi no, e sempre per caso i sovversivi letali sono coloro che non condividono posizioni americane e israeliane.

Ciò indipendentemente dal fatto evidente che gli Usa hanno estremizzato un codice comportamentale che contempla difendere i propri interessi e calpestare indifferentemente quelli altrui compresi quelli dei suoi alleati. Invece il codice dello stato di Israele contempla il genocidio su cui in Italia è vietato sollevare accezioni se si ha peso mediatico, pena la condanna di antisemitismo.

Le risibili classi dirigenti italiane, più in generale quelle inguardabili europee, hanno deciso che rinunciare alla sovranità degli Stati membri oppure evocarne il fantasma sia meglio che lottare per emanciparsi dall’occhio strategico di Washington; perciò ne assecondano ogni capriccio. Com’è noto gli Usa da ben prima del Febbraio 2022, caratterizzato dalla guerra in Ucraina e il contestuale servilismo mediatico che di democratico ha propriamente NULLA, hanno fatto quanto possibile per deteriorare le relazioni commerciali Ue con Russia e Cina. Un asse europeo orientale avrebbe senza meno indebolito enormemente economia e rappresentatività Usa nel mondo ma garantito stabilità e maggior benessere dal bacino europeo allo stretto di Bering tagliando completamente fuori Washington.

La Ue, piuttosto che mostrare consapevolezza di sé e imporsi come mediatrice reale negli scenari destabilizzati ucraini ha scelto di rinnegarsi per servire gli Usa assumendo agli occhi della comunità internazionale i connotati dell’ipocrita irredimibile che ammicca a Israele, offrire al mondo lezioni di morale e civiltà mentre ringhia verso Mosca e sventola il suo palmares di orrori storici impreziosito con due guerre mondiali dimenticate e una terza nuova nuova in incubatrice.

L’informazione dunque secondo il protocollo propagandistico occidentale tanto caro a Carlo Calenda e disturbati vari, sia tale che il cittadino non dubiti sulla bontà e legittimità di intenti di istituzioni extranazionali che mirano democraticamenteh a controllare pensiero e reazioni dei cittadini.

Essenzialmente Calenda fa parte della scuola di imbecillità che ama indicarci la strada verso una società di rimbambiti che oppressi dall’incombenza di sopravvivere ignorino i loro diritti fondamentali, compreso quello ad essere informati DEGNAMENTE da media plurali, non botteghe di regime frequentate da pappagalli decerebrati il cui obiettivo è convincerci che i bolscevichi sono arrivati alle porte di casa nostra.

Invece Il Pluralismo nella democrazia di Calenda non esiste, vizia l’informazione e diventa pericoloso come chiunque usi il rpoprio cervello. Ma a Calenda non passa per la testa che il diritto all’informazione è contemplato nella Costituzione scritta dai padri fondatori non da piscialetto come lui. ( Art 21: “ Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” Se la Costituzione è ancora valida nel nostro Paese e Calenda permette, invitare propagandisti di Putin non è un viziare l’informazione e rovinare la democrazia ma è sostanzialmente applicare l’art 21 della Costituzione dato che tutti, compresi coloro che non la pensano come lui, hanno diritto di manifestare il proprio pensiero.

Conclusione: media e democrazia non hanno bisogno dei permessi di Carlo Calenda, al massimo Carlo Calenda ha bisogno di un cervello nuovo, pare l’abbia perduto e non vene sia traccia, aiutatelo a ritrovarlo.