L’errore capitale degli Stati Uniti è di aver spinto la Russia nelle braccia della Cina

(di Lucio Caracciolo – repubblica.it) – La differenza tra la Cina e l’America è che i cinesi non sono in vena suicida, gli americani sì. Nella competizione per il primato mondiale Pechino avanza anche da ferma perché Washington arretra sparandosi sui piedi mentre cerca di rifarsi grande con un Paese depresso e spaccato. L’errore capitale degli Stati Uniti è di aver spinto la Russia nelle braccia della Repubblica popolare. Estricarla da quell’abbraccio, come vorrebbe Trump, per volgerla contro la Cina oggi non è realistico.
Gli Stati Uniti hanno sempre avuto bisogno di un Nemico mortale, fosse la Germania, il Giappone o l’Unione Sovietica. La stranissima coppia Mosca-Pechino è decisamente troppo per questa America in lotta con sé stessa. Ma a Trump non basta: «Il nemico è dentro casa».

Non si è mai visto nella storia un ex Numero Uno che per riconquistare l’egemonia decida di confliggere contemporaneamente con il Due (Cina) e il Tre (Russia) mentre divide e snobba gli “alleati” euroatlantici e, non contento, aggiunge alla lista il nemico di dentro, cioè gli americani che minaccerebbero la purezza della nazione. Tra cui lo Stato profondo, da purgare dei suoi agenti inaffidabili nei vertici militari, nell’intelligence e nelle varie tecnocrazie.
Questo elaborato harakiri è maturato in un decennio, dopo che prima Bush e poi Obama ebbero respinto l’improbabile tentativo di Putin di agganciare la Russia al carro occidentale quale soggetto autonomo. La svolta è nel 2014, quando gli apparati americani cavalcano a Kiev insieme ai britannici la rivolta contro il presidente filorusso Janukovic. Sfociata nel colpo di Stato patrocinato dalla pasionaria neocon Victoria Nuland in chiave antirussa e antieuropea al grido di «Fuck the Eu!».
Da allora la Cina si è trovata la porta spalancata. Via libera alla formazione di una vastissima area di influenza in Eurasia e nel mondo. A partire dall’area postsovietica, tra “stan” centroasiatici e Federazione russa. Profittando dell’avventurismo di Putin, che si è cacciato nella guerra di Ucraina finendone ridotto a junior partner di Xi.

Eccoci in piena transizione geopolitica. Gli esiti di medio e lungo periodo restano imprevedibili. Ma la somma algebrica del suicidio americano e della conseguente espansione della potenza cinese esclude il ritorno al passato. L’impero globale a stelle e strisce inclusivo di una Cina americanizzata, sognato a cavallo del millennio dalle élite di Washington, era e resta utopia. Distopia per Trump, convinto che il globalismo abbia fragilizzato la nazione.
Il progetto di volgere in liberaldemocratico il regime cinese ammettendo Pechino nell’Organizzazione mondiale del commercio (2001), volgarizzazione neomarxista del primato dell’economia sulla (geo)politica, ha prodotto l’esatto opposto. Il regime americano volge verso un autoritarismo di tono plutocratico mentre divide la nazione su base razziale, giocando bianchi contro ibridi, colorati e immigrati in genere. Quello cinese è molto più chiuso di vent’anni fa e poggia su un sentimento patriottico forse declinante fra i giovani ma robusto.
Il rovesciamento è totale anche in campo economico. Trump punta sull’industria per costruire un capitalismo nazionale che privilegi la sicurezza sul profitto, dopo la sbornia di servizi e digitale, smaterializzati dall’ideologia neoliberista. Quasi l’intelligenza artificiale sia categoria dello spirito. Così aderisce in grave ritardo al dogma cinese, per cui la produzione industriale resta fondamento della ricchezza e della potenza. Mentre scopre che la scalata della Cina verso le vette dell’alta tecnologia molto deve alla sua diaspora di scienziati, tecnologi, ingegneri e matematici formata negli States, oggi largamente al servizio dell’impero rosso. Anche dall’interno di aziende “americane”.
Agli storici del prossimo secolo indagare le cause profonde di tanto singolare congiuntura. Una ci sentiamo di anticipare: il gap culturale. Mentre i cinesi si dedicavano a studiare l’America e il mondo per trarne profitto economico e geopolitico, gli americani si pretendevano automaticamente sovraordinati alla Cina e al resto dell’umanità. Da redimere in quanto detentori di sapienza e verità. Per questo rinviamo al bel saggio di Alessandro Aresu La Cina ha vinto. Vedremo: l’arroganza potrebbe giocare brutti scherzi a Xi. Ma che l’America abbia perso combattendo l’America, questo ci pare evidente.
Se non li puoi combattere, fingi di farteli amici.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Caracciolo stai attento alla suscettibilità dell’ editore dopo quello che hai scritto in questo articolo. Non è mica plausibile che su Repubblica venga scritto nero su bianco che quello di Euromaidan fu un colpo di stato . Adesso se lo legge Calenda sono c..acidi.
"Mi piace"Piace a 2 people
Il merito dei cinesi sta nel fatto che, essendo sempre stati considerati inferiori dagli europei e dagli statunitensi, hanno scelto di studiarci a fondo per comprendere meglio quella che, ai loro occhi, appariva quasi una bizzarria culturale. Per loro, infatti, la propria civiltà non era affatto inferiore alla nostra. Questo atteggiamento ha finito per avvantaggiare i cinesi, mentre noi, non avendoli mai realmente considerati né studiati né tantomeno cercato di capirli, ne abbiamo tratto svantaggio. In sostanza, mentre loro si sono sforzati di comprendere noi, noi abbiamo ignorato la loro ricchezza e la loro prospettiva.
"Mi piace"Piace a 1 persona
“La svolta è nel 2014, quando gli apparati americani cavalcano a Kiev insieme ai britannici la rivolta contro il presidente filorusso Janukovic. Sfociata nel colpo di Stato patrocinato dalla pasionaria neocon Victoria Nuland in chiave antirussa e antieuropea al grido di «Fuck the Eu!».
Lucio… prima di scrivere cose del genere hai chiesto a JD?
"Mi piace"Piace a 1 persona
oh signur, soliti fumogeni, bengala,miccette,zucchero filato e trapezisti.
E la Cina a chi la vende la sua mercanzia adesso che il mondo è spezzato? a qualche centinaia di milioni di indiani che vivono con una rupia al giorno?
O alle massaie della steppa siberiana che si nutrono di patate e sardine?
Madre mia,se questo è l’analista con più esperienza siamo a cavallo.
"Mi piace""Mi piace"
a leggerti sembra che tu abbia sempre la verità in tasca,
se le tue analisi sono corrette dovresti, visto il tuo lavoro, essere ultra milionario, come siamo messi a patrimonio?
"Mi piace"Piace a 1 persona
Le mie tasche sono vuote,quindi non vi sono neanche le cag@te.Tu sei uno che accumula?Domanda retorica,la risposta è scontata.
"Mi piace""Mi piace"
pià che altro non mi sono mai affidato ad analisti come te.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Bene,continua a non farlo e smetti di leggermi.
Chi ha bisogno di “affidarsi” vuol dire che è un debole che per stare in piedi ha bisogno del cervello altrui. Mi sembra tutto normale in questo caso.
"Mi piace""Mi piace"
presuntuoso
"Mi piace""Mi piace"
presuntuoso: dal latino praesumptuosus:“che si sente superiore”.
Lo sono così tanto che tu sei venuto a cercare il confronto con me e a provare ad importi, non io con te. Trova quello giusto a cui dare le tue lezioncine.
"Mi piace""Mi piace"
sborone, con la testa piena di cag@te,
se posti è perchè VUOI essere letto,
quindi ti prendi anche le critiche, altrimenti non postare.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Se posto è perchè voglio colazioni gratis.
Tu e la parola “critica” andate d’accordo come Superman e la Kriptonite.
Tu vai d’accordo mevigliosamente con la parola “vino”,”grappa” ed affini. Vai a farti un giro in paese…è meglio:almeno lì ti conoscono tutti.
"Mi piace"Piace a 1 persona
hhuuummm permaloso oltretutto.
e pensare che è partito tutto dalla tua derisione dell’articolo di Caracciolo,
ma pretendi di non essere letto,
interessante…
"Mi piace"Piace a 1 persona
Permaloso? diabetico e divertito vorrai dire.
tranquillo, leggimi pure e continua a prendere spunto…altrimenti due righe sensate in croce fai fatica a scriverle…l’ho capito fin da subito…circa 3 anni fa.
quello che è mio … è tuo,fratello.
"Mi piace""Mi piace"
brother, deciditi,
ho il tuo permesso di leggerti e magari percularti per le tue cag@te?
oppure ho il tuo anatema?
"Mi piace""Mi piace"
@maresciallo Adriano58
permesso accordato
"Mi piace""Mi piace"
hahaha, grazie.
tu sei quello più basso?
"Mi piace""Mi piace"
io sono il pneumatico “gonfiato”(cit)e presuntuoso.Per oggi ti saluto maresciallo
"Mi piace""Mi piace"
Vai così, Carletto! E mi raccomando, attento a non fumare troppo 😀
"Mi piace""Mi piace"
Aldilà dell’articolista che riesce bene nell’arte di esporre quelli che sono secondo lui i temi portanti lasciando un po’ tutti col cerino in mano io mi pongo e spero anche altri il problema del che cosa ci aspetta.
Non mi fa piacere pensare ad un futuro che più incerto non si può, e dovermi consolare col fatto che gli americani (quali? tutti?) farebbero la guerra a sé stessi e aprirebbe vallate immense alle possibilità dei cinesi (quali? tutti?).
E che da questo rovinoso e portante al fallimento percorso otterrebbero (gli americani, quali? tutti?) l’esatto contrario dell’obiettivo iniziale: ridurre la potenza strategica ‘russa’.
Neanche al gioco di società risiko è possibile l’annientamento del ‘nemico’.
Per cui preferisco pensare che, come tanti altri, per scrivere un articolo, e penso campare del compenso economico lavorativo, se non si hanno argomenti ‘solidi’ qualcosa si ‘fantastica’.
Ora se lo fa il mio amico ortolano che sa meglio di me quanto devono essere lunghe le carote per non perdere sapore è una cosa.
Che lo faccia l’autore è un’altra.
Racchiudere milioni persone all’interno di un ragionamento che le equipara tutte uguali, non fa differenze, ognuna con lo stesso cervello dell’altra, addirittura etnicamente costrette alla eguaglianza, modo di vivere , modo di curarsi, modo di acculturarsi tutto insieme tagliando l’aria con l’accetta.
Nella nostra piccola patria, paese, nazione, asilo mariuccia se chiedi ad uno di Vulcano che vive da sempre con le vibrazioni dello stesso cosa e quanto gliene interessi del percorso del TAP e delle conseguenze ambientali dello stesso in Puglia bisognerebbe ricorrere ai numeri immaginari per calcolarne l’entità numerica.
Non oso pensare al risultato di una domanda con lo split al contrario.
Se prendi un basco e gli fai sentire quanto sono vicini un sudtirolese e un trapanese, cosa condividono se non chiama la neurodeliri è solo perchè ce ne vorrebbe una specializzata specifica cadauno e spedirla a soccorrere l’opposto.
Da noi.
Stabilire cosa ogni russo, ogni cinese, ogni americano conosca, condivida, apprezzi, contesti il tutto in 100 righe di un articolo scritto in un giornale neanche troppo diffuso nel mondo rasenta il voler compiere il giro della nostra galassia in massimo due ore.
Il brutto è che non sappiamo chi dovrebbe essere il gestore della situazione.
Chi dovrebbe fermare la corsa alla catastrofe?
Popolo, leader, papa, mago zurlì?
Ma mi mica si può dire tutto, se no domani che cosa scrivo?
Consiglio spassionato: ponete la domanda a Copilot o Lens alla versione cinese o a quegli ambiti di Artificial Intelligence che preferite utilizzare.
Chiedendogli cosa è prevedibile che accada, cosa è augurabile che accada, cosa è impossibile che accada.
Io lo eseguo in continuazione e il responso che non è certo la soluzione, allontana da questo contesto alla velocità della luce.
Volenti o nolenti ogni ora che passa siamo tutti, coscienti o ignoranti, in mano ad un sistema che auto modifica sé stesso a nostra completa insaputa.
La guerra vera è quella nascosta che si combatte ormai da più di tre anni, almeno, tra entità sovranazionali che partono dagli stati più potenti nel mondo ma che abbracciano e coprono l’intero pianeta.
La Cina non è tanto più ‘buona’ della feroce USA.
Le aziende coinvolte nel vortice sono un po’ Cinesi e un po’ americane, e un po’ israeliane, e un po’ giapponesi, un po’ europee.
La Russia ne è stata esclusa, per via delle vere pesanti sanzioni, e può solo continuare a procedere nel modo ‘preistorico’ che è l’unico che gli resta: più terra conquistata uguale più potere, dagli egiziani ai colonizzatori inglesi, spagnoli, italiani, belgi e compagnia cantante.
Continuando a spostare il boccino quando le bocce sono ferme.
Un russo che tende la mano ad un ucraino per permettergli di vivere in modo decente equivale ad un israeliano che compie la stessa azione verso un arabo, palestinese o meno: esiste solo nella fiera dei sogni.
Ci penseranno i sistemi AI senza controllo come in parte sta già accadendo.
Noi non volendo.
"Mi piace""Mi piace"