
(Tommaso Merlo) – Le lobby non sono riuscite a fermare Mamdani, neanche quella sionista che a New York ha la sua roccaforte americana. Perfino moltissimi ebrei hanno votato per quell’immigrato musulmano dal sorriso accattivante. Altro che jihadista e comunista, siamo al primo leader dell’era cosmopolita in cui certi muri mentali non reggono più. Conta l’essere contro un sistema corrotto anche moralmente, contano i prezzi del supermercato, degli affitti e una qualità della vita sempre peggiore per colpa di un sistema consumista che ti sprona a sudare e accumulare per qualche miraggio materiale e poi ci si ritrova tutti con stipendi e pensioni da fame a guardarsi attorno come ad una festa malriuscita mentre i miliardari se la godono comandando al posto dei popoli. Una perversa lobbycrazia che politicanti perbenisti e burattini assortiti, non hanno né l’interesse né la forza di cambiare perché al di là delle prossime elezioni e della loro carriera, è nebbia fitta. Servono persone ed idee nuove che propongono con coraggio scelte radicali. Come Mamdani che ha parlato di cose concrete e si è proposto come cittadino tra i cittadini, rifiutando d’inginocchiarsi anche davanti alla potentissima lobby sionista osando affermare che arresterebbe Netanyahu se passasse da Times Square. E per questo è stato assalito brutalmente da schiere di politicanti e giornalisti venduti che han fatto a gara ad imbrattarlo. Tutti terrorizzati dalla libertà che loro hanno barattato per quel misero scranno. Tutti terrorizzati dalla verità anche su come si sono ridotti. E tra loro anche molti democratici che han mal digerito quel giovane alieno colpevole di fare politica davvero, e cioè dal basso e col favore popolare invece che delle lobby. Fuori dagli schemi anche mentali. La buona notizia non è tanto che Mamdani abbia vinto, ma che la lobbycrazia è battibile. E se lo è nella capitale cosmopolita del turbo capitalismo, figuriamoci nelle malconce colonie americane. Le nuove tecnologie hanno cambiato le regole del gioco rendendo soldi, manipolazioni mediatiche mainstream e mafie lobbistiche inefficaci. I cittadini si stanno poi emancipando da rigurgiti ideologici ed identitari alimentati ad arte dai politicanti per dividerli e aizzarli gli uni contro gli altri. Cittadini talmente delusi ed esasperati da sposare senza esitazioni progetti innovativi e davvero alternativi. Bastano valori seri, buone idee e dai mamdani che mandino tutti gli stramaledetti cuomi ed i loro sponsor in pensione. Una rivoluzione mirata a ristabilire la normalità democratica e cioè che il potere ritorni saldamente al popolo e serva i suoi bisogni invece che quelli lobbistici. Ma il sistema non si arrende così facilmente. Adesso Mamdani lo boicotteranno in tutti i modi nei palazzi, impedendogli di realizzare le sue idee per dare una lezione a tutti coloro che votandolo hanno osato pensare sia possibile cambiare. Bisogna poi vedere le reali capacità di Mamdani, un conto è scaldare i cuori della gente, un altro amministrare. Si è visto con Obama, una delle delusioni più deprimenti della storia moderna che ha insegnato come la bontà di un progetto politico si misura in risultati concreti. Già, il sistema perseguita i mandami di turno fino a renderli innocui o riassorbirli, ma non bisogna arrendersi, la storia procede così. A balzi in avanti, rinculi e lunghi stalli. Ma prima o poi riparte, come successo a New York, la capitale cosmopolita del turbo capitalismo, dove i cittadini sono riusciti a sconfiggere perlomeno nelle urne la perversa lobbycrazia. Confermando che è quella la strada del cambiamento, ieri come oggi. Quella di progetti anti sistema che dal basso propongono con coraggio idee nuove e radicali. La vittoria di Mandami è solo un segnale, ma di speranza e anche per noi delle malconce colonie americane. La perversa lobbycrazia è battibile, ma dobbiamo rimboccarci le maniche se vogliamo una politica degna e una democrazia vera.
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Tanta bella e gradevole retorica per concludere che bisogna rimboccarsi le maniche.
Per conto mio bisognerebbe semplicemente accendere il cervello e prendere decisioni in base ad accadimenti reali e non a promesse pompose. Non per niente i governi destrorsi preferiscono poche scuole private per l’élite limitando i finanziamenti per le scuole pubbliche.
Comunque, resta positivo che a New York abbia vinto un soggetto estraneo all’establishment.
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secondo me questo dura poco, ed ho anche dei dubbi sulla vittoria express di questa persona che fino a pochi tempo fa era sconosciuta ai newyorkesi (figurarsi a noi italiani), poi per quanto me ne possa fregare meglio lui che cuomo
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Per Merlo, Mamdani appare come un “underdog”, un outsider proveniente da un qualche ghetto e che conquista la fiducia dei diseredati con promesse di riscatto che solo in parte può controllare essendo sindaco, non governatore e men che meno presidente.
Mamdani non viene affatto dai ghetti di New York: suo padre è un professore alla Columbia University e sua madre una regista-produttrice cinematografica laureata ad Harvard.
Insomma, non proprio un “orfanello anti-lobby”. Pensare che un vero outsider possa arrivare a fare il sindaco di New York è da ebete autentico.
La politica, anche quella che si presenta come “dal basso”, resta un gioco per chi dispone di reti, visibilità e capitale anche culturale.
Ma si sa, tutto si vende; basta una buona etichetta. Fumo autentico, confezionato bene.
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” Quella di progetti anti sistema che dal basso propongono con coraggio idee nuove e radicali.” Idee che il M5S in origine aveva e che ora sembra abbia abbandonato.
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😏
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Grazie a a Dio tra i miei tanti vizi non c’è mai stato il gioco d’azzardo, ma se fossi un giocatore mi giocherei TUTTO ( anzi mi indebiterei pure ) sul fatto che per i newyorkesi più bisognosi non cambierà una ceppa.
Questo nuovo coniglio tirato fuori dal cilindro dei (finti) democratici ha evidentemente studiato parecchio alla Cetto Laqualunque University, almeno stando al tenore delle sue assurde promesse elettorali.
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soros ha pagato la campagna
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