
(di Giovanni Valentini – ilfattoquotidiano.it) – “Non siamo alleati del Pd, ma stiamo creando un progetto politico per mandare a casa Meloni” (Giuseppe Conte, presidente del M5S, alla Festa del Fatto Quotidiano, 14 settembre)
La photo opportunity di Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni, scattata alla Festa di Avs, può segnare un inizio o una fine. In inglese, opportunity significa letteralmente opportunità, occasione, possibilità. E in questo caso sarebbe senz’altro un fatto positivo, l’avvio di un processo di integrazione e aggregazione che può portare finalmente a costituire l’Intesa Progressista: un’alternativa alla destra, in grado di contenderle la guida del Paese. Ma non basta una foto, e non basta un “progetto”, per fare una coalizione. Quell’opportunity potrebbe risultare un fatto negativo se volesse dire opportunismo, una scelta di compromesso, un matrimonio di convenienza: cioè, una foto, un evento o un’occasione creati ad arte, per ottenere un effetto mediatico e propagandistico. C’è solo un modo per evitare un tale rischio. Ed è quello di passare dalle immagini e dagli slogan agli atti concreti, elaborando e presentando agli elettori un programma di governo articolato in 10-12 punti fondamentali. Non spetta ai giornalisti indicarli uno per uno, anche perché questi dovrebbero essere – appunto – il risultato di un confronto e di una condivisione. Limitiamoci perciò a citare solo qualche titolo, da approfondire e articolare.
Tempo fa, da queste colonne, avevo proposto al Movimento 5 Stelle un “programma L.A.I.C.O.”, usando quell’acronimo per dire Lavoro, Ambiente, Informazione, Coesione sociale, Ordine civile. E questa potrebbe diventare, con l’aggiunta oggi di una politica estera il più convergente e omogenea possibile, la piattaforma programmatica di tutta la coalizione progressista.
Il lavoro è senz’altro la prima priorità da affrontare. Non solo perché è contemplato nell’articolo 1 della Costituzione. O perché assistiamo, purtroppo ogni giorno, alle cosiddette “morti bianche”. Ma perché il lavoro deve garantire vita, sicurezza sociale e dignità alle persone e alle famiglie. L’ambiente è l’ecosistema in cui viviamo. E senza la salvaguardia del patrimonio naturale non c’è sopravvivenza. Nella prospettiva di un “ambientalismo sostenibile”, bisogna risolvere la questione energetica con il rilancio e la diffusione delle fonti rinnovabili, anche per favorire la competitività delle nostre imprese. Informazione. Qui occorre una riforma organica del settore: editoria e tv. Purtroppo, a giudicare dalle proposte presentate in Parlamento dalla maggioranza e anche dall’opposizione, la tanto auspicata riforma Rai rischia di diventare un’occasione mancata. Auguriamoci che l’applicazione del Media Freedom Act europeo riesca a tutelare l’autonomia e l’indipendenza dei mezzi di comunicazione, e in particolare di quelli pubblici, dal potere politico. Coesione sociale significa, innanzitutto, riduzione delle disuguaglianze economiche in nome della solidarietà. Tra Nord e Sud, tra Regioni più ricche e Regioni più povere. Al primo punto, c’è la difesa del Sistema sanitario nazionale. Poi la scuola e l’educazione civica. L’ordine pubblico, inteso come sicurezza dei cittadini, deve contemplare un effettivo contrasto ai femminicidi, oltre a una disciplina e a una gestione dell’immigrazione irregolare.
Per guidare infine una coalizione progressista, valorizzando i motivi che uniscono e superando quelli che dividono, è indispensabile una leadership autorevole e condivisa. E questa si può individuare attraverso le primarie di coalizione, magari sotto il controllo di un comitato di garanti. È un passaggio obbligato, di confronto e di verifica, per rimettere il principio di maggioranza direttamente nelle mani degli elettori e contrastare il fenomeno dell’astensionismo.
Opportunità o opportunismo ? Cosa ci mettiamo dentro quel progetto? Oggi il problema dei problemi viene dal rapporto con il resto del mondo . L’ economia e quindi il benessere dei cittadini è indissolubilmente legato agli eventi geopolitici ,quindi si conflitti in atto e al sorgere di equilibri nuovi nello scacchiere internazionale . Non mi sembra che sui temi succitati vi sia convergenza tra M5S e PD. Ove ci fosse bisognerà vedere chi ha ceduto e chi ha imposto la propria visione.
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Il campo largo per approssimazioni successive…
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Già la premessa è ridicola: “Non siamo alleati del Pd, ma stiamo creando un progetto politico per mandare a casa Meloni“. Conoscete qualche normale cittadino che vi incontri e vi dica: stanotte non ho dormito per pensare a come mandare a casa la Meloni! Rispondo io: no.
Ai cittadini serve una speranza, un progetto si ma di eguaglianza, una politica che faccia loro avere una visione che guardi giù sotto, al popolo e non guardi su in alto, ai massimi sistemi.
Per puntare a “Lavoro, Ambiente, Informazione, Coesione sociale e Ordine civile” serve semplicemente copiare la Cina: concentrarsi sull’interno e se non si può pacificare, disinnescare l’esterno: intervenendo il meno possibile! Il PD ha dimostrato questo? No. La sua storia dice questo? No. Tant’è che si chiama come un partito a 10.000 kilometri da noi.
Dire mandiamo a casa la Meloni è un banale slogan che dipinge di ridicolo solo chi lo pronuncia. La Meloni lì da molto ma sono soltanto tre anni e non è lei il problema dell’Italia. Nonostante ella non rappresenti per niente la mia storia, molti di noi hanno ringraziato il cielo che non vi fosse un Dem a gestire la tensione con la Russia. Oggi potremmo ritrovarci un Italia allineata ai volenterosi solo per fare dispetto a Trump, o aver già promesso la ‘no-fly zone’ al dittatore ucraino Zelensky, fatta con i formidabili “F-35 italiani, abbattono tre Mig-31 Russi sui cieli dell’Estonia” come ha titolato trionfalmente per quasi un giorno intero, prima di correggersi, l’edizione online e filo-dem del Sole 24 Ore! O potremmo avere una Picerno al posto di Tajani. Quello si che, come dice sempre quest’ultimo, sarebbe: Inaccettabile! Potremmo avere un Paolo Gentiloni Commissario Europeo per gli Affari Economici come già lo è stato che promette altri 1000 Miliardi di riarmo a beneficio dei soliti Germania, Rep. Baltiche e Ucraina!
Se davvero questi quattro sprovveduti, in un perfetto stile democristiano, vogliono tirare dritto fino alle elezioni senza spiegare, non solo come mandare a casa la Meloni, cosa di cui non frega un c* a nessuno, nemmeno agli ex fasci, ma come fare insieme con persone convincenti a invertire la rotta delle politiche sociali e industriali dell’Italia e in quota parte anche dell’Europa … Bè, allora auguri! La Meloni dorma tranquilla.
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