Finanza di guerra. Dopo la richiesta di Bruxelles, la Banca europea ora può investire nel comparto degli armamenti. Crediti aumentati già di sette volte

(di Nicola Borzi – ilfattoquotidiano.it) – Non c’è economia di guerra senza finanza di guerra. La Ue lo sa benissimo: così nei piani di difesa continentale un nuovo spazio è assegnato alle banche e agli strumenti di investimento nella corsa al riarmo. Un ruolo fondamentale è stato assegnato alla Banca europea degli investimenti (Bei). Sinora la sua missione era di reperire ed erogare finanziamenti, garanzie e assistenza tecnica a investimenti mirati a sostenere gli obiettivi politici dell’Unione, quali sviluppo economico-sociale, coesione regionale, azione per il clima, digitalizzazione e innovazione, agricoltura, infrastrutture sociali, progetti esteri, impulso ai mercati dei capitali in Europa. Ma il bilancio 2024 della banca segna una svolta; al centro, per la prima volta, c’è anche il sostegno alla sicurezza e alla difesa dell’Europa e senza tetti predefiniti ai finanziamenti, che saranno fissati di anno in anno.

La foglia di fico per aggirare i divieti statutari della Bei di sostegno diretto al riarmo, vietati “dall’attuale elenco” delle operazioni escluse, era sinora l’investimento solo in tecnologie dual use, utilizzabili tanto in ambito civile quanto militare. Ma secondo il bilancio 2024 dell’istituto, “in futuro, gli investimenti in infrastrutture e attrezzature destinate a uso militare o di polizia all’interno della Ue non saranno più soggetti al requisito dual use. Questa modifica consentirà il finanziamento di progetti strategici su larga scala nella Ue, tra cui caserme e depositi, veicoli terrestri e aerei, droni ed elicotteri, radar e satelliti, avionica avanzata, propulsione e ottica, protezione delle frontiere terrestri, mobilità militare, infrastrutture critiche, sminamento e decontaminazione, spazio, sicurezza informatica, tecnologie anti-jamming, equipaggiamenti militari, protezione delle infrastrutture dei fondali marini e ricerca”. Fuori della Ue, la Bei continuerà invece a usare il requisito dual use per finanziare infrastrutture e attrezzature destinate a scopi militari o di polizia. Gli investimenti diretti in munizioni continuano invece a essere esclusi e, a oggi, non vi sono proposte per modificare questa esclusione.

È una mutazione radicale per l’istituto di credito sovranazionale fondato nel 1957 dal Trattato di Roma come braccio finanziario delle Comunità europee. Mutazione che, d’altronde, segue quella in atto in tutte le istituzioni comunitarie, sempre più lanciate sul riarmo.

Al mandato di gestire i fondi InvestEu ora la Bei affianca quello sul Fondo europeo per la difesa (Fes) nell’ambito dei “settori abilitanti”. Tra risorse proprie e del Fes, dispone di 175 milioni per finanziare strategie che includono soluzioni e tecnologie dual use (a duplice uso civile e militare) per “accelerare l’evoluzione della base tecnologica e industriale europea” nell’ambito del Programma di investimento azionario nella difesa (Def) lanciato a gennaio 2024 a sostegno di piccole e medie imprese e startup.

Inoltre, con la propria Iniziativa strategica europea per la sicurezza (Sesi), per il periodo 2022-27 la Bei ha già stanziato finanziamenti per 8 miliardi: dall’inizio della guerra in Ucraina a fine 2024 gli accordi di finanziamento firmati hanno già superato i 2,5 miliardi, di cui 1,2 miliardi nel 2024, in crescita di oltre il 70% dai 700 milioni del 2023. I progetti dual use finanziati sinora includono, tra gli altri, la mobilità militare, le infrastrutture critiche, le tecnologie spaziali e i droni. Il tutto è stato consentito dal fatto che, a maggio 2024, il Consiglio di amministrazione della banca ha approvato il Piano d’azione per l’industria della sicurezza e della difesa, che includeva un escamotage estensivo della definizione di dual use: “I progetti ammissibili al finanziamento nel settore della sicurezza e della difesa non devono più ricavare oltre il 50% dei ricavi previsti dall’uso civile”. Sempre a maggio 2024, il gruppo Bei ha istituito un Ufficio dedicato alla sicurezza e alla difesa e uno sportello unico per un supporto finanziario semplificato e l’assistenza di esperti per gli investimenti nel settore.

Tramite questa manovra, a dicembre 2024 il Cda della Bei ha avviato un programma di finanziamento da 1 miliardo per fornire credito e garanzie per finanziare gli investimenti e il capitale circolante delle piccole e medie imprese attive nelle catene di approvvigionamento europee per la sicurezza e la difesa. Ma non basta: ancora il 21 marzo scorso, il Cda della banca ha approvato una serie di misure volte a rafforzare ulteriormente il finanziamento per la sicurezza e la difesa europee. Il tutto deriva dal mandato che il Consiglio europeo straordinario del 6 marzo ha impartito alla Bei: “Adattare ulteriormente le proprie pratiche di prestito all’industria della difesa, rivalutare l’elenco delle attività escluse e aumentare il volume dei finanziamenti disponibili nel settore della sicurezza e della difesa”. Così sarà ampliato anche l’ambito delle attività ammissibili ai finanziamenti Bei. E la finanza di guerra può accelerare.