(Tommaso Merlo) – In attesa della fumata bianca, lo scenario è desolante. Bergoglio era l’unico che credeva davvero alla pace mentre i cosiddetti leader del mondo sono tutti guerrafondai. Investono in armi, alimentano nemici e minacce e chi parla di pace viene etichettato come debole e ingenuo. Peccato che sia esattamente l’opposto. Per capirlo basta pensare ai veri leader del secolo scorso, coloro che hanno fatto la storia. Tipo Mandela che con la forza del perdono ha piegato l’apartheid, Gandhi che ha sconfitto l’impero inglese a piedi nudi, Madre Teresa esempio di umanità universale, Martin Luther King martire dei diritti civili. Sono loro i giganti dell’umanità ed hanno in comune il rifiuto della violenza e quindi della guerra. Ma non erano affatto dei deboli, anzi. Hanno rischiato in prima persona, fino a pagare anche con la vita. Interpretando la loro esistenza come una missione, non arrendendosi mai nonostante l’odio e il dileggio. E coi risultati storici che hanno raggiunto, sono tutto tranne che degli ingenui. Deboli ed ingenui sono invece i cosiddetti leader di oggi che aizzano guerre del tutto inutili dai loro divani e non si assumono nemmeno le responsabilità dei loro disastri. Deboli, ingenui e pure ipocriti. Lo insegna Bergoglio come i grandi del secolo scorso, i veri leader sono motivati dal bene comune e non personale o di parte. Non ripetono quello che gli conviene, non fanno propaganda, non sono conformisti, ma coerenti con le loro convinzioni ed hanno il coraggio di essere scomodi. I veri leader hanno una visione universale e invece di sfruttare le differenze uniscono ed invece di sfruttare le paure spronano a vincerle. Dando l’esempio, non a chiacchiere. Per questo vengono ricordati. Ciò che si semina con amore cresce, tutto il resto scompare miseramente. È storia. Coloro che hanno insanguinato il mondo, hanno lasciato alle loro spalle solo cumuli di cenere. Da vivi urlavano certi delle loro ragioni, promuovendo ideologie, imbastendo regimi e trovando ragioni imprescindibili per ammazzare altri esseri umani ed imporre la loro volontà. Ragioni che in breve tempo si sono rivelate deliri egoistici. Con intere generazioni di giovani decimate per un confine che oggi non significa più nulla, per idee a cui oggi non crede più nessuno, per nemici che esistevano solo nella loro testa. Eppure eccoci qua, avviati verso la terza guerra mondiale con chiunque osi parlare di pace etichettato come debole e ingenuo. Facile prevedere come andrà a finire tra qualche anno. Dopo l’ennesima carneficina, il mondo ricomincerà a girare finché anche le presunte regioni di quel conflitto si riveleranno assurde. E nel giro di qualche anno nessuno si ricorderà più di gente come Macron e Starmer che oggi girano con in mano taniche da gettare sul fuoco ucraino e tantomeno di chi fosse Zelensky. E nessuno si ricorderà nemmeno i nomi dei tecnocrati di Bruxelles che in balia di psicosi belliche calpestano le ragioni fondanti dell’Europa. E nessuno si ricorderà dei politicanti nazionali che si accodano ai walzer geopolitici per meschini tornaconto. Anche di Trump non rimarrà che il cattivo esempio soprattutto personale, verrà usato per dimostrare l’importanza di superare certi traumi infantili e che votare è una cosa seria. Anche di Putin non rimarrà nulla, si aggiungerà alla lista degli zar che per difendere il loro regno replicano da secoli le solite ricette fatte di accentramento, gerarchia, oppressione del dissenso ed ovviamente di guerra come collante esistenziale. Netanyahu verrà invece aggiunto alla lista dei criminali di guerra e rispolverato giusto come uno dei tanti ripugnanti esempi del male che può generare il fanatismo ideologico. Già, verranno dimenticati tutti i protagonisti delle guerre in corso e di quella mondiale che stanno preparando. Tutti tranne Bergoglio, in quanto vero leader e l’unico a credere davvero nella pace. È storia. Ciò che si semina con amore cresce, tutto il resto scompare miseramente.