Serbia, Bosnia e Kosovo: problemi irrisolti – Il pericolo è vicino. Oggi la Russia è molto più forte di quando a cavallo degli anni Novanta collassò l’Urss e bombardammo Belgrado

(Di Massimo Fini – ilfattoquotidiano.it) – Mentre tutti gli occhi sono puntati sulla guerra russo-ucraina, che peraltro va a finire perché Trump non solo non manda più armi e denari a Kiev, ma nemmeno informazioni strategiche, e a difendere l’Ucraina è rimasta ormai solo una Ue disunita e disarmata (a eccezione della Gran Bretagna che però della Ue non fa parte) sta per riesplodere la polveriera dei Balcani che rischia di coinvolgere Stati europei che sono ben più vicini a noi che l’Ucraina. Ero stato facile profeta quando scrissi per il Fatto un pezzo intitolato: “Guai a provocare l’orgoglio serbo”.
La storia è lunga. A cavallo degli anni Novanta del secolo scorso saltò l’Urss e con essa saltò, disgregandosi, anche la Jugoslavia che il Maresciallo Tito era riuscito miracolosamente a tenere in piedi, mescolando popolazioni che si erano sempre detestate, i croati, i serbi, gli sloveni. A dieci anni dalla morte di Tito, la Croazia dichiarò l’indipendenza dalla Jugoslavia col consenso dell’Onu e l’appoggio del Vaticano (Papa Wojtyla) perché i croati sono cattolici, mentre i serbi sono ortodossi tendenzialmente socialisti gli altri, oserei dire, sono fascisti. Il distacco della Croazia dalla Jugoslavia avvenne senza spargimenti di sangue. E così avvenne per la Slovenia a parte alcuni brevi scontri con l’esercito regolare di quel che rimaneva della Jugoslavia. In questi frangenti gli americani presero due decisioni. La prima fu quella di appoggiare le richieste indipendentiste del Kosovo dove era in atto una guerra civile fra l’esercito regolare jugoslavo appoggiato da forze paramilitari come le famigerate “Tigri di Arkan” e gli indipendentisti kosovari, albanesi, che facevano anche del terrorismo, come avviene sempre in una lotta partigiana, anche i nostri di partigiani usarono il terrorismo, ed è quindi paradossale che l’attuale presidente del Senato La Russa (a che punto siamo arrivati) fascista da sempre e per sempre, abbia affermato che l’attentato di via Rasella era contro “una banda musicale di semi pensionati”.
Comunque, per ritornare al Kosovo, furono gli americani a decidere che gli indipendentisti kosovari avevano ragione e la Serbia torto. Uno schiaffo in piena regola ai serbi che considerano il Kosovo “la culla della patria serba”. Bombardarono quindi Belgrado, una grande, colta e civile Capitale europea, per 78 giorni facendo circa cinquemila morti anche fra gli stessi albanesi che volevano proteggere. Un’azione oltreché illegittima, perché l’Onu era contraria, controproducente perché rafforzava la componente islamica nei Balcani. Dissi queste cose nel 2002 alla trasmissione di Floris, presente D’Alema, che era presidente del Consiglio all’epoca dell’aggressione alla Serbia. E così non misi mai più piede in alcuna rete generalista. Devo accontentarmi di ByoBlu.
Ma la seconda decisione americana fu molto più grave. Fu creato uno Stato inesistente e mai esistito, la Bosnia, dividendola in tre settori, uno islamico che ha attualmente il presidente di questo Stato fantasma, uno croato e uno serbo, la Srpska. Una divisione che non è mai andata giù ai serbi. Perché le guerre balcaniche che si erano innescate dopo la caduta della Jugoslavia le avevano vinte. Per due ragioni. Perché avevano l’appoggio della madrepatria serba, ma anche i croati avevano l’appoggio della Croazia, perché sul terreno, a detta di chi si intende di queste cose, sono i migliori combattenti del mondo. A restare scoperti erano proprio gli islamici che ricevevano saltuari aiuti dall’Iran. E mi pare particolarmente assurdo che oggi si favorisca questa componente islamica legata all’Iran che per il cosiddetto Occidente è il nemico “numero uno”. Dall’avvento di Khomeini abbiamo talmente tartassato l’Iran con sanzioni economiche che nulla hanno a che vedere con la condizione della donna in quel Paese che adesso gli Ayatollah, che avevano accettato le ispezioni dell’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) che avevano accertato che l’arricchimento dell’uranio nel nucleare iraniano non superava il 5 per cento, era cioè usato per fini medici e civili (per fare la Bomba l’arricchimento deve arrivare al 90 per cento) che adesso l’Iran sta cercando di farsela davvero.
Ma torniamo alla Bosnia. Milorad Dodik, che è attualmente presidente della Repubblica Srpska, ha dichiarato che d’ora in poi i serbi di Bosnia non accetteranno più alcuna decisione presa dallo Stato bosniaco. Insomma, disconosce che esista una Bosnia come Stato.
Un avvertimento che le cose in Bosnia e in Serbia stavano cambiando c’era stato quando il presidente Vucic,ć che per anni aveva chiesto all’Ue di entrarvi, aveva cambiato completamente direzione dichiarando, sotto la pressione della popolazione serba che aveva portato a scontri cruenti col governo, “fino a quando sarò presidente la Serbia non riconoscerà l’indipendenza del Kosovo”.
Come andrà a finire questa volta? La Serbia per motivi culturali ed etnici (la scrittura in cirillico, il vocabolario serbo non è lontano da quello russo, la musica anche) è sempre stata legata e protetta dalla Russia. Ma oggi la Russia è molto più forte di quando a cavallo degli anni Novanta collassò il regime sovietico. Putin tratta alla pari con Trump col quale ha molti interessi comuni, politici, economici, energetici. In quanto agli europei dovrebbero fare molta attenzione e tenere conto dei cambiamenti geopolitici in atto. Il pericolo non viene più dalla Russia, ma dai Balcani. Ed è probabile che la Serbia tartassata in tutti i modi da un quarto di secolo dall’aggressione americana a Belgrado torni ad avere un ruolo, se non determinante, incisivo nella storia del Vecchio continente. “Il Kosovo è serbo e rimarrà sempre serbo” Novak Djokovic.
Beh, direi che l’affermazione finale di un tennista (!) aggiunga il tocco finale di autorevolezza al tutto.
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Grande Fini, uno dei pochissimi giornalisti rimasti.
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Chi D’Alema l’armiere nel senso di venditore di armi o il bombarolo che si mise subito a disposizione di Clinton per bombardare Belgrado e persino l’ambasciata cinese ? È sta roba qua che parla di riarmo con Mattarella che ai bei tempi del governo in oggetto era vice presidente del consiglio . Poi se occorre, da perfetti cristiani, si va in chiesa a confessarsi e a chiedere l’ assoluzione.
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Ricapitolando:
nella regione dei Balcani c’è una tensione permanente, dal 2016 in crescendo, e si fronteggiano per influenze e forniture la Nato e la Russia;
in Ucraina sembra vincerà la Russia, gli USA dichiarano di aver smesso di fornire supporto e la Ue favoleggia di armarsi, comprando dagli USA e riconvertendo le proprie produzioni perché bisogna difendersi e combattere, i Brexati UK si mettono ai vertici dell’armata con la Francia perché hanno le atomiche;
in Siria ha vinto la linea Sion-USA anche se attualmente il Paese è in mano a un “ex terrorista”;
la Palestina non c’è più e si sono rinfocolati gli integralismi ampliandoli anche alle regioni vicine e persino in Occidente;
continuano a rinforzarsi i Brics (e ci si attende anche che batteranno una moneta comune?);
la Francia perde presa in Africa e invece si rafforza il dominio morbido della Cina “risorse e sfruttamento in cambio di denaro e infrastrutture” e della Russia anche attraverso milizie armate terribili, e cresce la pressione delle migrazioni verso Tunisia e Libia e poi (per i più fortunati e ricchi) verso l’Europa;
gli USA da un lato minacciano colonizzazioni e invasioni e dall’altro mettono muri e dichiarano di essere invasi da migranti straccioni, ladri di lavoro e benessere e trafficanti.
Grande è la confusione sotto il cielo”, affermava Mao Zedong, “la situazione è eccellente!”
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Mamma mia che minestrone.
Per cominciare, MF sembra invertire le sorti di Croazia e Slovenia; fu quest’ultima a tenere per prima un referendum indipendentista e a cavarsela rapidamente (anche perché gli interessi serbi lì erano limitati, e gli abitanti di origine serba molto pochi; rimando poi agli interessati informarsi sui cosiddetti “cancellati” sloveni, una bella pagina democratica per i nostri vicini).
Il distacco della Croazia fu tutt’altro che privo di spargimenti di sangue! Ci fu una guerra di diversi anni, con migliaia di morti, e crimini di guerra certificati da entrambe le parti. Sia perché gli interessi serbi erano molto più forti, vista la vicinanza geografica e la forte presenza serba (in alcune zone maggioritaria), sia perché la storia ha portato i due popoli a sviluppare differenze religiose e politiche fortissime (per dirla alla MF: ortodossi e “socialisti” i serbi, cattolici e “fascisti” i croati); durante la WW2 gli ustascia croati collaborarono coi nazifascisti a sterminare tanto gli ebrei che gli ortodossi serbi (per approfondimento googlare Ante Pavelic, altro eroe dei moderni revisionisti in chiave filofascista).
Diversamente da quanto fa intendere MF, invece, le differenze linguistiche sono un falso problema (al di là dei diversi caratteri alfabetici), in quanto la differenziazione si è sviluppata artificiosamente proprio dopo la frammentazione, per motivi squisitamente politici; e tuttora un bosniaco, un serbo, un croato e un montenegrino si comprendono facilmente (molto più, per dire, di un napoletano e un friulano).
Sarei arrivato al Kosovo (che a differenza di Slovenia, Croazia, Bosnia NON era una repubblica federata dell’ex-Jugoslavia, ma molto più banalmente una regione autonoma della Serbia, e quindi merita un discorso a parte), ma il tempo è finito; riprenderò se e quando ne avrò modo (e voglia).
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Segnalo un articolo di più di un anno fa che mi hanno girato: https://www.analisidifesa.it/2024/01/la-nato-e-partner-della-serbia-ma-usa-e-turchia-armano-il-kosovo/
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una disamina Fini-ssima, direi 😊
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