
(Gioacchino Musumeci) – Dall’inviato nel pluridecorato paese farlocchi: la camera degli imputati, delegati a delinquere in scioltezza dal festante popolo sovrano, ha respinto, e ci mancherebbe altro, la mozione di sfiducia presentata contro la sibilante ministra del pozzo nero.
Dall’alto di tacchi vertiginosi falsamente griffati, la santa protettrice del bieco disonore ha dichiarato che i nemici giurati vogliono abbattere la ricchezza piuttosto che combattere la povertà. Quale oltraggio al ladrocinio reiterato commettono gli illusi esponenti dell’opposizione nel paese la cui Costituzione derisa piange lacrime amare.
Nel paese dei farlocchi accade la qualunque. Ci si deve rassegnare o – perché no! – si accolgono governanti ladroni, pataccari, finanziatori di redazioni affollate da feroci scolopendre, millepiedi furenti, decadenti e gracchianti morti viventi.
Nel paese dei farlocchi i canali nazionali sono gestiti dai servi pelosi del potere. Contraddizioni e bugie conclamate, colossali puttanate variamente divulgate costituiscono il nutrimento essenziale di un popolo privilegiato in piccola parte e rassegnato al peggio per la restante e canzonata maggioranza di poveracci insultati col massimo spregio.
Lo spettacolo indecoroso offerto dai deputati vergognosi e collusi del paese dei farlocchi è osservato con sgomento dal mondo intero che ne ha fatto oggetto di studio perché non è chiaro in che modo sia possibile tanta cialtroneria. E, attenzione, lo sdegno più grande viene com’è ovvio dall’Italia, invidiabile e prospero stivale che oggi vanta, oltre un comparto industriale scalpitante come mai prima, altissima e trasversale qualità della vita garantita da costante crescita dei salari testimoniata negli ultimi trent’anni. Povertà italiana? Da mò la povertà è stata sconfitta, ecco perché i governi, tranne “rarissimissimeeeeeeeeee” eccezioni non la combattono mai.
Contrariamente a quanto avviene nel paese di farlocchi figli di puttana, in Italia onore, onestà e fedina penale intonsa, sono requisiti essenziali per chiunque ambisca a una poltrona nella sala dei comandi, diversamente il popolo sovrano s’ incazza, e siccome crede nel dissenso conclamato si riversa alle urne per farsi valere. In Italia non si scherza.
E’ bene che si sappia: nel paese dei farlocchi il presidente dl consiglio è un buffone calzato e vestito protettore di indifendibili, in Italia quale miglior esempio di efficienza, onestà intellettuale e trasparenza della premier ? E in Italia nessuno si sognerebbe mai di accumulare ricchezze sottratte, e intendo proprio letteralmente, dalle casse dello Stato.
Nello stivale nessun ministro mentirebbe ai cittadini e giammai alla presidente del consiglio, santa anch’ella, dalle sedi più nobili della democrazia. E nessuno cittadino vorrebbe mai una ministra fuori di testa, politicamente inguardabile, moralmente ed eticamente così orrenda, deprecabile e famelica da indurre a pensare che la versione più truce di Alien sfigurerebbe meno.
In Italia il popolo è sovrano “davero davero” non a chiacchiere come nel paese dei farlocchi. Alla minima discrepanza tra promesse e fatti Il popolo sovrano si riverserebbe furente sulla piazze, rullerebbe i tamburi e pretenderebbe dimissioni subito. Fuori dai coglioni pitoni petulanti con borse e tacchi fasulli.
In Italia no, mai! Non accadrebbe mai che eletti scalcinati, ladroni e mafiosi spudorati, si stringano la mano evocando il diritto concesso dal popolo sovrano; certe vergogne solo nel paese dei farlocchi dove ci si dovrebbe decidere una volta per tutte a prendere lezione da integerrimi e partecipi italiani. Loro si! Loro sono capaci di eleggere i migliori così da garantire il meglio prima a sé stessi e poi ai loro figli.
Viva l’Italia, abbasso il paese dei farlocchi !
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