
(di Michele Serra – repubblica.it) – Il dibattito attorno alla legge sulla “buona morte” della Regione Toscana ripropone pari pari, immutabile e irrisolta, l’annosa questione della tolleranza. La differenza tra un’etica imposta per legge, obbligatoria per tutti, e la libera scelta, diversa per tutti, la può capire anche un bambino. Se credo che la vita umana, dalla nascita alla morte, non sia qualcosa di disponibile ai viventi, perché appartiene a Dio, sono libero di imporre a me stesso il rifiuto dell’eutanasia (e dell’aborto, del divorzio, di quant’altro). Ma solamente a me stesso. Perché se impongo questa mia convinzione agli altri, per legge, sono un intollerante, o per dirla con semplicità, sono un prepotente. Un prevaricatore. Pretendo che gli altri, tutti gli altri, vivano e muoiano come me.
Ho profondo rispetto per chi crede che sopportare il dolore sia una testimonianza di fede. Ma questo rispetto svanisce, tutto intero, se mi accorgo che questa legittima credenza viene imposta per legge: diventando oggettivamente illegittima e intollerante. Rifiutare la buona morte può essere una scelta più che rispettabile. Ma solo se è una scelta personale, e solo se non si pretende che vi sia costretto anche a chi non crede in Dio, o crede in un Dio non così sadico da esigere che si soffra per lui.
Nel momento in cui il rifiuto dell’eutanasia smette di essere una scelta personale, e viene imposta all’intero corpo sociale, e si perseguita e si incrimina chi invece sceglie di andarsene secondo la sua idea di dignità, e di libertà, il torto è clamoroso. Scandaloso. Così evidente che ci si meraviglia che in così tanti (per esempio: il governo al completo, e il Parlamento in sua grande parte) non si rendano conto dell’intolleranza di cui si macchiano, da anni, rifiutando di varare una legge decente sulla buona morte.
ieri ho commentato all’urp della regione toscana l’abuso ideologico nell’ambito della sanita’ locale che e’ stabilito per legge nella direttiva regionale, di permettere l’eutanasia in toscana, avanti che divenisse una legge di stato, ma dove sta’ la coerenza per un servizio individuale cosi controverso, che la gente che vuole porre fine alla propria sofferenza deve diventare un cittadino toscano prima?
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e una trovata distopica di unn presidente regionale in coma di onnipotenza che vuole un epitaffio celebre sulla sua vile carriera
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non si capisce di cosa si stia lamentando ? Intende dire che anche lei come la chiesa è contrario all eutanasia
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ps. Nel caso così fosse perché non si fa I fatti suoi ? Vuole che solo i ricchi possono permettersi di andare in Svizzera per potere vedere la fine delle sue sofferenze?
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noooo! l’eutanasia va benissimo…io parlo di una proposta fondamentale da parte di un’utile idiota che cerca di mettersi in evidenza nella storia…
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