
(di Massimo Gramellini – corriere.it) – Si resta esterrefatti nell’apprendere che un ministro della Repubblica è stato costretto a sostenere un esame universitario alla presenza della polizia per motivi di ordine pubblico. Alessandro Giuli (che ha idee lontanissime dalle mie, ma a cui riconosco una preparazione culturale di prim’ordine) ha ripreso da anni il suo percorso universitario e aveva già programmato quest’ultimo «mattone» (teoria delle dottrine teologiche) per fine settembre. Avrebbe dovuto rinunciarvi perché nel frattempo è diventato ministro? Quindi un ministro, finché è in carica, non può sostenere esami, neanche per prendere la patente o diventare istruttore di nuoto? Attenzione, non stiamo parlando di un concorso, dove la scelta in suo favore avrebbe determinato l’esclusione di qualcun altro, ma del diritto di ogni studente di sottoporsi al vaglio del proprio insegnante.
Forse non è di Giuli che non ci si fida, ma dei professori e, più in generale, dell’opportunismo degli italiani. Si immagina, cioè, che chiunque debba interrogare un ministro tenderà inevitabilmente a favorirlo, o sfavorirlo, in base alle proprie convinzioni e ai propri interessi. Poi però si viene a sapere che i collettivi non si preparavano a contestare lo studente Giuli perché impreparato e privilegiato, e neanche perché ministro, ma perché ha un passato di estrema destra. Una notizia rassicurante per i futuri ministri con un passato di estrema sinistra, che potranno laurearsi in santa pace.
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Della serie: come attaccare le opposizioni sulla base di un presupposto.
Alla luce di…siccome…dato che… quindi…
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” Quindi un ministro, finché è in carica, non può sostenere esami, neanche per prendere la patente o diventare istruttore di nuoto?”
Direi proprio di no.
Se non sei diventato istruttore di nuoto prima, o non ti sei laureato, e hai rimandato perché dovevi scrivere articoli per il Foglio del ciccione, non si capisce perché tu debba farlo durante il mandato più alto che la Repubblica conferisca!
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Tanto, il livello non si alza con un pezzo di carta.
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Vero, ma non trovi paradossale che il Ministro della cultura sia stato scelto Non laureato?
Cioè, non è solo un pezzo di carta, e poi quel ministero…
Certo Sangiuliano era laureato, come ci ha tenuto più volte a sottolineare e in quel caso era davvero un pezzo di carta.
Non so come pensarla su questo punto!
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Mah, sai, anche Philippe Daverio non era laureato, ma era colto come pochi. Bisogna valutare le competenze di una persona. Sangiuliano, a vedere il suo curriculum, non sembra essere (stato) il grezzo che appare. Secondo me si è rinc0610n170 con il passare del tempo e l’inesercizio delle facoltà intellettuali.
Giuli sembra più lucido, ma ha lo spessore della carta velina. Al Gabinetto Meloni piace così, probabilmente perché non raschia il cul0.
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Il problema è che D’Averio non aveva una croce celtica tatuata sul petto come il Divo Giuli…
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Infatti il non essere laureato è ancora una delle sue caratteristiche migliori.
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OTTIMO RAMO UNIVERSITARIO,SENZA OBBLIGO DI FREQUENZA,PER ANDARE A CONVINCERE I SIONISTI!! HAHAHHA… MOLTO PRODUTTIVA DI SALIVA
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