PENTAGONO, “GLI USA SONO PRONTI A DIFENDERE IL TERRITORIO NATO

(ANSA) – Gli Stati Uniti sono pronti ad adempiere ai propri obblighi di protezione dei Paesi Nato, compresi quelli relativi agli attacchi missilistici russi che potrebbero minacciare la Polonia: lo ha affermato il Pentagono. “Posso dirvi quello che questa amministrazione ha detto più e più volte: Difenderemo ogni centimetro della Nato. Se un alleato della Nato dovesse essere attaccato, certamente non vorremmo che ciò accadesse, ma difenderemo ogni centimetro della Nato”, ha detto ieri la vice portavoce del Pentagono, Sabrina Singh, commentando le affermazioni della Polonia sulla possibilità di abbattere i missili diretti verso il territorio dell’Alleanza.

“La nostra priorità in questo momento è garantire che l’Ucraina abbia ciò di cui ha bisogno sul campo di battaglia”, ha aggiunto la portavoce. Ieri il viceministro degli Esteri polacco, Andrzej Szejna, in un’intervista a radio RMF24, aveva ha ammesso che si sta valutando la possibilità di abbattere i missili che volano verso il territorio della Nato. Domenica scorsa l’esercito polacco aveva fatto sapere che uno dei missili da crociera lanciati dalla Russia durante un attacco notturno contro l’Ucraina aveva violato brevemente lo spazio aereo del Paese. 

Strage di Mosca, la rappresaglia di Putin e i 100 mila soldati Nato in Polonia: così l’escalation è sempre più vicina

(di Alessandro D’Amato – open.online) – Il presidente della Russia Vladimir Putin se la prende con l’Occidente per la strage al Crocus City Hall di Krasnogorsk vicino Mosca. E la Nato rafforza il suo fianco ad Est portando da 40 a 100 mila gli uomini a oriente. Mentre secondo fonti Usa il prossimo obiettivo dello Zar potrebbero essere i paesi baltici. A partire dall’Estonia, che ha una significativa quota di popolazione di origine russa. Un attacco farebbe scattare l’articolo V dell’Alleanza Atlantica. E mentre il consiglio di sicurezza e i servizi segreti russi accusano l’Ucraina e gli occidentali di aver aiutato il commando Isis, Kiev dice che l’attentato fa molto comodo al Cremlino perché giustificherà la mobilitazione totale. E l’escalation della guerra. Secondo la Russia la conferma arriva dagli interrogatori degli arrestati. Che sono stati torturati prima di finire davanti al giudice.

I mandati d’arresto

Il tribunale di Mosca ha spiccato un mandato d’arresto nei confronti del direttore dello Sbu (i servizi segreti ucraini) Vasyl Malyuk con l’accusa di terrorismo in relazione alla strage di Mosca. Mentre il capo dell’Fsb Alexander Bortkinov ha detto che «l’azione è stata preparata da islamisti radicali e naturalmente è stata facilitata da servizi speciali occidentali. Quelli ucraini sono coinvolti. I primi dati che abbiamo ricevuto dai detenuti lo confermano». Poi ha puntato il dito contro Usa e Gran Bretagna, oltre che contro Kiev: «I tre paesi hanno una lunga storia di azioni di questo tipo. Ma lo sponsor ancora non è stato identificato. Il capo dei servizi ucraini Budanov è un obiettivo legittimo per le forze militari russe». Mentre lo Sbu, secondo Mosca, «addestra miliziani islamici in Medio Oriente e dovrebbe essere considerato un’organizzazione terroristica».

Ucraina «ovviamente» responsabile

Anche il capo del Consiglio di sicurezza Nikolai Patrushev ha detto che «ovviamente il responsabile è l’Ucraina». Intanto ieri la Corte di Mosca ha confermato l’arresto dell’ottavo indiziato per la strage di Mosca. «L’intera macchina dell’informazione russa, compreso Putin, ha cercato, anche contro ogni logica, di addossare la colpa ai nostri servizi. Tuttavia, le numerose incongruenze e bugie nelle versioni da loro diffuse, in particolare il fatto che dei terroristi in una dittatura di polizia siano riusciti a raggiungere la regione di Bryansk senza ostacoli e in un lampo, per utilizzare una sorta di “finestra” sul confine con l’Ucraina, non fanno altro che confermare le valutazioni sull’interesse della stessa Mosca in questo attacco terroristico», dice oggi al Corriere della Sera Andrij Cherniak dell’intelligence militare di Kiev.

L’escalation

Per questo la Polonia oggi chiede alla Nato l’innalzamento dello scudo di sicurezza. E l’Alleanza Atlantica, secondo Varsavia, sta valutando la possibilità di abbattere i missili russi che si avvicinano. L’esercito polacco, spiega oggi il Quotidiano Nazionale, ha 100 mila soldati in più rispetto a otto anni fa e la quota di spese per la difesa nel bilancio polacco è pari al 4% del Pil. Il confine rimane l’articolo 5 che obbliga alla difesa a vicenda. I 100 mila soldati Nato schierati a est fanno parte della Response Force, ovvero il nucleo di reazione rapida a un attacco a sorpresa. Gli Usa hanno anche già installato nel paese un comando di corpo d’armata. E rafforza la protezione per la Bulgaria. A est la presenza avanzata della Nato (Forward Presence) comprende otto gruppi tattici multinazionali. Sono forniti dalle nazioni quadro e da altri alleati su base volontaria.

Dove sono le truppe Nato a Est

Le truppe, sotto diretto comando Nato, sono oggi dislocate in Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Bulgaria e Romania. Mentre in Lettonia, Polonia, Slovacchi e Romania sono di stanza i gruppi di difesa missilistica. In tutti i paesi è attiva la sorveglianza aerea. Dopo il 24 febbraio 2022 gli effettivi sono saliti a 40mila uomini e l’Alleanza ora è impegnata nel processo di portare i battaglioni al livello di brigata (da 1.000 a 5.000 uomini l’uno). Il New Force Model sta rimpiazzando la Responce Forze. Il Commander-in-Chief alleato (nome in codice: Saceur) avrà a disposizione «100mila uomini entro 10 giorni, 200mila tra 10 e 30 giorni, almeno 500mila tra 30 e 180 giorni». Gli Usa hanno 90 mila soldati in Europa, di cui 10 mila in Polonia. La Germania sta piazzando 5 mila uomini in Lituania al confine con la Bielorussia.

Svezia e Finlandia

Poi ci sono Svezia e Finlandia che blindano il confine Nato a nord e a nord-Est. Per adesso non ci sono piani per dislocare truppe in zona. Proprio perché si ritiene che Helsinki e Stoccolma siano in grado di presidiarlo. Anna Zafesova su La Stampa intanto spiega che in Russia ormai credere alle rivendicazioni dell’Isis significhi fare il gioco degli occidentali. In questo quadro gli estremisti islamici sono stati addestrati dagli ucraini, a loro volta al servizio degli anglosassoni. Un cocktail cospirazionista fatto di terroristi islamici, nazisti ucraini, Cia, Interpol, Nato e Isis. Da agitare, ma non mescolare. Anche perché, si ragiona a Mosca, i terroristi hanno «confessato». Il fatto che uno fosse senza un occhio, uno senza un orecchio e un altro in carrozzina evidentemente è soltanto un dettaglio.