Il costituzionalista Antonio Saitta, esperto di diritto amministrativo, che a Messina tutela gli interessi di alcune decine di cittadini colpiti da esproprio: «Chi contesterà, dovrà prevedere di affrontare una lunga causa. Le somme saranno depositate presso la Cassa depositi e prestiti, in attesa che una commissione, poi la Corte d’Appello, definisca il risarcimento»

(di Donata Marrazzo – ilsole24ore.com) – Da una parte i piani finanziari, i rendering, gli espropri, il cronoprogramma, il progetto definitivo (ma non ancora esecutivo) e il tentativo, quello della Stretto di Messina Spa, di un approccio dialogante con il territorio. Dall’altra una comunità, anzi due, quella di Villa San Giovanni e di Messina, che temono di non reggere all’impatto dell’opera, giudicata invasiva, inutile, fallimentare. E non dialogano, protestano. Rifiutano le audizioni.
Il Ponte visto da Roma
Il progetto cambia a seconda del punto da cui lo si guarda (o lo si immagina): da Roma il Ponte sullo Stretto è un’opera prioritaria, urgente e necessaria. Fattibile e sostenibile. Ed è tutto pronto, almeno formalmente, per il completamento del corridoio europeo Scandinavia-Mediterraneo e per l’annullamento del gap infrastrutturale tra Sud e Nord d’Italia, nonostante alcuni nodi cruciali del progetto definitivo: 68 osservazioni da parte del comitato scientifico che ha comunque valutato positivamente l’aggiornamento del documento.
Il Ponte visto dai territori
Sulle sponde della Calabria e quelle della Sicilia, tra le zone a protezione speciale (Zps) e i siti di importanza comunitaria (Sic) della Costa Viola calabrese, tra i terrazzi marini siciliani e la riserva naturale di Capo Peloro, la percezione è molto diversa. Diversa, anche da dentro i centri urbani, sui quali impatterà l’infrastruttura e, da subito, gli espropri e le aree di cantiere. Per questo, tra Scilla e Cariddi, la mobilitazione contro il Ponte cresce. E non è solo una questione ideologica.
Messina si sta organizzando
Messina, con il sindaco Federico Basile, ha avviato un tavolo permanente di tecnici, imprenditori e sindacati, per riorganizzare la città in vista dell’inizio dei lavori, «a cominciare, dalle questioni dell’accessibilità, ma anche, banalmente – spiega Basile – dall’accoglienza dei lavoratori, forse quattromila, che saranno impegnati nella realizzazione dell’opera. Il progetto del Ponte è il naturale proseguimento di una legge dello Stato e ne prendiamo atto. Il governo sta accelerando sugli aspetti amministrativi e noi ci stiamo strutturando, ma è evidente che gli umori in città non sono dei migliori. Il fronte “noponte” si sta rafforzando». A sostegno dei nopontisti, a Torre Faro, è attesa la segretaria del Pd Elly Schlein che giudica l’opera «anacronistica, dispendiosa e dannosa per l’ambiente». Con il deputato di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italia, Shlein ha presentato di recente alla procura di Roma l’esposto che ha portato all’apertura di un’indagine sul Ponte sullo Stretto e sulle procedure per la progettazione e la realizzazione del collegamento stabile fra Calabria e Sicilia.
Pietro Ciucci e gli umori della città
Qualche giorno fa l’amministratore delegato della Stretto di Messina Pietro Ciucci, al suo arrivo a Messina, è stato violentemente contestato, tanto da dover rinviare al pomeriggio l’incontro istituzionale previsto. «Nel progetto del Ponte c’è molto più del Ponte – ha poi affermato Ciucci con tono rassicurante – non si tratta di realizzare un monumento, ma l’unione tra due sistemi stradali e ferroviari, parte fondamentale di un corridoio europeo. Il Ponte è anche un’opera del territorio e per il territorio, al quale sono destinate tutte le ricadute. Forniture, consulenze, attività professionali».
Il dramma sociale degli espropri
Quanto agli espropri, «ci stiamo muovendo in sintonia con il territorio, il piano verrà pubblicato in settimana, l’avviso pubblico non appena partirà le conferenza dei servizi». La sintonia di cui parla Ciucci è, secondo il costituzionalista Antonio Saitta, esperto di diritto amministrativo, che a Messina tutela gli interessi di alcune decine di cittadini colpiti da esproprio, «un tentativo di dialogo che risponde a una strategia comunicativa più consapevole, perché i provvedimenti riguardano migliaia di persone e rappresentano un vero dramma sociale. Saltano interi quartieri, interi fabbricati, lidi balneari, attività commerciali, di più di quelli previsti nel 2011, alcuni lontani anche 10 km dall’impianto del ponte», dichiara Saitta.
Come funziona l’indennizzo degli espropri
Il decreto di occupazione d’urgenza potrebbe avere effetti disastrosi: «In caso di cessione volontaria, in cui il cittadino accetterà l’offerta per l’esproprio, i tempi dell’indennizzo saranno brevi – avverte Saitta -. Ma chi contesterà, dovrà prevedere di affrontare una lunga causa. Le somme saranno depositate presso la Cassa depositi e prestiti, in attesa che poi la Corte d’Appello definisca il risarcimento». L’avvocato sa già che suoi assistiti impugneranno il decreto di appropriazione davanti dal Tar. E che la sua difesa farà leva sulle procedure, sulla legittimità costituzionale, sulla compatibilità con il diritto europeo del progetto del ponte sullo Stretto. Ma tutti dovranno abbandonare le proprie case.
Villa San Giovanni, “espropriandi” e cantierizzazione
Dall’altra parte del mare, a Villa San Giovanni, con grande senso di responsabilità, la sindaca Giusy Caminiti sta preparando la sua comunità all’impatto con l’opera, chiamando a raccolta i cittadini in dibattiti e confronti che registrano una forte partecipazione: «La città è coinvolta, interessata, matura e consapevole. Stiamo toccando con mano il dolore di chi verrà espropriato e valutando insieme tutti i rischi della cantierizzazione, che aggraveranno le condizioni di un centro urbano già congestionato da flussi di traffico ingestibili. Rispetto all’opera sto mantenendo una posizione laica – continua la sindaca – senza cedere richieste del Pd, ovvero all’approvazione di una mozione di sospensione del progetto del Ponte in via cautelativa, né a quelle della mia opposizione. Il consiglio di minoranza si è addirittura autosospeso per mancanza di agibilità democratica, dicono, pretendendo da me un’adesione totale alla realizzazione del Ponte sullo Stretto. Non posso farlo, devo innanzitutto tutelare il territorio e la mia comunità, devo ascoltare i tecnici della Regione, dei Comuni coinvolti, che proprio nell’ultimo, recente incontro con Ciucci, hanno parlato del documento definitivo come di un progetto generico. Abbiamo ricevuto rassicurazioni, gli studi verranno fatti in itinere, ci ha risposto l’amministratore delegato, ma noi restiamo cauti e intanto aspettiamo prima di Pasqua la conferenza dei servizi».
Una delle ennesime schifezze cui il popolo italiano sta piegando la testa e non solo per la fellatio, perché subito dopo, come dicevano Aldo, Giovanni e Giacomo, ci sarà un fragoroso “Sotomayor”. Opera faraonica per collegare le 2 regioni più problematiche d’Italia (non me ne vogliano gl’indigeni), quando un collegamento altrettanto costoso, come fu l’eurotunnel generò debiti per oltre 20 anni. Peccato che l’eurotunnel colleghi Francia (ed EUROPA intera)/Gran Bretagna, ovvero 2 delle nazioni più ricche del mondo, potenze nucleari, e non 2 regioni che hanno un PIL più vicino all’Africa che all’Europa che conta. Oltre al fatto che se un’investimento simile venisse fatto sul territorio, beh, si potrebbero risolvere quasi tutti i problemi di Calabria e Sicilia.
N.b.: l’Eurotunnel nel 2012 vide 20 MILIONI di persone transitare e, nonostante ciò, era in crisi.
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Infatti, eccoci al nodo. Gli ESPROPRI GOVERNATIVI,.
Sono esistiti ed esistono ancora gli espropri amministrativi.
Chi paga e chi paga, da +infinito a – infinito .
Lo scempio ambientale , la nutrizione delle andrine a conduzione familiare, zero discussioni , alternative molto più sane per territori e popolazioni di città, cittadine, paesi, frazioni e campagne Salvini Meloni e sisily non ne danno.
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Come del resto non ne hanno date i Sinistri.
La terra non è vostra.. e siete voi i primi a proteggere le proprietà? Andate a zapparvi i piedi, distruggere il patrimonio di chi vi ha votato, la sinistra vi ha fatto da gran Maestra..
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“Dall’altra una comunità, anzi due, quella di Villa San Giovanni e di Messina, che temono di non reggere all’impatto dell’opera, giudicata invasiva, inutile, fallimentare. E non dialogano, protestano. Rifiutano le audizioni.”
Che brutti tempi che stiamo vivendo.
Ci sono persone che ritengono quello che, se si farà, sarà il ponte più lungo del mondo un’opera invasiva; ma si può?
Quando il ponte non ti serve lo pieghi, lo metti in tasca e quando serve lo tiri fuori nuovamente.
Un’opera inutile? Ma quando mai; l’opera è utilissima creerà 100.000 posti di lavoro, anche di più , 500.000 forse anche 1 MLN.
Creerà sviluppo; certo poi ci sarebbe da spiegare come mai la Calabria che non ha bisogno di ponti per collegarsi al resto della penisola e dal li marciare a tappe forzate lungo il corridoio scandinavo-mediterraneo, sia una delle regioni più depresse d’europa; messa anche peggio della sicilia la quale ha da poco battuto l’invidiabile record di avere più pensionati che occupati.
Un futuro roseo caratterizza la sicilia; la luce in fondo al tunnel; si tratta di luce derivante da sorgenti radioattive, ma sempre luce è, in fin dei conti.
La considerano un’opera fallimentare; non solo hanno raggiunto il fondo, come ragionamento, ma continuano a scavare.
Il break even del ponte è stato calcolato sui passaggi attuali; quelli futuri saranno più numerosi; Una volta costruito il ponte frotte di scandinavi arriveranno nelle due regioni creando sviluppo; a questo occorre aggiungere il boom demografico che caratterizza sicilia e calabria.
“E non dialogano, protestano. Rifiutano le audizioni.”
Dialogare con chi? Con Salvini?
Cosa non si fa e non si scrive pur di percepire il finanziamento pubblico all’editoria.
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<i>questo è un testo italico con il tag html</i>
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Lascia perdere… Con il nuovo campo di inserimento testo, i tag HTML sono andati praticamente tutti a farsi friggere. Però adesso grassetto e corsivo li inserisci direttamente coi comandi “nuovi”. Le immagini basta trascinarle allineandole (anche, volendo) a dx, ct, sx. E i link li inserisci direttamente col comando apposito. Ma niente più anteprime, e niente più “a href”.
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Erano prove, per verificare quali tag potessero ancora essere inseribili.
In una prima versione de nuovo editor si potevano inserire, ora non più a meno di non installare alcune estensioni browser guidate.
In pratica sono state “castrate” perchè l’amministratore ha preferito distribuire solo alcune caratteristiche e di quelle neanche tutte le sotto caratteristiche
Ma richiedono comunque una modalità di esecuzione che nelle esigenze normali non sono fruibili
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