
(Dott. Paolo Caruso) – Con un voto plebiscitario, Putin incassa l’88% e si accaparra il trono di Russia fino al 2030, poi chi vivrà vedrà…. Democratiche elezioni senza democrazia come avvengono in tanti altri Paesi del mondo con risultati analoghi come in Bielorussia, Corea del nord, Siria, Egitto ecc. e senza che nessuno per questo gridi allo scandalo. Una competizione elettorale quella russa taroccata, un voto senza rivali, contrassegnata da candidati di contorno probabilmente scelti dallo stesso regime che si sono fermati al 3%. Del resto come in tutte le “Democrature” del mondo in Russia viene a mancare una vera dialettica politica e una sana contrapposizione su temi ideali e di programma. Non è ammessa la libertà di opinione contraria e alternativa ma tutto viene racchiuso nel rigido recinto del Potere. Tutti i competitor, Navalny in testa, vengono fatti fuori o racchiusi in penitenziari di massima sicurezza e sottoposti a torture. Eliminazione fisica da metodi staliniani. Nella Russia putiniana di oggi, le urne trasparenti e le schede ivi immesse non piegate visibili a tutti e dall’esito scontato, dimostrano il controllo sistematico del voto anche grazie allo sguardo attento della polizia all’interno dei seggi elettorali, pronta ad intervenire con azioni repressive nei confronti di eventuali dissidenti. Una vera farsa condita da grande ipocrisia mostrata ai governi occidentali che d’altra parte non risultano immuni da pecche come nella gestione del caso “Assange”. Putin, come Napoleone Bonaparte autoincoronatosi imperatore, da “Zar” può ora continuare a sfidare il mondo da un podio che con il successo elettorale farlocco lo ha reso più forte. E’ stato sempre il suo sogno, il sogno della nuova “Grande Russia” già da quando ricopriva il ruolo di funzionario dell’intelligence del KGB. La società russa appare poco permeabile alle sollecitazioni dell’occidente e non prova ad aprirsi ai popoli, con la mediazione facilitata dagli undici fusi orari su cui si estende e perciò capace di abbracciare l’Oriente e l’Occidente, per una pacificazione universale. Putin sta sciupando l’opportunità datagli dalla Storia. Le Nazioni sono ad un impasse, “chiudere o aprire uno scenario bellico più esplosivo dalle sorti imprevedibili ma facilmente immaginabili, date le minacce del nuovo Soviet e la contrapposizione della Nato e degli States. E’ il dilemma angosciante di questi giorni perché in ballo c’è il futuro dell’umanità. L’orizzonte appare sempre più cupo e dai contorni indefiniti, infatti il sogno del secolo scorso ” mai più la guerra” è stato declassato a vero incubo. La guerra in Ucraina ha risvegliato il mondo dal torpore routinario della diplomazia, rinfuocando la conflittualità, mai sopita, legata alle mire espansionistiche di USA e Russia. Da lì è ripartita l’escalation tra le due superpotenze che subdolamente si fronteggiavano già dal 2014 ed è proprio per questo conflitto, per le fonti energetiche, che l’Europa è andata incontro a fibrillazione. In questo folle mondo dedito alla guerra, l’industria bellica ha ripreso a fare profitti, sottraendo investimenti alimentari e vitali per le popolazioni più povere, mentre la stessa economia europea sempre più in ambasce viene schiacciata dall’ingombrante alleato a stelle e a strisce. Del resto non una parola concreta di pace è stata spesa dalla comunità internazionale, se non dal Pontefice di Roma che più volte ha rimarcato la necessità di un negoziato. Parlare di pace per i signori della guerra e per i produttori di armi è solo un’eresia. Così alle armi si risponde con le armi nel silenzio assordante dei leader europei che assistono pavidi alle atrocità della guerra. A nessuno sembrano interessare le migliaia di morti, intere generazioni cancellate, immolate sull’altare della stoltezza umana. “Spes ultima dea est” dicevano i Latini ( la speranza è l’ultima Dea). Infatti non ci resta che sperare nel rinsavimento di chi detiene i cordoni della borsa e i bottoni della sopravvivenza umana. Del resto come diceva Gino Strada “la guerra la vogliono i potenti e i ricchi, mentre a pagare sono sempre i figli del popolo”.
Ed ecco Pubble sull’argomento:
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grazie Anail
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Caro Caruso … in base alle disposizioni dell’OSCE ,un elettore è libero di far vedere il voto o piegare la scheda.
Inoltre debbo precisare che ci sono stati degli osservatori(non di parte) che hanno riscontrato regolarità nel voto … su 57 seggi ne hanno osservato 37 in regolarità.
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Ma che prove ha questo dottor Caruso per dire: “”Una competizione elettorale quella russa taroccata, un voto senza rivali, contrassegnata da candidati di contorno probabilmente scelti dallo stesso regime”.
Probabilmente? E che vuol dire?
Come si può andare avanti a leggere un articolo come questo dopo una simile premessa che sembra uno dei mille slogan di propaganda antirussa di guerrafondai americani?
La Russia è in guerra contro i più ricchi e potenti paesi del mondo, Caruso.
E si stupisce per il voto “bulgaro’ a Putin?
Ah già, ma è taroccato, urne trasparenti, tutto farlocco.
L’ha detto il Dottore…
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Insomma:
1- se votano con 4 candidati e vince uno (Putin) di gran lunga, allora è DITTATURA.
2- se NON votano anche se DOVREBBERO perché il presidente sa che lo mandano a casa, allora è DEMOCRAZIA (= ISRAELE E UCRAINA).
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Ridicola questa Europa che fa le pulci a Putin e poi va da Al Sisi a pagargli la tangente. Come se il povero Regeni non fosse mai esistito e che Al Sisi avesse tenuto elezioni realmente democratiche. E le migliaia di oppositori in carcere fossero lì in vacanza. E gli USA? Vogliamo parlare della percentuale di americani convinti che le elezioni siano state rubate a Trump? E l’assalto al congresso? E la legge elettorale truffa che abbiamo noi in Italia che permette a un venti per cento di avere la maggioranza assoluta?
E lasciamo perdere che da sempre sia in atto la guerra imperiale tra USA Russia e Cina. A credere alla fine della storia è stato solo qualche pollastri illuso e in malafede: gli USA non hanno mai rinunciato al dominio sul mondo. Del resto è sempre stato così: può esistere solo un impero.
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È indubbio che parlare delle elezioni in Russia è come sparare sulla Croce Rossa tanto è indubbio il loro carattere poco democratico. Ma al di là della considerazione che l’Occidente sopraccilioso e col ditino alzato (postura esibita anche da questo Di Maio) intrattiene allegri e proficui rapporti con tanti Stati piuttosto barcollanti in materia di democrazia e li sopporti stoicamente addirittura dentro l’Ue e la Nato, resta sempre da chiedersi come mai fino a che Putin (e la Russia) sembrava un contadino un poco tonto a cui sottrarre facilmente ortaggi e pollame, le fotografie e selfie conditi da baci e abbracci si sprecavano dalle nostre parti (e anche dalle sue), pur le elezioni essendo in quelle lande le stesse di adesso..
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Chiedo scusa actutti e in particolare agli interessati, il sopraccilioso col ditino alzato è Caruso non Di Maio
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Caruso con la solita banale e falsa tiritera sul voto farlocco in Russia ha rotto il ca…
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Leggere le dichiarazioni dei politici itaGGliani sulle votazioni in Russia viene il vomito,
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Il caro dottore vive a Sanpietroburgo? A Mosca? A Ekaterimburg? Ha partecipato come osservatore? No? Allora forse è il caso che faccia un viaggetto da quelle parti e poi pontifichi. Per le vie brevi, così, tanto per informarsi meglio, può leggere l’intervista dell’Antidiplomatico a Vito Petrocelli, già senatore nonché ex presidente della commissione Esteri del Senato nella precedente legislatura, uno che ha partecipato come osservatore alle elezioni russe
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L’unico risultato elettorale democratico e convincente è quello che vede vittorioso il proprio candidato.Fatevene una ragione: Putin è amato in patria . Lo so che questo non vi và giù ma rassegnatevi.
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E saremmo noi quelli che danno lezione di democrazia? Uno dei pochi paesi al Mondo dove per lavorare dovevi essere sottoposto a un TSO obbligatorio? Ma andate cordialmente aff….
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Ma se il voto è falsato in Italia con le liste bloccate e condizionato da un clientelismo esasperato ed in altri Paesi come negli USA con metodi diversi ma sempre poco trasparenti, non vedo come possano essere trasparenti le votazioni nei Paesi come Russia, Cina, Egitto,Turchia e in molti altri con cui ipocritamente intrecciamo rapporti e affari. Esprimere giudizi tra buoni e cattivi in un momento di guerra in cui tutti sono cattivi e scellerati mi pare inopportuno, e l’Europa ipocrita non vuole proprio ergersi con ruolo autonomo a vero mediatore di pace e rimane schiacciata sulle posizioni dell’ ingombrante alleato statunitense ( altra democrazia malata, vedi caso Assange). Altro che Caruso ha rotto….. Riconosce obbiettivamente la grande ipocrisia e la voglia guerrafondaia dell’ Occidente e di contro l’immagine spiculare della Russia analizzata dagli occhi anche interessati dell’Europa
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Ma manco per niente.
La Russia non aveva intenzione di fare nessuna guerra, è stata la NATO ad insistere su pressione USA. Cosa diceva stolte-mberghe? Putin non vuole la NATO? Gli daremo più NATO. Bell’esempio di razionalità guerrafondaia.
La Russia è intervenuta in Siria su chiamata del governo legittimo, gli USA invece hanno la base di Al Tanf che non si capisce cosa ci faccia lì.
La Russia è favorevole alla pace in Palestina e alla soluzione dei due stati, gli USA invece danno munizioni, carburante e veti al criminale israeliano e ai suoi sodali.
Poi anche se capisco che a gente come lei la cosa non va giù, ai russi PUTIN PIACE.
E PIACE perché si ricordano ancora bene come era la Russia negli anni ’90, uno stato FALLITO portato al fallimento da politici incapaci e corrotti.
Se ne faccia una ragione e la pianti di ricamarci sopra come se fosse pacifico che le elezioni siano ‘truccate’.
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Che la Nato e gli States hanno grandi responsabilità in questa guerra d’Ucraina è fuori di dubbio, che gli Stati Uniti sono un Paese guerrafondaio non fa una grinza, già dai tempi degli indiani sterminati dall’ uomo bianco, che le democrazie occidentali lascino molto a desiderare e ipocritamente non prendono posizione anche sul caso Assange lasciando molte zone d’ombra, e che anche sulla guerra sono ipocritamente allineati in maniera vergognosa all’ ingombrante alleato americano è purtroppo cosa risaputa, ma che in Russia vige a prescindere dalla propaganda un sistema democratico mi lascia molto perplesso
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