
(Enrico Ferro – La Repubblica) – Settecento euro a notte, tutto compreso. Una strisciata di carta di credito e anche la montagna diventa un’apericena. Si chiamano “starlight room” e c’è chi ne ha fatto una traduzione non efficacissima battezzandole come semplici “stanze panoramiche”.
Tecnicamente è un monolocale dotato di camera da letto, piccola sala da pranzo e bagno. Nella realtà dei fatti è una costruzione in vetro e legno da adagiare sulle cime più suggestive delle Dolomiti, roba da togliere il fiato.
Il patrimonio dell’umanità a portata di selfie, e senza nemmeno una goccia di sudore per raggiungerlo. «Il trasporto è in fuoristrada d’estate, in motoslitta d’inverno», evidenzia Raniero Campigotto, storico gestore del Rifugio Col Gallina, che ad oltre duemila metri di quota ha installato in via sperimentale due di queste strutture. Ma presto in Veneto potrebbero comparirne ben 172, come da proposta di legge presentata dalla giunta regionale a ottobre 2022.
Le starlight room potranno sorgere anche a quote uguali o superiori al 1.600 metri, in deroga all’attuale normativa urbanistica regionale, che a quell’altitudine consente solo rifugi, malghe e bivacchi. […]
«Microalberghi d’alta montagna? Ma scherziamo? Sono stanze emozionali, da due posti, removibili», sottolinea Federico Caner, assessore regionale al Turismo. Ma è proprio puntando sulla parola “microalberghi” che Andrea Zanoni, consigliere regionale del Parito democratico, ha avviato una petizione per impedirne la realizzazione.
«Il testo che verrà sottoposto al voto prevede due posti letto, quindi una singola stanza, di piccola cubatura » puntualizza l’assessore regionale. «La struttura portante è in legno, il resto in vetro: serve a poter godere di un’esperienza emozionale, magari ammirando le stelle», è la sua tesi. […]
«Sono fissate a terra, ma di fatto removibili. Gli scarichi sono interni alla struttura, per l’elettricità vengono utilizzati pannelli solari e il riscaldamento è a pellet». Renato Frigo, presidente del Cai Veneto, però si è già espresso contro il progetto: «Il rischio è che tutto diventi un parco divertimenti, e la montagna non può essere Disneyland.
Ma ci siamo posti anche il problema della sicurezza: ci potrebbe essere il rischio di incentivare i turisti anche meno attrezzati, banalizzando anche la salita in montagna in inverno, cosa che invece non è semplice e bisogna prestare molta attenzione».
Il voto in consiglio regionale non sarà una passeggiata, perché c’è già chi nella maggioranza mette le mani avanti. Il leghista Marzio Favero ha annunciato la sua contrarietà e non è escluso che anche Fratelli d’Italia decida di astenersi confermando la posizione già assunta in commissione.
La parola chiave, per il governatore Luca Zaia e la sua giunta, è “turismo esperienziale”, un concetto su cui punta da anni, al punto da approvare una delibera che consente strutture ricettive anche in grotte, palafitte, alberi e alloggi galleggianti.
“tutto compreso”
Ah, ecco. Così va bene. Pensavo ci fosse da conguagliare a fine soggiorno, tipo la tassa di soggiorno B-)
Scherzi a parte, non sono un talebano dei monti anche se penso che la montagna sia di tutti, ma non (adatta) per tutti.
Ma questa iniziativa, soprattutto per i costi, porterà da quelle parti altri bifolchi con denari in tasca in cerca di novità emotive di agile conquista.
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In effetti è una cafonata immane, roba da turisti californiani o texani in libera uscita con il portafoglio a organetto inzeppato di carte di credito. Se la giunta del 2022 ha deliberato una caàta del genere, c’è poco da incavolarsi per la questione: chi ha dato il permesso di concepire simili bojate? Se la prendano con la giunta del 2022 (e lo dico inoltre in perfetto accordo col post di Mario, sopra quando scrive “La montagna non è adatta a tutti”).
In ultima analisi è la quintessenza del gusto per l’orrido unitamente al guadagno facile… Come al solito c’è sempre la peggior politica buzzurra di mezzo, vedi un po’. 😦
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Pensavo che di Santanchè ne avessimo una sola; che, per quanto mi riguarda, basta e stra-avanza.
Invece vedo che c’è un vivaio di monnezza autorigenerativa molto attivo, che opera localmente e di cui difficilmente si riesce a sapere.
La cosa non la trovo per niente sorprendente, ma decisamente inquietante.
Abbiamo regalato le spiagge ai balnerari ed andiamo a regalare le montagne ai Briatori.
A tappe forzate verso il baratro
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Avevamo anche lasciato in mano i borghi antichi ricchi di storia e di arte in mano a un imbecille che si fa i selfy ignudo sul cesso (e passa il resto del tempo a prender a parolacce i presenti). Quindi alla lunga, non è cambiato molto, a ben pensarci.
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